Berngau: due morti durante il controllo delle armi di un cacciatore ricreativo
Un cacciatore ricreativo e tiratore sportivo di 60 anni, in possesso di dieci armi legali, avrebbe ucciso a colpi d'arma da fuoco due dipendenti dell'ufficio distrettuale dell'Alto Palatinato.
Immagine simbolica. Foto: Jp Valery / Unsplash
Chi preme il grilletto una volta
A Berngau, nell'Alto Palatinato, un comune di circa 2'600 abitanti a sud-est di Norimberga, giovedì 8 ottobre 2026 sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco due dipendenti dell'ufficio distrettuale di Neumarkt. Un uomo di 45 anni e una donna di 54 anni intendevano effettuare un controllo di routine non annunciato presso un detentore di armi. Verso le 14 sono giunte le prime chiamate di emergenza per spari.
Sospettato è un tedesco di 60 anni. Secondo il ministro degli interni bavarese Joachim Herrmann (CSU), è un cacciatore ricreativo e, secondo il registro delle armi, possedeva legalmente dieci armi, tra cui armi lunghe e corte. Non è noto quale arma sia stata usata nell'atto.
Ore di barricamento, intervento nella notte
Dopo gli spari, l'uomo si è barricato nello stabile plurifamiliare in cui abitava. Un commando speciale ha circondato l'edificio e alla popolazione è stato chiesto di rimanere in casa. Secondo la polizia, l'uomo si è messo in contatto telefonicamente, ha ammesso di aver sparato e ha annunciato che non si sarebbe arreso senza resistenza. Verso le 3 del mattino le forze speciali hanno fatto irruzione nello stabile e hanno sparato diversi colpi contro di lui. È stato gravemente ferito ed è sorvegliato in ospedale. Non è finora noto se abbia sparato contro le forze d'intervento.
Il capo del distretto Martin Meier ha parlato di un atto «raccapricciante». Nella scuola locale è all'opera un team di crisi.
Finora sconosciuto alla polizia
Il movente resta ignoto. L'uomo non era finora noto alla polizia, anche la protezione dello Stato e la tutela della Costituzione non dispongono di informazioni su di lui, e non vi sono indizi di un orientamento estremista. Gli inquirenti stanno verificando se vi fosse un precedente con l'ufficio distrettuale. Il sindaco di Berngau ha descritto il sospettato all'agenzia dpa come una persona non integrata nel villaggio.
Il caso ricorda fortemente quanto accaduto a Faido e Leontica in Ticino. Nel luglio 2026, un cacciatore ricreativo di 59 anni, in possesso legale di diverse armi, ha presumibilmente ucciso a colpi d'arma da fuoco la sua ex moglie e il giorno seguente ha fatto esplodere una casa a Leontica. Secondo la polizia, l'esplosione doveva attirare in trappola le forze dell'ordine; diversi agenti sono rimasti feriti. Le dinamiche sono diverse, ma lo schema è lo stesso: un cacciatore ricreativo legalmente armato, mai segnalato alle autorità fino al momento del fatto, che alla fine rivolge le proprie armi anche contro i rappresentanti dello Stato. La redazione ha documentato il caso ticinese come parte di uno schema ricorrente.
In Germania, le autorità competenti in materia di armi devono riesaminare l'affidabilità e l'idoneità personale dei proprietari di armi al più tardi ogni tre anni. Un simile controllo periodico, tuttavia, non è un esame psicologico. Quanto sia ampia questa lacuna lo dimostra il caso Grupp. La redazione documenta costantemente altri atti di violenza mortale commessi con armi da caccia, come la strage familiare di Gy o il femminicidio commesso da un cacciatore ricreativo di 90 anni in Bassa Sassonia.
Controlli senza concetto di sicurezza
Secondo Herrmann, in Baviera si svolgono ogni anno almeno 60'000 controlli sulle armi, a fronte di circa 200'000 titolari di autorizzazioni in materia di armi. Ciascuno viene visitato senza preavviso circa ogni tre anni, e la grande maggioranza dei controlli si svolge senza incidenti. A Berngau, secondo quanto dichiarato dal ministro, non vi era alcun indizio di pericolo. Per questo motivo i due collaboratori non erano accompagnati dalla polizia né adottavano particolari misure precauzionali. Herrmann intende ora discutere le procedure di tali controlli con le amministrazioni distrettuali.
E in Svizzera?
Come la Svizzera gestisca la custodia delle armi da caccia e l'idoneità dei cacciatori ricreativi è un tema che la redazione ha approfondito più volte, ad esempio sul tema armi da caccia nell'armadio dei vestiti e nell'analisi verso Aarau, che mostra perché il dibattito sulle armi trascuri l'accesso alle armi da caccia. Gli approfondimenti sono raccolti nel dossier «Caccia e armi».
Commento della redazione
Due persone che stavano svolgendo il loro lavoro sono morte. Il sospettato è un cacciatore ricreativo e tiratore sportivo che, secondo il registro delle armi, possedeva legalmente dieci armi. Il caso solleva la questione di quanto siano efficaci i controlli sulla custodia, le verifiche di idoneità e i concetti di protezione per i collaboratori delle autorità, e di come questi si integrino tra loro. Il dibattito non deve fermarsi al singolo autore del reato. Chi possiede armi per un passatempo crea un rischio che alla fine ricade su altri: compagne, figli, vicini e, come a Berngau, gli stessi addetti ai controlli. Un hobby non giustifica un deposito privato di armi.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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