3 agosto 2026, 12:02

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Queste canzoni danno voce agli animali selvatici, una voce che spesso manca nel dibattito pubblico sulla caccia per hobby.

La musica che emoziona. Unisce, crea consapevolezza e porta i temi là dove gli argomenti spesso non vengono più ascoltati. Proprio per questo mettiamo a disposizione liberamente le nostre canzoni contro la caccia – senza copyright, senza restrizioni.

Ognuna di queste canzoni dà voce agli animali selvatici, una voce che troppo spesso manca nel dibattito sulla caccia per hobby.

Puoi scaricarle, condividerle, diffonderle o utilizzarle tu stesso – che sia in classe, sui social media, durante azioni o semplicemente per ascoltarle.

Consiglio: Trasforma la tua canzone preferita nella suoneria del cellulare. Così porti con te ogni giorno il messaggio per gli animali selvatici e offri anche spunti di conversazione.

Il nostro messaggio è chiaro: gli animali selvatici non hanno bisogno di pallottole, ma di protezione. E ogni voce conta – anche la tua.

Partecipa, diffondi le canzoni e aiutaci a rafforzare un nuovo racconto sul rapporto con gli animali selvatici.

Nota per iPhone e iPad: Premi a lungo sul titolo della canzone e seleziona «Salva nei file». Su Android e desktop il download funziona con un semplice clic.

CANZONI ANTI-CACCIA Ascolta tutte le 68 canzoni di seguito
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Animali selvatici e le loro famiglie

Canzoni che mettono al centro singole specie e la loro vita sociale.

«Volpe di mezzanotte»

Racconta della volpe nella notte, braccata con fari e tecnologia di visione notturna.

«Lyra nell'alta torbiera»

Parla del gallo forcello nel fragile habitat dell'alta torbiera, dove la caccia e il disturbo pesano in modo particolare.

«La corona nel muschio»

Racconta dell'abbattimento del cervo più forte come trofeo e della perdita genetica che resta al bosco, quando il meglio della popolazione viene appeso alla parete.

«Nella vecchia tana»

Conduce nella tana della volpe o del tasso, là dove gli animali cercano riparo e tuttavia non sono al sicuro.

«Fratellino»

Vede nell'animale selvatico una creatura affine invece di un oggetto da abbattere.

«Nel branco»

Racconta della struttura sociale del branco, dilaniata dagli abbattimenti.

«Il branco»

Racconta del gruppo familiare dei cinghiali, disgregato dalla caccia.

«Il fischio»

Racconta della marmotta, che vive in gruppo familiare, protegge la sua colonia con il suo fischio d'allarme e viene cacciata per il grasso e per la pseudo-medicina.

«Nel cunicolo»

Parla delle crudeli strutture di addestramento in cunicolo, in cui i cani da caccia vengono addestrati su volpi vive per la caccia in tana.

Metodi di caccia ed equipaggiamento

La pratica concreta della caccia per hobby: battute, trappole, esche, tecnologia.

«Battuta»

Descrive come gli animali selvatici, durante la battuta, vengano spaventati, braccati e spinti davanti ai fucili, e cosa significhi questa forma di caccia per gli animali.

«Quando arrivano i cani»

Descrive l'inseguimento con i cani dalla prospettiva degli animali cacciati.

«Il blocco di sale»

Racconta dell'attrazione mirata degli animali selvatici verso i blocchi di sale, là dove attende lo sparo.

«Abito mimetico»

Parla del mimetismo e dell'equipaggiamento con cui la caccia per hobby braccia gli animali.

«Cosa fa una freccia»

Denuncia le conseguenze della caccia con l'arco per l'animale colpito.

«Piombo nel vento»

Tratta delle tracce che la munizione al piombo lascia negli animali e nell'ambiente.

«Più colpi, più animali»

Smaschera l'errore secondo cui più abbattimenti regolerebbero le popolazioni in modo sostenibile, benché la caccia possa stimolare la riproduzione.

«La notte rubata»

Tratta della notte come ultimo rifugio, penetrato dalla tecnologia di mira notturna.

«A causa di un cavo»

Mostra come la faina venga cacciata quale presunta «mangiatrice di cavi» e predatrice di pollame, benché soluzioni strutturali come le griglie antifaina aiuterebbero invece del colpo.

Psicologia e tradizioni dei cacciatori per hobby

Prospettiva dell'autore, rituali e la trasmissione di generazione in generazione.

«Confessione dall'altana»

Guarda dietro la facciata della «correttezza venatoria» e delle tradizioni sull'altana.

«Chi preme il grilletto una volta»

Interroga la soglia che viene superata con il primo colpo.

«Giurato»

Tratta della promessa che dobbiamo agli animali selvatici, contro la logica della caccia per hobby.

«Cimelio»

Mette in discussione come l'arma da caccia e la tradizione venatoria vengano trasmesse come cimeli di generazione in generazione.

«Lezione precoce»

Chiede cosa provochi nei bambini l'essere iniziati precocemente all'uccisione di animali.

«Dite ai vostri figli»

Chiede cosa trasmettiamo alla prossima generazione sul rapporto con gli animali selvatici.

«Ciò che non trasmetto»

È la promessa di non trasmettere la tradizione dell'uccidere alla prossima generazione.

«Ciò che inizia sull'altana»

Segue la catena che ha inizio sull'altana, fino alla sua fine.

«Dalla mano di Dio»

Prende di mira l'autoimmagine dei cacciatori per hobby, che amano trasfigurare il loro operato come una missione superiore.

«La falce sul cappello»

Smaschera come tradizioni e ornamenti di piume trasfigurino l'uccidere in tradizione.

Lobby, miti e abbellimenti

I meccanismi, i miti e il linguaggio dietro la caccia per hobby.

«Latino dei cacciatori»

Smonta il «latino dei cacciatori», i miti con cui la caccia per hobby giustifica il proprio operato.

«Cura»

Smonta il mito della «cura», che alla fine sfocia comunque nell'abbattimento.

«L'intreccio verde»

Denuncia gli intrecci tra associazioni venatorie, autorità e politica.

«Macchina del capro espiatorio»

Mostra come i predatori come il lupo vengano trasformati in capri espiatori.

«Selvaggina di serie»

Tratta di animali allevati e liberati con l'unico scopo di essere successivamente rilasciati per l'abbattimento, una vita come merce per la caccia per hobby.

«Chi controlla chi»

Pone la scomoda domanda sulla vigilanza e sulla responsabilità nel mondo della caccia, ovvero chi controlla effettivamente coloro che, in nome della gestione, decidono sulla vita e sulla morte degli animali selvatici.

«Il guardaboschi parla»

Mette in discussione l'autorità con cui si dispone della vita degli animali selvatici nel bosco.

«La caccia per piacere»

Smaschera l'uccisione come passatempo che si traveste da necessità.

«Prelievo»

Smaschera il linguaggio edulcorato delle autorità, che trasforma l'abbattimento in un innocuo «prelievo».

«Direttamente dal bosco»

Mette in discussione come l'uccisione di animali selvatici venga venduta come naturale «prodotto del bosco».

«Nel tempio verde»

Smaschera il romanticismo naturalistico con cui la caccia per hobby idealizza il proprio bosco come un santuario.

Regioni e politica

Scenari concreti e la politica venatoria in Svizzera e oltre.

«Da cinquant'anni»

Ricorda che una vita senza caccia per hobby è possibile: nel cantone di Ginevra da oltre cinquant'anni.

«Ciò che il Vallese ha abbattuto»

Rivolge lo sguardo alle pratiche di abbattimento del Vallese e alla politica venatoria locale.

«Oltre il confine»

Parla di animali selvatici che non conoscono confini, mentre la protezione e l'abbattimento si fermano alla frontiera.

«Vennero da lontano»

Racconta di animali come il lupo, che percorrono lunghe distanze e alla fine incontrano comunque l'abbattimento.

Perdita, morte e silenzio

Il lutto per l'animale ucciso e il vuoto che rimane.

«Il silenzio dopo lo sparo»

Parla del silenzio che rimane quando lo sparo si è spento nel bosco.

«Neve rossa»

Mostra la traccia che un abbattimento lascia nella neve in inverno.

«Aveva un nome»

Trasforma una cifra di abbattimento nuovamente in un individuo con una propria storia.

«L'ultimo»

Racconta dell'ultimo della sua specie, là dove finiscono la caccia e la desertificazione.

«Chi rimane ancora»

Si chiede chi, delle popolazioni cacciate, rimanga alla fine.

«Ciò che abbiamo perso»

Racconta del gallo cedrone, cacciato durante la parata nuziale e il cui habitat è quasi scomparso a causa della caccia per hobby e della silvicoltura.

«Ciò che ci manca»

Ricorda gli animali e il silenzio che mancano in una natura svuotata.

«Stadio finale»

Chiama per nome ciò che sta alla fine dell'altana e del foraggiamento di adescamento.

«L'ultimo boccone»

Parla dell'ultima brucatura di un animale prima che cada lo sparo.

«Ninna nanna per gli innumerevoli»

È un canto sommesso per tutti quegli animali che non compaiono in alcuna statistica di abbattimento.

«Ciò che nessuno vede»

Rende visibile la sofferenza che si consuma lontano dal pubblico, nel bosco.

«Ciò che sanno»

Parla della consapevolezza e della paura degli animali, che sanno benissimo cosa li minaccia.

«Muto dovrai essere»

Parla di coloro che vengono ridotti al silenzio e dà loro una voce.

Habitat e stagioni

Migrazione, mantello invernale e l'habitat minacciato degli animali selvatici.

«Dal bruno al bianco»

Parla del cambio di pelliccia di animali come la lepre bianca, il cui camuffamento diventa una trappola mortale con il cambiamento climatico.

«Nel manto bianco»

Parla degli animali nel mantello invernale, che diventano facile bersaglio nella neve.

«La traccia nella neve»

Segue la pista nella neve, che allo stesso tempo rivela la vita e rende possibile la persecuzione.

«All'ombra delle siepi»

Parla degli spazi di rifugio nel paesaggio rurale, sempre più scarsi per gli animali selvatici.

«Di nuovo nel fiume»

Parla del ritorno di animali selvatici come il castoro o la lontra nelle acque rinaturalizzate.

«Ciò che costruisce»

Valorizza ciò che animali selvatici come il castoro creano per l'habitat, invece di vederli come un fattore di disturbo.

«Su stretti sentieri»

Segue gli stretti sentieri sui quali gli animali selvatici si muovono tra protezione e pericolo.

Speranza, protezione e ritorno

Il controprogetto: pace, protezione e il ritorno degli animali selvatici.

«Ritorno a casa»

Parla del diritto degli animali selvatici di tornare nei loro habitat ancestrali.

«Ritorno»

Canta il ritorno di specie che si credevano perdute e il diritto degli animali selvatici al loro posto.

«Cessate il fuoco»

È un appello a far tacere le armi e a dare pace agli animali selvatici.

«Nel bosco risuona un'antica promessa»

Canta la promessa di proteggere il bosco e i suoi abitanti invece di cacciarli.

«Ciò che il bosco chiama»

Lascia parlare il bosco stesso, contro il rumore della caccia per hobby.