Il Ticino autorizza la regolazione dei branchi di lupi Molare e Lepontino
Il Consiglio di Stato autorizza il prelievo preventivo di altri due branchi e coinvolge a tal fine cacciatori per hobby appositamente formati.
Il 3 settembre 2026 il Consiglio di Stato ticinese ha ordinato la regolazione parziale dei due branchi di lupi Molare e Lepontino.
Dopo che l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha espresso un preavviso favorevole, in entrambi i branchi potranno essere uccisi fino a due terzi dei cuccioli nati quest'anno. Per l'esecuzione il cantone coinvolge, oltre al servizio faunistico cantonale, anche cacciatori per hobby espressamente formati.
Un abbattimento a titolo precauzionale
Il Ticino prosegue così con la cosiddetta regolazione proattiva. La base legale è l'ordinanza federale sulla caccia rivista, in vigore dal 1° febbraio 2025. Essa consente ai cantoni di decimare preventivamente branchi di lupi protetti, senza che debba essere dimostrato in precedenza un danno concreto. L'unico elemento scatenante è la prova documentata della presenza di due o più cuccioli dell'anno in un branco. Una volta acquisita tale prova, è possibile prelevare fino a due terzi della prole, indipendentemente dal fatto che proprio quel branco abbia causato dei danni.
Per i due branchi ora autorizzati ciò significa: né per Molare né per Lepontino il cantone indica come motivazione una predazione concreta attribuita al branco. Il branco Lepontino, che occupa il versante orografico destro della Leventina e l'alta Valle di Lavizzara, figurava già sulla lista di abbattimento nel periodo precedente, allora sulla base unicamente di cinque cuccioli confermati fotograficamente. Il branco Molare, lungo la cresta alpina tra la Valle di Blenio e la Bassa Leventina, è stato riconosciuto come branco autonomo soltanto nell'estate del 2026.
La motivazione ufficiale del cantone si muove del resto su un piano del tutto generale: si vogliono ridurre le «predazioni di animali da reddito attribuite al lupo negli ultimi dodici mesi». Si tratta di una giustificazione a livello cantonale, non specifica per un determinato branco. Vengono uccisi predatori protetti e i loro piccoli nati quest'anno, non perché abbiano provocato danni comprovati, ma perché il branco semplicemente esiste.
Parte di uno schema esteso a tutta la Svizzera
Il fatto che l'uccisione di predatori protetti venga di fatto delegata alla caccia per hobby non è un caso isolato ticinese. Anche il cantone dei Grigioni ha ottenuto dalla Confederazione, per la stagione 2026/27, l'autorizzazione alla regolazione proattiva di ben dodici branchi. Come l'IG Wild beim Wild ha già documentato nel suo bilancio vallesano sul lupo, il termine tecnocratico di «regolazione» nasconde ciò di cui si tratta nei fatti: l'uccisione pianificata di giovani animali e la distruzione di strutture di branco stabili. Il prelievo preventivo di giovani lupi è così definitivamente diventato una routine in tutta la Svizzera.
La disposizione appare particolarmente cinica se si considera chi colpisce. Sono autorizzati al prelievo due giovani nel branco Molare e tre nel branco Lepontino, tutti cuccioli dell'annata 2026, ossia animali nati in primavera. Le decisioni cantonali di abbattimento indicano espressamente i «giovani lupi» come obiettivo e mettono persino in guardia i tiratori dallo sparare in presenza di animali di dimensioni pressoché uguali, per non colpire inavvertitamente un esemplare adulto. Il cantone destina così deliberatamente i cuccioli alla morte.
Anche volendo seguire l'argomentazione ufficiale sui danni: la decisione non è rivolta contro lupi individualmente problematici o identificati come autori di predazioni su animali da reddito. Non vengono uccisi singoli animali dimostrabilmente responsabili, bensì proprio quei membri del branco la cui partecipazione individuale a un danno non è né accertata né documentata. Inoltre questi giovani lupi, nei loro pochi mesi di vita, non possono comunque aver causato alcuna predazione di animali da reddito. Si tratta della punizione della prole per il semplice fatto che il branco si è riprodotto.
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