Cacciatore ricreativo del Toggenburgo scambia un cervo per un capriolo: 200 franchi di multa
Un 64enne spara nella riserva di caccia di Churfirsten a un cervo, scambiandolo per un capriolo. Per la contravvenzione colposa sono dovuti 200 franchi di multa e 300 franchi di spese processuali.
Immagine simbolica. Foto: Heino Eisner / Unsplash
Un cacciatore ricreativo di 64 anni del Toggenburgo ha abbattuto a giugno, ad Alt St. Johann, un cervo, proprio durante il periodo di protezione. Secondo il decreto penale passato in giudicato, di cui ha riferito il «St. Galler Tagblatt» il 6 ottobre 2026, l'uomo avrebbe scambiato l'animale per un capriolo. La procura ha inflitto una multa di 200 franchi, a cui si aggiungono 300 franchi di spese processuali.
Che cosa è successo il 15 giugno
La sera del 15 giugno l'uomo si trovava su un'altana nella riserva di caccia di Churfirsten insieme a un secondo cacciatore ricreativo. A una distanza di circa 100-120 metri ha visto un animale non umano, lo ha identificato come un capriolo e ha sparato quando l'animale si trovava di fianco a lui, cioè di profilo. Solo al momento del recupero i due si sono accorti che a terra giaceva un cervo. Tre giorni dopo il tiratore si è autodenunciato.
Secondo il diritto federale, i cervi sono protetti dal 1° febbraio al 31 luglio. La procura ha qualificato l'abbattimento come contravvenzione colposa alla legge sulla caccia. Se l'uomo non paga la multa, al suo posto subentra una pena detentiva sostitutiva di due giorni. Multa e spese processuali ammontano complessivamente a 500 franchi.
Prima di sparare bisogna identificare con certezza la specie
La confusione riguarda due specie che si differenziano nettamente. Un capriolo adulto raggiunge un'altezza al garrese di circa 60-80 centimetri e raramente pesa più di 30 chilogrammi. Anche un cervo di un solo anno è chiaramente più alto e diverse volte più pesante; anche la struttura corporea e la forma della testa sono diverse.
L'identificazione certa della specie è un dovere fondamentale di ogni tiratore: si può sparare solo quando è accertato quale animale si trova davanti all'arma. Qualsiasi incertezza vieta lo sparo. Nonostante l'altana e l'accompagnatore, l'animale ad Alt St. Johann è stato identificato erroneamente prima dello sparo. Il motivo di questo scambio non può essere spiegato in modo definitivo sulla base delle informazioni riportate.
Abbattimento nel periodo dei parti
Il momento rende il caso ancora più delicato. I cervi partoriscono i loro piccoli principalmente tra fine maggio e fine giugno, e il periodo di protezione comprende proprio questi mesi. Il rapporto non indica né il sesso né l'età dell'animale ucciso. Non emerge se si trattasse di una madre che ha lasciato un piccolo dipendente.
Controllo tramite autodenuncia
Il tiratore si è autodenunciato. Il caso solleva quindi anche la questione di quanto affidabilmente gli abbattimenti illeciti vengano individuati indipendentemente dalle dichiarazioni dei coinvolti. Da questo caso non si può dedurre quante infrazioni rimangano inosservate. Wild beim Wild ha esaminato quanto il controllo della caccia ricreativa si basi sulle dichiarazioni dei tiratori stessi, analizzando sentenze e rapporti di caccia da Amden, dall'Avers e dal Ticino.
Gli scambi di specie non sono un caso isolato. In settembre, un cacciatore ricreativo grigionese ha ucciso nell'Avers un cavallo, scambiandolo per un cervo (Cavallo abbattuto a colpi d'arma da fuoco, due morti in Ticino).Bilancio del servizio faunistico grigionese mostra, anche altri abbattimenti illeciti vengono registrati regolarmente. Tuttavia, la categoria «abbattimento errato» non comprende solo gli scambi di specie, ma anche le violazioni delle disposizioni su sesso, età o autorizzazione.
Caccia al cervo nel cantone San Gallo
Il caso cade in una fase in cui San Gallo intende riorganizzare la caccia al cervo. Secondo il governo, le cifre di abbattimento nel cantone sono salite da 432 nel 2006 a 944 nel 2024. La consultazione sulla revisione della legge cantonale sulla caccia si è conclusa il 21 settembre 2026, la modifica non è ancora stata approvata. Ciò che il cantone contesta alle comunità di gestione del cervo è stato riassunto da Wild beim Wild qui.
Commento: una multa modesta per un errore fatale
Dal punto di vista di Wild beim Wild, una multa di 200 franchi non è affatto proporzionata alla conseguenza mortale di questo scambio. Non è il primo caso in cui un reato contro un animale non umano protetto si conclude con un importo irrisorio: in Vallese, una lupa uccisa a colpi d'arma da fuoco è costata 300 franchi Se al cacciatore ricreativo del Toggenburgo sia stata anche revocata l'autorizzazione di caccia, non emerge dal rapporto. Chi non è in grado di distinguere un capriolo da un cervo non dovrebbe poter puntare un'arma contro un essere vivente.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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