Episodio del podcast: caccia, lupi e animali selvatici
Autorizzazioni all'abbattimento dei lupi «a scorta», bilanci di abbattimento di tre cantoni e che cosa dice il rapporto del WWF su 100 anni di «cura e gestione» venatoria.
In questa puntata di «Wild beim Wild» si parla di un autunno in cui le autorità autorizzano più abbattimenti che mai, mentre il bilancio per la biodiversità è il peggiore di sempre. L'episodio ripercorre la regolazione del lupo, la stagione venatoria nei cantoni e il nuovo rapporto del WWF.
Regolazione del lupo e predatori
Dopo una modifica dell'ordinanza sulla caccia, secondo KORA l'UFAM può autorizzare la regolazione dei cuccioli di lupo «ancora prima che la loro presenza sia stata confermata». In almeno quattro branchi grigionesi l'approvazione della Confederazione è arrivata prima della prima prova ufficiale della riproduzione. Nel caso del branco di Stagias, tra la prima prova della cucciolata e due lupi morti sono trascorsi due giorni.
L'bilancio intermedio dopo cinque settimane mostra: dal 1° settembre sono stati uccisi in via preventiva almeno 26 lupi, l'UFAM ha concesso autorizzazioni per 37 branchi. Nessuna autorità pubblica un bilancio complessivo, per questo l'IG Wild beim Wild aggiorna costantemente il contatore degli abbattimenti di lupi.
La Romania autorizza l'abbattimento di 969 orsi bruni. Nel Giura il branco del Mont Tendre è considerato scomparso, il branco transfrontaliero di Jougne si è spostato nel cantone di Neuchatel. Che cosa manchi a livello strutturale nella protezione delle greggi lo spiega il contributo sulla carenza di pastori sugli alpeggi: la protezione delle greggi dipende da persone che possono restare. A Svitto in tre eventi di predazione su quattro mancava la protezione di base.
Stagione venatoria nei cantoni
Nel Grigioni a settembre sono stati uccisi 17 lupi e circa 8’400 camosci, caprioli e cervi. L'ufficio definisce il bilancio «positivo». Per l'IG Wild beim Wild un'autorità che considera un successo l'uccisione di oltre 8’000 animali selvatici in 30 giorni non fa gestione della fauna, ma un passatempo con timbro statale. Nel concorso di foto del trofeo di RTR vinse la foto di una cacciatrice ricreativa con una femmina di camoscio di nove anni, e un guardiacaccia è tornato a fare da fata fortunata una settimana dopo il reclamo presentato al servizio di mediazione. Eppure la stessa RTR cita uno studio secondo cui il 96,1-98,5 per cento delle reazioni emotive a tali immagini è negativo.
Nel Vallese l'alta caccia cade interamente nel periodo degli amori del cervo. Sono stati abbattuti 1’607 cervi e 1’617 camosci, 150 dei cervi in bandite federali di caccia. Nel 2020 il Tribunale federale aveva stabilito che in queste zone possono sparare solo persone particolarmente qualificate. Uno stambecco della classe di età più alta costa 5’000 franchi ai cacciatori ricreativi vallesani, 12’500 al resto degli svizzeri e 25’000 franchi a chi risiede all'estero. Quando lo stesso animale costa cinque volte tanto a seconda del luogo di residenza, non si regola più nulla: si vende un trofeo. Per quanto riguarda la caccia al camoscio il bilancio mostra più animali morti nonostante le regole di protezione aggiuntive.
Il Il Ticino paga 500 franchi per ogni lupo ucciso, con un tetto di spesa di 250’000 franchi all'anno. L'alta caccia ticinese ha causato la morte di due persone per cadute. Un cacciatore ricreativo del Toggenburgo ha ricevuto una multa di 200 franchi per aver sparato durante il periodo di protezione a un cervo, scambiato per un capriolo maschio.
Nel A Zugo il Tribunale federale ha respinto la richiesta urgente dei cacciatori ricreativi: l'obbligo di recupero e la fine del premio per le volpi restano per ora in vigore. Neuchatel continua a permettere la caccia alla lepre comune, specie minacciata, Friburgo apre il suo fondo faunistico agli impianti di tiro. E in Spagna il numero delle licenze di caccia si è dimezzato in vent'anni, mentre gli abbattimenti battono un record dopo l'altro.
Animali selvatici, protezione e biodiversità
Il Living Planet Report 2026 del WWF indica per le popolazioni di vertebrati esaminate un calo medio del 73 per cento dal 1970. La Svizzera ha bisogno di recuperare terreno rispetto ad altri paesi, afferma il direttore del WWF Thomas Vellacott. È anche il bilancio di oltre 100 anni di «cura e gestione» da parte dei cacciatori ricreativi. Tra le cause principali della perdita di specie il rapporto cita lo sfruttamento eccessivo. Che si possa fare diversamente lo dimostra la lontra: un tempo perseguitata, ritorna grazie ai fiumi rinaturati.
L'L'iniziativa sui fuochi d'artificio del 29 novembre riguarda direttamente gli animali selvatici: nella notte di San Silvestro le oche selvatiche hanno volato fino a 16 chilometri in più del solito. Il caso Berngau, dove un cacciatore ricreativo ha ucciso due collaboratori dell'autorità durante un controllo delle armi, solleva la questione di esami di idoneità efficaci. Zurigo non ha alcun concetto per il Procioni, sebbene la Germania dimostri che la caccia non ferma la diffusione. E il contributo sul Palco spiega perché i cervi lo ricostruiscono ogni anno.
Più autorizzazioni, più abbattimenti, popolazioni in calo: una cura della selvaggina che meriti questo nome inizia dal non sparare.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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