Legge sulla caccia: la consultazione sull'abbattimento di lupi durante il periodo dei cuccioli e nelle bandite di caccia è aperta fino al 16 ottobre
Il Consiglio federale intende consentire l'abbattimento di lupi durante il periodo dei cuccioli e nelle bandite federali di caccia. Il suo stesso rapporto esplicativo ammette cosa questo significhi per i cuccioli e per le aree protette.
Il 24 giugno 2026 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione su un'ulteriore revisione della legge sulla caccia.
Con questo atto attua due mozioni approvate dal Parlamento nel 2025: la mozione 25.3715 Friedli («Consentire l'abbattimento di lupi nelle bandite di caccia») e la mozione 25.3549 Broulis («Lupo problematico che vive in branco. Bisogna poter intervenire!»).
Sono previste due nuove disposizioni. L'art. 12 cpv. 2ter dovrà permettere ai cantoni di intervenire contro i lupi appartenenti a branchi anche tra il 1° febbraio e il 31 maggio. L'art. 11 cpv. 5bis dovrà consentire tali interventi anche nelle bandite federali di caccia. Il Consiglio federale vincola questi interventi ad attacchi ripetuti nonostante la protezione delle greggi o a un pericolo per le persone. Fino ad ora i lupi in branco erano protetti dall'abbattimento durante il periodo di riproduzione e nelle bandite di caccia federali.
Assieme alla regolazione proattiva da settembre a gennaio e a quella reattiva da giugno ad agosto, secondo il Consiglio federale l'abbattimento di lupi problematici diventerà così possibile «tutto l'anno».
Cosa dice il rapporto esplicativo
L'Comunicato stampa del DATEC sottolinea «singoli» lupi problematici. Determinanti sono tuttavia il testo di legge e il rapporto esplicativo.
Abbattimenti nonostante la presenza di cuccioli nel branco. Il rapporto riconosce che il periodo da febbraio a maggio «rientra tradizionalmente nel periodo di protezione anche per le specie cacciabili» e che esiste un «certo rischio» di «lasciare orfani dei piccoli». Ciononostante, gli abbattimenti dovrebbero essere consentiti «anche quando è accertato o possibile che questo branco abbia dei cuccioli». Verrebbe così meno, per i branchi di lupi, una protezione che l'art. 7 cpv. 5 della legge sulla caccia richiede espressamente per le specie cacciabili come il capriolo o il camoscio: la protezione delle madri e dei piccoli. Il rapporto chiede sì di «tenere particolarmente conto» della protezione dei piccoli, ma il testo di legge non ne fa menzione.
Anche la regolazione dei branchi nelle zone di bando venatorio. La bozza non riguarda solo i singoli lupi. L'art. 11 cpv. 5bis rimanda espressamente anche alla regolazione proattiva secondo l'art. 7a e alla regolazione reattiva dei branchi. Il rapporto stesso conferma che la disposizione vale «sia per gli abbattimenti singoli […] sia per le regolazioni di branchi». La sua affermazione secondo cui la nuova regolamentazione non porterebbe «nessuna agevolazione della regolazione della popolazione» si riferisce solo al periodo delle cucciolate. Per le bandite di caccia ciò non è vero: lì la regolazione della popolazione viene proprio estesa a un ambito in cui finora era esclusa.
Soglia d'intervento più bassa durante il periodo riproduttivo. Finora il cantone può intervenire su un branco di lupi tra febbraio e maggio solo in caso di «grave e immediato pericolo per le persone», e in tal caso anche senza il consenso dell'UFAM (art. 9c dell'ordinanza sulla caccia). La bozza abbassa questa soglia a un semplice «pericolo per le persone» senza definire con precisione quando esso sussista. Da un'eccezione per le emergenze acute si passerebbe a una fattispecie d'intervento molto più ampia durante il periodo delle cucciolate.
Anche i cacciatori ricreativi potrebbero sparare durante il periodo delle cucciolate. La bozza prevede che i cantoni possano non solo «ordinare» misure contro i branchi di lupi, ma anche «autorizzarle»; nelle bandite di caccia si parla addirittura solo di «autorizzazione». Secondo l'art. 12 cpv. 2 della legge sulla caccia, oltre agli organi di sorveglianza, tali misure possono essere affidate anche ai titolari del diritto di caccia. Gli abbattimenti in branchi con cuccioli e nelle zone protette della Confederazione potrebbero così essere delegati ai cacciatori ricreativi.
Nessun dato numerico per il periodo da febbraio a maggio. Il rapporto esplicativo motiva la revisione con una presunta «incapacità di agire» tra febbraio e maggio. Non presenta però alcun dato su quanti danni siano causati in questi mesi dai lupi in branco, quale sia la loro entità e in quanti casi una protezione delle greggi eseguita a regola d'arte sia stata dimostrabilmente aggirata. Senza questi dati non è possibile verificare se un intervento durante il periodo delle cucciolate sia effettivamente necessario.
Il lupo nella zona di bando è «fondamentalmente desiderato». Il rapporto descrive le bandite di caccia federali come «zone prioritarie per la fauna». La presenza del lupo vi sarebbe «fondamentalmente auspicabile», poiché con la sua caccia agli ungulati contrasterebbe i danni eccessivi alla rinnovazione forestale. Allo stesso tempo, dovrebbe poter essere abbattuto se attacca almeno due volte greggi protette, causando complessivamente un danno considerevole.
Animali da reddito nella zona protetta. In 30 delle 43 bandite di caccia federali vengono tenute, secondo il rapporto, circa 29'000 pecore, ossia circa il 15 percento di tutte le pecore tenute in zona di montagna, a cui si aggiungono circa 18'000 bovini e mucche. Il progetto interviene sull'abbattimento. Dal punto di vista dell'IG Wild beim Wild, si dovrebbe invece intervenire prima sul pascolo nelle zone protette.
Convenzione di Berna: presupposti per le deroghe non verificati. Il Consiglio federale giustifica la compatibilità con la Convenzione di Berna richiamandosi al suo art. 7, che menziona i «periodi di protezione» come misura di tutela. Le deroghe alle disposizioni di protezione presuppongono, secondo l'art. 9 della Convenzione, che «non esista altra soluzione soddisfacente». L'art. 9 non viene discusso nel rapporto. Inoltre, per l'apertura delle bandite di caccia il rapporto non contiene alcuna verifica specifica della compatibilità con la Convenzione.
Rischio per la struttura del branco durante l'allevamento dei cuccioli
I Wolfs-Hirten, un'organizzazione grigionese per la protezione del lupo, segnalano nella loro presa di posizione di sette pagine un nesso biologico. Se durante l'allevamento mancano gli animali genitori o membri esperti del branco, i cuccioli crescono senza una struttura sociale stabile e l'anno successivo, come yearling, si ritrovano sugli alpeggi. L'organizzazione teme che gli abbattimenti nel periodo dei parti favoriscano così conflitti successivi. Il rapporto esplicativo non verifica se l'abbattimento di lupi appartenenti a un branco in questa fase riduca i danni o ne provochi di nuovi a medio termine.
Le predazioni in primavera si verificano inoltre spesso sui pascoli di fondovalle e sui pascoli intermedi poco prima della monticazione, dove la protezione delle greggi è spesso solo provvisoria. Dal punto di vista dei Wolfs-Hirten e dell'IG Wild beim Wild, sarebbe prioritario colmare queste lacune di protezione, invece di intervenire nei branchi durante il periodo dei parti.
La decisione popolare del 2020
Il 27 settembre 2020 il corpo elettorale ha respinto una revisione della legge sulla caccia con il 51,9 per cento di voti contrari. Particolarmente controversa era all'epoca l'estensione degli abbattimenti di specie protette, in primo luogo del lupo. Da allora diversi di questi elementi sono stati progressivamente reintrodotti, sia a livello di legge sia di ordinanza: regolazione preventiva, abbattimenti di branchi, ora il periodo dei parti e le zone protette. Ogni revisione parziale appare di per sé limitata, ma nel complesso la protezione del lupo si sposta in modo sostanziale.
Tanto più importante è che nella consultazione non si esprimano soltanto le associazioni dei contadini e dei cacciatori ricreativi. Quanto siano strettamente collegati, a Palazzo federale, i pagamenti diretti e la politica sul lupo lo dimostra la nostra analisi Contadini in parlamento: pagamenti diretti elevati, linea dura contro il lupo. Maggiori informazioni sul contesto nel Dossier lupo e nella nostra analisi di giugno: Aprire i distretti di protezione faunistica, abbattere lupi tutto l'anno? Perché questa politica non è sostenibile.
Come presentare un parere
A una consultazione possono partecipare non solo i cantoni, i partiti e le associazioni, ma tutte le persone e le organizzazioni. Ogni presa di posizione viene registrata nel rapporto sui risultati.
- Documenti: Il progetto di legge e il rapporto esplicativo si trovano nella Comunicato stampa del DATEC. L'indirizzo per l'invio è indicato nella lettera d'accompagnamento sulla pagina di consultazione di Fedlex.
- Termine: 16 ottobre 2026.
- Contenuto: Basta un breve intervento. È importante prendere una posizione chiara su entrambi gli articoli (art. 11 cpv. 5bis e art. 12 cpv. 2ter), idealmente proponendone la soppressione, con una breve motivazione.
- Organizzazioni: I «Wolfs-Hirten» propongono di sostenere la loro presa di posizione con il logo di altre organizzazioni e mettono a disposizione, su richiesta e fino al 1° ottobre, un testo di intervento sui due articoli (info@wolfshirten.ch).
L'IG Wild beim Wild presenta una propria presa di posizione e chiede la soppressione di entrambe le disposizioni.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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