05.10.2026, 03:34

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Criminalita & Caccia

Caccia in Ticino 2026/27: panoramica di incidenti, infrazioni e sviluppi

Wild beim Wild documenta costantemente la stagione di caccia 2026/27 in Ticino. Nel ticker compaiono comunicati delle autorità, incidenti, infrazioni, abbattimenti e altre segnalazioni degne di nota – aggiornati in ordine cronologico.

Redazione Wild beim Wild — 4 ottobre 2026

Dal 5 settembre 2026 è aperta in Ticino la stagione venatoria 2026/27. Con l'inizio dell'alta caccia, circa 1'800 cacciatrici e cacciatori ricreativi sono in attività nel cantone.

Quanto la caccia ricreativa sia radicata culturalmente in Ticino lo mostra il contributo Psicologia della caccia ricreativa nel Cantone Ticino.

Ticker

04.10.2026
Dom 07:33

Caccia bassa dal 16 ottobre: 15 beccacce per cacciatore ricreativo

Dal 16 ottobre al 30 novembre, in Ticino la Caccia bassa si svolge cinque giorni alla settimana. Il Regolamento di caccia 2026 consente per persona due lepri (una lepre comune e una lepre variabile), un gallo forcello e 15 beccacce; per tutte le altre specie cacciabili non vige alcuna limitazione quantitativa. Il confronto con i Grigioni e il Vallese: Bassa caccia 2026: cosa autorizzano all'abbattimento Grigioni, Ticino e Vallese.

04.10.2026
Do 07:30

«Zero lupi»: gli oppositori del lupo vogliono eliminare completamente la specie, solo 6 dei 117 animali da reddito sbranati erano adeguatamente protetti

Dopo che il Consiglio nazionale ha accolto la mozione per un tetto massimo della popolazione di lupi, Roberta Soldati, presidente dell'«Associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori», indica nel «Corriere del Ticino» il suo obiettivo numerico per il Ticino: «zero». Anche Sem Genini dell'Unione contadini ticinesi ritiene corretto lo zero. Il loro argomento principale è che molti alpeggi non potrebbero essere protetti. La statistica degli attacchi del cantone del 28 settembre mostra fino a che punto regge questo argomento: dei 117 animali da reddito uccisi, solo 6 erano adeguatamente protetti. Per 52 animali, secondo l'ufficio, la protezione non era esigibile; per 45 ha classificato la protezione come non adeguata, e per altri 13 come non adeguata per causa di forza maggiore. L'argomento degli alpeggi non proteggibili copre quindi meno della metà degli attacchi. La fondazione KORA rileva nello stesso articolo che non emerge alcun nesso chiaro tra un tetto massimo e una riduzione dei danni. Un obiettivo pari a zero non significa regolazione della popolazione, bensì la completa eliminazione di una specie protetta dal cantone, anche laddove l'ufficio stesso constata una protezione delle greggi insufficiente. Sulla mozione: Valore soglia per i lupi: il Consiglio nazionale approva gli abbattimenti preventivi.

Corretto il 05.10.2026: in una versione precedente si affermava che per 45 animali fosse mancata una protezione esigibile. L'ufficio li classifica invece nella categoria «protezione non adeguata» (protezione non appropriata). Inoltre mancavano i 52 animali della categoria «protezione non esigibile» (protezione non esigibile) e i 13 animali della categoria «protezione non adeguata (forza maggiore)».

03.10.2026
Sab 16:13

500 franchi per ogni lupo ucciso: quanto paga il cantone ai cacciatori ricreativi nel programma lupi

Come vengono indennizzati i cacciatori ricreativi nel programma cantonale sul lupo «Gruppo Controllo Lupi» lo ha reso pubblico il «Corriere del Ticino» già l'8 giugno: 300 franchi di forfait d'avvio, 30 franchi all'ora fino a un massimo di 80 ore e 500 franchi per ogni lupo ucciso. Secondo la RSI, il budget del progetto pilota ammonta al massimo a 250'000 franchi all'anno. Con l'abbattimento segnalato nel branco del Camoghè, si pone per la prima volta concretamente la questione se questo premio al successo sia stato versato. Il cantone non indica chi abbia sparato. Per confronto: in Vallese un cacciatore ricreativo è stato multato con 300 franchi per aver ucciso illegalmente una lupa. L'approfondimento dettagliato: 500 franchi per lupo: il Ticino paga un premio per ogni abbattimento di lupo.

Fonti: Corriere del Ticino, «Una nuova alleanza per regolare i lupi», 08.06.2026; RSI, «Ticino: formati 88 cacciatori per abbattere i lupi», 17.06.2026.

03.10.2026
Sab 07:54

Camoghè: il branco è appena confermato e già viene ucciso il primo cucciolo

L'Ufficio cantonale della caccia e della pesca ha comunicato il 2 ottobre che nella Valle Morobbia è stato ucciso un giovane lupo nato nel 2026, appartenente al branco Camoghè. Il branco è nuovo: solo i cinque cuccioli accertati quest'anno sulla cresta tra San Jorio e Gazzirola hanno confermato, secondo il dipartimento, la formazione di un branco proprio. Il dipartimento ha reso pubblico questo accertamento il 24 settembre, mentre l'approvazione dell'UFAM per l'abbattimento di fino a due terzi dei cuccioli risale già al 21 settembre; il Consiglio di Stato lo ha ordinato a fine settembre. Secondo l'ufficio, la regolazione viene eseguita con la partecipazione di cacciatori ricreativi con formazione specifica sul lupo e relativa autorizzazione. Nelle comunicazioni non si fa menzione di predazioni attribuite al branco. La prima nidiata di un nuovo branco serve quindi al tempo stesso come prova della sua esistenza e come motivo per la sua decimazione. Sul ruolo dei cacciatori ricreativi: Il Ticino forma 88 cacciatori ricreativi per abbattimenti notturni di lupi.

Fonti: Corriere del Ticino, «Abbattuto un giovane lupo del branco Camoghè», 02.10.2026; ticinonews, «Valle Morobbia: abbattuto un giovane lupo», 02.10.2026; RSI, «Abbattuto un giovane lupo del branco Camoghè», 02.10.2026; Corriere del Ticino, «Undici piccoli nuovi lupi in Ticino», 24.09.2026; UFAM, Stato delle domande dei cantoni, 24.09.2026.

02.10.2026
Ve 07:10

«Meno, ma uccisi meglio»: l'ufficio analizza il bilancio dell'alta caccia

Il «Corriere del Ticino» il 1° ottobre analizza il bilancio dell'alta caccia suddiviso per specie: 1'882 cervi (2025: 2'163), 501 camosci (463), 399 cinghiali (284) e 167 caprioli (239). Il capo dell'ufficio Tiziano Putelli riassume: «Si è cacciato un po' meno, ma meglio», e l'ufficio misura la «qualità» in base al rapporto tra i sessi dei cervi abbattuti. Putelli spiega il calo dei caprioli, tra l'altro, con la concorrenza del cervo e la presenza di lupo e lince, ossia proprio con quella regolazione naturale che il cantone combatte al contempo nel caso del lupo con l'abbattimento dei cuccioli. Dalla fine di settembre il bramito del cervo deve poter avvenire «senza il disturbo dell'attività venatoria», afferma Putelli; in Vallese l'alta caccia è iniziata il 21 settembre, dunque proprio nel bel mezzo di questo periodo. I numeri mancati rispetto al piano non preoccupano l'ufficio, poiché per cervo e cinghiale seguiranno la caccia tardo-autunnale e invernale. Il bilancio non misura dunque se l'uccisione fosse necessaria, ma solo quanto resta ancora da recuperare entro fine anno. Sul modello alternativo vallesano: «Più che sparare»? L'alta caccia vallesana tra film promozionale e brama del cervo.

Fonti: Corriere del Ticino, «Caccia alta, pesa il caldo», 01.10.2026 (dichiarazioni di Tiziano Putelli, Ufficio della caccia e della pesca); Walliser Bote, 18.09.2026 (inizio dell'alta caccia vallesana).

02.10.2026
Ve 07:05

Peloso e Camoghè: il Consiglio di Stato fa uccidere lupacchiotti in altri due branchi, la Confederazione ha autorizzato nove branchi ticinesi

Il Consiglio di Stato ticinese ha deciso l'uccisione di fino a due terzi dei lupacchiotti nati nel 2026 nei branchi Peloso e Camoghè, come riporta il «Corriere del Ticino» del 25 settembre. L'UFAM aveva dato il proprio consenso il 16 settembre (Peloso) e il 21 settembre (Camoghè). Gli abbattimenti dovranno essere eseguiti anche da cacciatori ricreativi che hanno completato la formazione per la regolazione del lupo e che possiedono un'autorizzazione. Il branco Peloso, tra la bassa Vallemaggia, la Valle di Vergeletto e il basso Onsernone, secondo i dati pubblicati a metà settembre è composto da due genitori e tre cuccioli. Già il 28 agosto l'UFAM, secondo la sua panoramica delle richieste approvati gli abbattimenti di cuccioli in altri sette branchi ticinesi (Bedretto, Lepontino, Molare, Madom, Aspra, Carvina, Onsernone), che con Peloso e Camoghè diventano nove. Né la lista della Confederazione né l'articolo di giornale indicano predazioni attribuite a questi branchi: in questo caso «preventivo» significa che un branco paga per la propria riproduzione, non per un danno accertato. Sul ruolo dei cacciatori ricreativi: Il Ticino forma 88 cacciatori ricreativi per abbattimenti notturni di lupi.

Fonti: Corriere del Ticino, 25.09.2026; UFAM, «Quarta regolazione preventiva di branchi di lupi: stato delle richieste dei cantoni», 24.09.2026.

30.09.2026
Mer 04:22

Caccia estiva al cinghiale: il cantone ha aperto le zone bandite di caccia e pagato 4 franchi al chilo

L'Prescrizioni dell'Ufficio della caccia e della pesca relative alla caccia estiva al cinghiale 2026 mostrano fin dove si è spinto il cantone. Nel distretto di Mendrisio la caccia ricreativa, dal 1° giugno al 31 luglio, era esplicitamente autorizzata anche nelle zone bandite cantonali di caccia Gole della Breggia e Valle della Motta, ovvero proprio dove gli animali selvatici dovrebbero trovare tranquillità. Si sparava ogni giorno dalle 20 alle 6, con luce artificiale, visori termici e a infrarossi e silenziatori. A partire dal 25 maggio i cacciatori ricreativi potevano foraggiare gli animali con mais e sorvegliarli con fototrappole. Non vi era alcuna limitazione per età, sesso o numero, e ciò proprio nel periodo in cui le scrofe conducono i loro cinghialetti. Chi consegnava un animale al punto di raccolta di Rivera riceveva dal cantone 4 franchi al chilo. Tutto questo viene giustificato con la peste suina africana, mentre il cantone aveva già ammesso nel 2024 che la caccia estiva non riduce la popolazione. Il motivo per cui ogni apertura di una zona protetta ne mina lo scopo è illustrato nel nostro articolo Bandite di caccia: perché gli abbattimenti di lupi svuotano l'idea di protezione.

28.09.2026
Lu 19:34

Alta caccia finita: 2’950 animali uccisi, caccia tardiva da metà novembre

L'alta caccia ticinese si è conclusa domenica. 1’720 cacciatori ricreativi hanno ucciso a settembre 2’950 tra cervi, camosci, caprioli e cinghiali, come riporta la RSI citando l'Ufficio cantonale della caccia e della pesca. Per il cervo il prelievo si attesta a circa 1’900 capi, mentre il piano di abbattimento ne prevede 2’900. Per questo motivo dovrebbe seguire la caccia tardiva da metà novembre a fine dicembre. L'Ufficio si dichiara soddisfatto della «qualità» degli abbattimenti e spiega il prelievo più basso con l'ondata di calore di inizio settembre. Da notare: anche per camoscio e capriolo il contingente non è stato raggiunto, il che secondo l'Ufficio non costituisce un problema a causa della gestione «conservativa». Per il cervo, invece, il numero pianificato è considerato vincolante, anche se ciò significa cacciare e disturbare nuovamente gli animali non umani nel dispendioso inizio inverno.

Per i cinghiali l'ufficio non ha fornito un numero in questo primo bilancio, poiché il prelievo nell'alta caccia «non è mai particolarmente elevato». Il motivo: i cinghiali vengono ormai cacciati in Ticino in più fasi lungo gran parte dell'anno, con la caccia estiva a giugno e luglio, l'alta caccia a settembre e la successiva caccia invernale, dopo che la Confederazione ha sospeso il periodo di protezione invocando la peste suina africana. Che la caccia estiva non riduca la popolazione lo ha già ammesso il cantone stesso nel 2024. Non fa parte del bilancio ufficiale: nella stessa stagione, in Ticino sono morti due cacciatori ricreativi in incidenti di caccia.

Aggiunta del 02.10.2026: Secondo «Corriere del Ticino» del 1° ottobre nell'alta caccia sono stati uccisi 1’882 cervi e 399 cinghiali (2025: 284). Vedi la voce del 02.10.2026.

22.09.2026
Ma 12:16

Cervo morto in mostra: l'etologo fa i conti con la cultura del selfie dei cacciatori ricreativi ticinesi

Da giorni circola nel Luganese la foto di un cacciatore ricreativo che percorre le strade con un cervo abbattuto caricato su un rimorchio. Per l'etologo Nash Pettinaroli non si tratta di un caso isolato, bensì del sintomo di una tendenza: sempre più cacciatori ricreativi mettono in mostra le loro prede morte, sui social media, nello stato WhatsApp, in selfie accanto alla carcassa. Pettinaroli definisce questa esibizione in un'intervista a tio.ch «ripugnante» e mette in guardia da un progressivo assuefarsi: chi trasforma la morte di un essere vivente in un'immagine da trofeo, erode l'empatia di un'intera società.

Anche la narrazione giustificativa più diffusa non regge, secondo l'etologo. All'argomento secondo cui la caccia ricreativa regolerebbe l'ecosistema, egli contrappone le voci della scienza: lo zoologo Ragnar Kinzelbach, il biologo Karl-Heinz Loske e l'ex direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Bruno Bassano, avrebbero definito concordemente la caccia ricreativa superflua, poiché popolazioni selvatiche intatte si regolano da sole. Esattamente questo è documentato anche dal nostro verifica dei fatti sui sei principali miti della lobby della caccia. Per Pettinaroli, alla fine, rimane un solo motivo: il puro divertimento. Il racconto della regolazione dell'ecosistema serve solo ad abbellire questo divertimento.

Il contesto in cui appare l'intervista è degno di nota. Solo di recente il presidente dei cacciatori ricreativi ticinesi aveva dichiarato pubblicamente che la sua emozione più grande era vedere sua figlia abbattere una preda. Pettinaroli, che secondo quanto riferito è già stato minacciato e ha subito la foratura degli pneumatici della propria auto, ribatte: come può commuovere la morte di un essere vivente?

18.09.2026
Ve 16:42

Sondaggio nel paese vicino: l'82 per cento considera la caccia ricreativa insicura, solo il 3 per cento vuole promuoverla

Subito oltre il confine ticinese è stata pubblicata questa settimana una delle più grandi indagini mai realizzate in Europa sulla caccia ricreativa: Ipsos Doxa ha intervistato 7002 persone in Italia per conto della Fondazione Capellino. Il 75 per cento vuole abolire la caccia ricreativa, farla progressivamente cessare o limitarla a pochi casi d'emergenza, solo il 3 per cento vuole promuoverla. L'82 per cento la considera non del tutto o per niente sicura, esplicitamente anche per le persone che si muovono nei boschi e sui sentieri escursionistici. Persino l'elettorato dei partiti di governo, che stanno proprio ora liberalizzando la legge sulla caccia, vuole in maggioranza il contrario. Per il Ticino questo non è solo uno sguardo oltre confine: qui vige ancora una distanza di sicurezza di 50 metri dalle abitazioni, qui l'alta caccia in corso ha già causato due vittime umane, e cacciatori ricreativi ticinesi sono attivi anche oltre confine. Un'indagine di queste dimensioni sarebbe opportuna anche in Ticino. Per saperne di più nel contributo dettagliato.

16.09.2026
Me 15:15

Il presidente della FCT definisce le infrazioni «quasi scomparse», il rapporto sulla caccia ne conta 186

Su tio.ch Davide Corti, presidente della Federazione Cacciatori Ticinesi, definisce la caccia ricreativa una «gestione scientifica della fauna selvatica», una prevenzione delle epidemie e una tutela ambientale. Le infrazioni gravi e il bracconaggio sarebbero «quasi scomparsi». Il rapporto sulla caccia 2024 del cantone lo contraddice su ogni punto: 190 autodenunce, 82 multe disciplinari, 186 procedimenti per contravvenzione, nove reati segnalati alla procura e almeno 16 revoche del diritto di caccia, addirittura 37 secondo la tabella statistica dello stesso rapporto. Non si tratta di un fenomeno marginale, ma del limite minimo documentato di un problema di applicazione della legge. Lo stesso Corti, nella medesima intervista, definisce l'uso illegale dei dispositivi di visione notturna la «principale preoccupazione» dell'associazione; ciò che dovrebbe essere scomparso non può essere contemporaneamente la maggiore preoccupazione.

La presunta «etica» si misura sulla pratica: 3'377 cervi, caprioli e cinghiali uccisi nell'alta caccia 2024, un record, con un aumento del 48 per cento rispetto a dieci anni prima; 143 cerve allattanti abbattute, di cui 87 senza cerbiatto portate al controllo, cosa che il cantone registra come un progresso. Gli abbattimenti di cinghiali sono quintuplicati dal 2000, e la ricerca faunistico-biologica spiega da due decenni perché un'elevata pressione venatoria sia proprio ciò che ne genera la proliferazione. Per il camoscio vengono uccisi il doppio dei maschi rispetto alle femmine, il cantone indica la caccia al trofeo come causa e nonostante ciò la consente. Corti vuole «gestire il lupo come le altre specie», con abbattimenti preventivi di un predatore protetto, la cui efficacia protettiva non è a tutt'oggi dimostrata secondo KORA.

Il giornalista non pone una sola domanda di approfondimento, non cita alcun numero, non menziona né i due cacciatori ricreativi morti nel weekend di apertura né il femminicidio di Faido, dove un cacciatore ricreativo con silenziatore ha ucciso a colpi d'arma da fuoco una donna. Il suo titolo è il ricordo più forte di Corti in quarant'anni di caccia a patente: la prima preda della figlia. È la frase più sincera dell'intervista, e dice più sulla caccia ricreativa di tutto il vocabolario gestionale che la precede.All'analisi

15.09.2026
Ma 14:32

Cervo trasportato in elicottero dal Piemonte: la polizia provinciale conferma il coinvolgimento di un cacciatore ricreativo ticinese

Il cervo maestoso abbattuto nel fine settimana in Val d'Ossola e trasportato in elicottero oltre confine è un caso ticinese. Il comandante della polizia provinciale del Verbano-Cusio-Ossola conferma a tio.ch: il cacciatore ricreativo è titolare di licenza in Ticino e inoltre autorizzato nella provincia VCO, l'elicottero appartiene a una ditta ticinese, l'animale è stato depositato presso Cimalmotto nel comune di Campo (Vallemaggia). Vengono contestati il sorvolo di una zona di protezione degli uccelli senza le segnalazioni prescritte e il fatto che il cacciatore ricreativo fosse a bordo, cosa vietata ai cacciatori in Italia. Il cacciatore ricreativo e la ditta di volo pagano ciascuno una multa di oltre 5'000 euro. Il caso ricade quindi interamente sotto la responsabilità ticinese; abbiamo chiesto se l'Ufficio della caccia e della pesca stia valutando conseguenze a livello di licenza. Maggiori dettagli nel contributo dettagliato.

06.09.2026
Do 12:18

Cacciatore ricreativo di 54 anni precipita e muore durante la caccia ricreativa al Pizzo Sassariente (Locarnese)

Un cittadino svizzero di 54 anni domiciliato nel Locarnese ha perso la vita sabato pomeriggio durante una battuta di caccia ricreativa nella regione del Pizzo Sassariente. Lo ha comunicato la polizia cantonale ticinese domenica mattina.

Poco dopo le 16.30 è arrivata alla centrale d'allarme comune (CECAL) la segnalazione di persona scomparsa. È scattata un'operazione di ricerca con la polizia cantonale, il Soccorso Alpino Svizzero (SAS) e la REGA. Verso le 18.00 il corpo senza vita è stato ritrovato a circa 1450 metri sul pendio della Val della Porta. Secondo i primi accertamenti, l'uomo è caduto durante la caccia. Le circostanze esatte sono oggetto di un'inchiesta. Per l'assistenza ai familiari è stato attivato il Care Team.

Inquadramento: Ancora una volta l'alta caccia ticinese esige una vita umana, e ancora una volta non si tratta di una «disgrazia dal cielo sereno», bensì della conseguenza prevedibile di un'attività ricreativa che spinge le persone in terreni ripidissimi e a rischio di precipizio, da sole, fuori da sentieri sicuri, spesso al crepuscolo. La caduta a 1450 metri si inserisce in una lunga serie di incidenti mortali di caccia nell'arco alpino. Nessun cervo, nessun capriolo vale una vita umana. La caccia ricreativa non è protezione della natura, bensì un rischio mortale che i cacciatori assumono volontariamente e che mette regolarmente in pericolo anche persone estranee.

05.09.2026
Sab 19:08

Nel primo fine settimana dell'alta caccia ticinese, la stagione ha già fatto la sua prima vittima. Poco dopo le ore 13, un cittadino svizzero di 69 anni domiciliato nel distretto Riviera è precipitato lungo un pendio nella zona di Biasca, presso il Riale Crenone, a circa 700 metri di quota. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte della Rega, i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo. Per i familiari è stato attivato un Care Team. Secondo la polizia cantonale, le circostanze esatte della caduta sono ancora oggetto di accertamenti.

Il caso si inserisce in uno schema ricorrente: gran parte degli Incidenti di caccia mortali in Svizzera non sono incidenti da arma da fuoco, bensì cadute in terreni ripidi e impervi, nei quali i cacciatori ricreativi si addentrano per praticare il loro passatempo. Che a 69 anni una persona si muova in un simile terreno per abbattere animali selvatici non è un caso isolato, ma un fatto strutturale.

È proprio su questo punto che si concentrano le richieste avanzate da anni dalla IG Wild beim Wild. La fascia d'età più numerosa tra i cacciatori ricreativi è quella degli over 65, ossia quella caratterizzata da crescenti deficit legati all'età, alla vista, alla concentrazione e ai tempi di reazione. A partire dai 45 anni il numero di incidenti per persone e animali aumenta in modo marcato. Per questo la IG chiede da tempo che i cacciatori ricreativi debbano sottoporsi regolarmente a un test di idoneità medico-psicologica, sul modello dei Paesi Bassi, e che venga introdotto un limite d'età per l'esercizio attivo della caccia ricreativa. Entrambe le cose sono da tempo scontate in altre attività rilevanti per la sicurezza.

In linea di principio, l'IG Wild beim Wild chiede l'abolizione della caccia ricreativa e la sua sostituzione con una gestione professionale della fauna selvatica, sotto la responsabilità dello Stato. La regolazione della fauna selvatica, laddove sia effettivamente necessaria, deve essere affidata a professionisti formati e stipendiati, con standard chiari, e non al tempo libero di privati. Un sistema di questo tipo sarebbe non solo più rispettoso nei confronti degli animali selvatici e più fondato dal punto di vista tecnico, ma contribuirebbe anche a evitare tragedie come quella di Biasca.

La responsabilità non si esaurisce con il singolo cacciatore ricreativo. È il cantone che consente la caccia ricreativa su terreni pericolosi, senza test di idoneità medico-psicologici obbligatori e senza limiti massimi di età. Finché manterrà questo sistema e continuerà a rifiutare le richieste avanzate da anni per una maggiore sicurezza, secondo la IG Wild beim Wild esso porta una corresponsabilità politica per i numerosi decessi degli ultimi anni.

05.09.2026
Sab 08:44

Da «utilizzatore» a «gestore della fauna»: come Corti reinterpreta la quadruplicazione degli abbattimenti come responsabilità

Alla vigilia dell'apertura dell'alta caccia Davide Corti, presidente della federazione ticinese dei cacciatori ricreativi, dichiara che il moderno cacciatore alpino non è un «utilizzatore», bensì un «gestore della fauna alpina». La cifra decisiva la fornisce lui stesso: quando ottenne la sua patente di caccia, in Ticino venivano abbattuti circa 1’600 ungulati all'anno, oggi sono circa 7’000. Ciò che qui viene venduto come cresciuta «responsabilità» e «gestione», in realtà è una quadruplicazione delle uccisioni. Un gestore la cui unica prestazione misurabile consiste nell'abbattere quattro volte più animali di un tempo non pratica protezione della natura, ma giustifica l'ampliamento della caccia ricreativa con una nuova etichetta.

Particolarmente sfacciato è il modo in cui Corti affronta la crescente pressione sugli animali selvatici: la colpa sarebbe del turismo e delle attività ricreative, non della caccia ricreativa. Ma gli escursionisti, i biker e i turisti non uccidono né tormentano animali selvatici. La caccia ricreativa lo fa, e in Ticino praticamente tutto l'anno. Messe insieme, la caccia estiva, l'alta caccia, la caccia alla volpe e al cinghiale nonché la regolazione del lupo creano un sistema in cui gli animali selvatici vengono cacciati o disturbati da attività di caccia ricreativa non necessarie per gran parte dell'anno. Per molti degli animali colpiti, un lungo periodo di tranquillità affidabile a livello cantonale è quasi impossibile da riconoscere.

Panoramica dei periodi di caccia in Ticino

  • Caccia estiva al cinghiale: dal 1° giugno al 31 luglio 2026, ogni giorno dalle 20 alle 6, solo dall'altana assegnata nel bosco; senza limitazioni per età, sesso e numero, nel distretto di Mendrisio anche in due zone bandite di caccia (Disposizioni dell'ufficio).
  • Alta caccia: dal 5 al 19 settembre e dal 23 al 27 settembre 2026.
  • Caccia alla volpe («Caccia bassa»): secondo la regolamentazione stagionale cantonale annuale; nei mesi invernali, a seconda della zona e dell'autorizzazione, con metodi supplementari.
  • Caccia al cervo in tardo autunno: secondo l'ufficio a partire da metà novembre, presumibilmente fino a fine dicembre; per il camoscio e il capriolo la caccia ricreativa per il 2026 è conclusa.
  • Caccia invernale ai cinghiali: secondo disposizione cantonale; date per il 2026/27 ancora aperte.
  • Regolazione proattiva del lupo: su disposizione cantonale entro il termine di autorizzazione di volta in volta vigente.

Quasi nessun mese resta libero. Il riferimento di Corti al turismo distoglie l'attenzione proprio da questo.

Silenziatori: «solo vantaggi»? Due casi ticinesi dicono il contrario

Anche riguardo ai silenziatori ora consentiti, Corti non si sforza di fare alcuna ponderazione: avrebbero «solo vantaggi». Come questi vantaggi possano manifestarsi nelle mani dei cacciatori ricreativi, lo dimostra lo stesso cantone per ben due volte nel giro di pochi mesi. Un cacciatore ricreativo ticinese è stato condannato come bracconiere, con silenziatore, dispositivo di visione notturna e trappole con esche illegali. E nel femminicidio di Faido commesso da un cacciatore ricreativo, nessuno ha sentito il colpo mortale sparato contro la donna di 56 anni, motivo per cui la polizia ipotizza l'uso di un silenziatore. La diffusione dei silenziatori tramite autorizzazioni eccezionali previste dal diritto venatorio non è quindi un puro «vantaggio», bensì un problema di controllo con vittime reali non soltanto nel mondo animale.

05.09.2026
Sab 06:51

L'Ufficio della caccia e della pesca (UCP) del Ticino invita la popolazione a segnalare gli avvistamenti di cuccioli di lupo nati quest'anno, indicando data, luogo e possibilmente materiale fotografico o video. L'autorità dichiara apertamente che lo scopo è agevolare le richieste di «regolazione proattiva» dei branchi di lupi. Il giorno precedente, il Consiglio di Stato ticinese aveva deciso di far abbattere nei branchi Molare e Lepontino fino a due terzi dei giovani lupi nati nell'anno in corso – con la partecipazione di cacciatori ricreativi.

L'IG Wild beim Wild sconsiglia pertanto di segnalare tali avvistamenti all'UCP. Le informazioni richieste non servono dimostrabilmente a un monitoraggio scientifico indipendente, alla protezione delle greggi o a una coesistenza priva di conflitti, bensì alla preparazione di abbattimenti preventivi di cuccioli di lupo. Ciò contraddice una protezione della fauna che prenda sul serio le strutture sociali del branco, la regolazione naturale e la funzione ecologica del lupo. Anche per il bosco di protezione è importante una dinamica naturale intatta: i predatori possono influenzare l'uso dello spazio e il comportamento degli ungulati e contrastare così localmente una brucatura eccessiva.

Inoltre i lupi non si riproducono all'infinito in un solo luogo. I giovani si disperdono, colonizzano habitat liberi e idonei e collegano le popolazioni oltre i confini cantonali e nazionali, in tutto il continente.

Comunicato originale dell'UCP

Segnalazione di giovani lupi – Per agevolare le richieste di regolazione proattiva dei branchi di lupo in Ticino, l'UCP invita a segnalare eventuali avvistamenti di giovani lupi dell'anno. Le segnalazioni, indicando la data e il luogo dell'avvistamento e corredate, se possibile, da fotografie o video, possono essere inoltrate a:

4 settembre 2026 – Attualità, Dipartimento del territorio

04.09.2026
Ve 14:51

Il lupo come capro espiatorio: le cifre ufficiali smascherano chi ha davvero fallito

Cifre ufficiali dell’UCP di Bellinzona («Lupo – Predazioni 2026», aggiornato al 3 settembre) mostrano senza mezzi termini: dei 108 animali da reddito uccisi dai lupi nell'anno in corso, solo 4 erano protetti in modo adeguato, nemmeno il 4 per cento. Per gran parte degli altri animali l'ufficio classifica la protezione come inadeguata, per un'altra parte come non ragionevolmente esigibile. Ciononostante è il lupo a essere regolato, cacciato e autorizzato all'abbattimento, mentre i veri responsabili restano impuniti. Come Wild beim Wild ha già mostrato nel caso di Paudo e nell’analisi sulla prassi esecutiva dell’ufficio veterinario, non si tratta di un caso isolato, ma di un sistema: da anni il Ticino tollera greggi non protette in zone notoriamente frequentate dal lupo, non sanziona le infrazioni e poi fa pagare al Predatori il proprio fallimento nei controlli.

Corretto il 04.10.2026: in una versione precedente si affermava che nel 96 per cento degli attacchi i detentori di animali non avevano adempiuto al loro obbligo di protezione. L'ufficio distingue tuttavia tra protezione non adeguata e protezione non esigibile; solo nel primo caso si tratta di un requisito di protezione non soddisfatto. Secondo l'ultimo aggiornamento del 28 settembre su 117 animali da reddito uccisi, 6 erano protetti in modo adeguato, 45 non in modo adeguato, 13 non in modo adeguato per cause di forza maggiore, mentre in 52 casi la protezione era considerata non esigibile.

Screenshot 2026 09 04

04.09.2026
Ve 11:25

Prelievo record di cervi: anche i cacciatori ricreativi organizzati dubitano della motivazione ufficiale

Negli ultimi anni il cantone ha inasprito in modo massiccio la caccia al cervo: 2’163 animali durante l’alta caccia 2025, contro 1’787 nel 2022. Significativo: nel 2021 la stessa federazione cantonale dei cacciatori FCTI ha contestato l’ipotesi delle autorità di una popolazione in crescita e ha messo in guardia da una «lotta senza pietà» contro il cervo. Per la popolazione di camosci lo schema si presenta all’inverso: il contingente massimo di 800 animali non è più stato raggiunto dal 2022 e nella zona Gambarogno-Tamaro-Lema la popolazione è addirittura crollata a tal punto che la caccia ha dovuto essere sospesa per tre anni. Le cifre di abbattimento dicono dunque poco sul fatto che l’uccisione sia ecologicamente giustificata: riflettono soprattutto la politica di autorizzazione dei prelievi del cantone stesso. Dopo l’alta caccia 2025 il Ticino ha inoltre registrato oltre 140 autodenunce e 19 revoche della patente per infrazioni gravi, tra cui un caso di bracconaggio con arma munita di silenziatore e termocamera. Maggiori informazioni nel contributo dettagliato.

04.09.2026
Ve 10:54

Inizio della stagione con 50 metri di distanza di sicurezza: l'aumento promesso dal 2019 manca ancora oggi

Dal 5 settembre, durante l'alta caccia, circa 1’800 cacciatori ricreativi sono di nuovo in giro in tutto il cantone, in due fasi fino al 27 settembre. Quanto sia precaria la protezione della popolazione lo dimostra un dettaglio: secondo l'Ufficio della caccia e della pesca, i cacciatori ricreativi devono rispettare solo 50 metri di distanza da case di abitazione, campeggi e sentieri didattici naturalistici, la lunghezza di una piscina. Dopo i gravi incidenti di caccia dell'autunno 2019, nei quali fu ucciso tra gli altri uno spazzacamino che indossava un gilet ad alta visibilità, il cantone aveva annunciato un aumento a 200 metri. Non è mai stato attuato: ancora oggi vale la regola dei 50 metri. Da luglio 2026, inoltre, sono ammessi i silenziatori, il che rende gli spari nelle vicinanze degli insediamenti più silenziosi, ma non più sicuri. In Valle di Blenio, dove l'alta caccia sta ora iniziando, continua inoltre a farsi sentire il caso di Faido/Leontica, dove un cacciatore ricreativo ha ucciso la ex moglie e fatto esplodere una casa: un'ulteriore prova del ricorrente schema fatto di accesso legale alle armi e violenza nell'ambiente venatorio. Maggiori informazioni nel contributo dettagliato.

03.09.2026
Gio 16:58

Il Ticino autorizza l'abbattimento dei branchi Molare e Lepontino, senza un solo attacco accertato

Il 3 settembre il Consiglio di Stato ha ordinato, con il benestare dell'UFAM, l'uccisione di fino a due terzi dei cuccioli nati nel 2026 nei branchi Molare e Lepontino, eseguita anche da cacciatori ricreativi appositamente formati. Né per Molare né per Lepontino il cantone cita un solo attacco attribuito al rispettivo branco come motivazione: la giustificazione cantonale rimane deliberatamente generica. Secondo l'ordinanza sulla caccia riveduta è già sufficiente la semplice prova della presenza di due o più cuccioli dell'anno, un'uccisione preventiva, senza alcuna prova di un comportamento individuale scorretto. Le decisioni sono rivolte espressamente contro i «giovani lupi» e ordinano persino ai cacciatori ricreativi di non sparare in presenza di animali di dimensioni pressoché uguali, per non colpire un genitore. Non viene quindi punito un branco che ha dimostrabilmente causato danni, bensì il semplice fatto che si sia riprodotto. Maggiori informazioni nel contributo dettagliato.

Aggiunta del 02.10.2026: Secondo la panoramica dell'UFAM (stato al 24.09.2026) la Confederazione ha nel frattempo approvato l'abbattimento di cuccioli in nove branchi ticinesi, oltre a Molare e Lepontino anche Bedretto, Madom, Aspra, Carvina, Onsernone, Peloso e Camoghè. Vedi voce del 02.10.2026.

Contesto

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

Tutti gli articoli sono redatti dall'IG Wild beim Wild e da co-autrici e co-autori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'IA.

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