Zugo: il Tribunale federale respinge la richiesta urgente, l'obbligo di recupero resta per il momento in vigore
Sei cacciatori ricreativi zughesi volevano fermare con una richiesta urgente l'obbligo di recupero e la fine dei premi per le volpi. Il Tribunale federale ha respinto la richiesta: le regole restano per il momento in vigore. Sul ricorso vero e proprio non è ancora stata presa alcuna decisione.
Foto: Mattia Bericchia / Unsplash
«Colpito e ferito»
Sei cacciatori ricreativi zughesi volevano sospendere con effetto immediato le nuove disposizioni sulla caccia. Il Tribunale federale ha respinto la loro richiesta di effetto sospensivo. L'obbligo di recupero dopo ogni colpo sparato senza abbattimento rimane quindi in vigore. I premi forfettari per volpi e cornacchie uccise restano aboliti.
Con la decisione 2C_525/2026 del 5 ottobre 2026 il Tribunale federale ha respinto la richiesta di effetto sospensivo. Le disposizioni zughesi sull'esercizio della caccia 2026/27 restano quindi per il momento applicabili. Sul ricorso vero e proprio non è ancora stata presa alcuna decisione. Lo ha riferito l'agenzia di stampa SDA il 9 ottobre.
Secondo la notizia, i sei ricorrenti non avrebbero dimostrato svantaggi rilevanti tali da giustificare un effetto sospensivo. Il tribunale ha seguito la Direzione dell'interno di Zugo: la stagione venatoria è già iniziata e sussiste un interesse pubblico a un esercizio ordinato della caccia. Non è chiaro quando verrà emessa la sentenza nel merito.
Di cosa si tratta
Il ricorso è diretto contro due punti di cui abbiamo riferito a settembre (Cacciatori ricreativi zughesi ricorrono contro l'obbligo di recupero e la soppressione dei premi per le volpi davanti al Tribunale federale):
- Niente più premi forfettari: Fino all'ultima stagione il cantone pagava 10 franchi per ogni coda di volpe consegnata e 5 franchi per ogni cornacchia. La Direzione dell'interno ha abolito questi premi il 29 giugno 2026. Premi per l'abbattimento di animali che causano danni restano possibili nell'ambito di autorizzazioni speciali.
- Recupero dopo ogni colpo mancato: Il paragrafo 17 delle disposizioni sull'esercizio della caccia prevede che, dopo ogni colpo sparato senza abbattimento, inizi immediatamente un recupero con un cane abilitato.
Non viene quindi contestato un obbligo del tutto nuovo. Il principio valeva già nella stagione venatoria precedente. Secondo l'autorità competente, già l'ordinanza cantonale sulla caccia richiede un recupero a regola d'arte di tutti gli animali selvatici colpiti da un colpo, e le disposizioni venatorie lo concretizzano.
Il recupero protegge l'animale ferito
Secondo l'ATS, il Tribunale federale considera l'obbligo di recupero conforme alla protezione degli animali. Se sia anche legittimo, il tribunale non l'ha però ancora deciso in via definitiva. Dal punto di vista redazionale vi si può leggere un primo segnale, ma nulla di più.
Dietro la regola c'è un problema pratico. Se un colpo abbia colpito il bersaglio lo decide il tiratore stesso, spesso al crepuscolo, a distanza e sotto tensione. Un animale ferito può fuggire senza che si noti alcun colpo a segno. Come può andare senza obblighi chiari lo mostrano casi di altri cantoni, tra cui Amden, dove un animale ferito non è stato recuperato («Del tutto comune negli ambienti venatori»: cosa mostrano le sentenze e i resoconti di caccia di tre cantoni). La regola di Zugo attribuisce la responsabilità alla persona che ha sparato, e non all'animale non umano eventualmente ferito.
Il premio per capo abbattuto e lo studio del cantone
I ricorrenti avvertono che senza il premio verrebbero abbattuti troppo pochi volpi e corvi. In tal caso, i nidificanti al suolo, i caprioletti e le lepri finirebbero sotto pressione. Il ricorrente Charly Keiser si è detto «sbigottito» e ha chiesto il «ritiro immediato» delle disposizioni.
Il cantone si basa invece su una propria indagine. L'ufficio SWILD ha esaminato la caccia alla volpe su incarico dell'Ufficio zughese delle foreste e della fauna selvatica. Nel maggio 2026 lo studio è giunto alla conclusione che la caccia a patente alla volpe non riduce in modo sostenibile le popolazioni e non contiene le malattie della fauna selvatica. Le popolazioni cacciate compensano le perdite con la riproduzione, la sopravvivenza e l'immigrazione. La commissione della caccia ha quindi deciso di non promuovere più in modo proattivo la caccia alla volpe (Il canton Zugo ferma la promozione della caccia alla volpe).
Il richiamo ai nidificanti al suolo minacciati non dimostra ancora che premi di abbattimento forfettari ne migliorino le popolazioni. Questa prova i ricorrenti non l'hanno finora fornita. Un premio per ogni coda di volpe ricompensa l'uccisione, non il suo effetto. La logica risale a un'epoca in cui le volpi erano considerate indistintamente «animali nocivi» (Dannoso o utile: l'ideologia dietro la caccia alla volpe). La situazione degli studi sulla caccia alla volpe è documentata alla pagina Caccia sotto la lente dei fatti.
Sei contro la propria associazione
Il ricorso non è la voce dei cacciatori ricreativi zughesi. L'associazione cantonale zughese dei cacciatori a patente (Zuger Kantonale Patentjägerverein) ha preso le distanze dal gruppo «espressamente e in modo inequivocabile». Ciò riguarda anche la richiesta di allentare l'obbligo di recupero. L'associazione sostiene le prescrizioni per l'esercizio della caccia. Anche negli ambienti venatori emerge dunque dissenso rispetto alla linea dell'associazione mantello (Frattura nel campo dei cacciatori: l'associazione di caccia ecologica mette in discussione la linea di JagdSchweiz sulla caccia alla volpe).
Che cosa significa il caso per gli altri cantoni
Zugo dimostra che un cantone può trarre conseguenze da uno studio di biologia della fauna selvatica. Dal punto di vista politico ciò solleva interrogativi anche per i cantoni che continuano a pagare premi di abbattimento. Quali conseguenze giuridiche potrebbero derivarne, lo si potrà valutare solo sulla base della decisione principale.
Tutte le informazioni sulla caccia alla volpe a Zugo si trovano sulla pagina della campagna Caccia alla volpe nel cantone di Zugo. Una panoramica su tutti i cantoni è offerta da Basta con la caccia alla volpe, mentre gli approfondimenti sono nel Dossier «La volpe in Svizzera».
Fonti: SDA, «Zuger Jagdvorschriften: Keine aufschiebende Wirkung für Beschwerde», 9 ottobre 2026 (swissinfo); zentralplus, «Eine Jagdgruppe schiesst sich auf Hostettler ein»; Cantone di Zugo, Prescrizioni per l'esercizio della caccia 2025/26 e 2026/27 (BGS 932.111); SWILD, Fuchsjagd im Kanton Zug, maggio 2026.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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