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Caccia

Frattura nel campo dei cacciatori: l'associazione di caccia ecologica mette in discussione la linea di JagdSchweiz sulla caccia alla volpe

JagdSchweiz dichiara la caccia alla volpe indispensabile, ma riconosce essa stessa il suo effetto limitato sulla popolazione. L'Ökologische Jagdverein Schweiz punta invece sugli habitat e sul ruolo ecologico della lince e del lupo.

Redazione Wild beim Wild — 21 settembre 2026

È un conflitto notevole all'interno della cacciatrice ricreativa organizzata:

Mentre JagdSchweiz vuole mantenere e intensificare regionalmente la caccia alla volpe, l'Ökologische Jagdverein Schweiz (OEJV) rappresenta una visione più orientata all'habitat e all'ecologia dei predatori.

Il 20 novembre 2025 JagdSchweiz, l'associazione mantello della cacciatrice ricreativa svizzera, ha datato il suo documento di posizione sulla caccia alla volpe. Il messaggio è inequivocabile: la caccia alla volpe sarebbe «sensata e utile» e dovrebbe «assolutamente essere mantenuta». La popolazione di volpi nell'Altopiano e nelle zone abitate sarebbe «innaturalmente alta». La giustificazione principale è la protezione di altre specie, in particolare la lepre comune e uccelli che nidificano al suolo come la pavoncella, il fagiano di monte o la beccaccia.

La vera debolezza del documento sta nelle note a piè di pagina. JagdSchweiz riconosce essa stessa che l'attuale caccia non ha «probabilmente un'influenza sensibilmente limitante» sulla popolazione totale della volpe, che gli abbattimenti locali vengono rapidamente compensati dall'immigrazione e da una maggiore riproduzione, e che la caccia ricreativa «per lo più non ha alcuna influenza diretta» sull'andamento delle epidemie. Secondo l'associazione, circa il 60 per cento delle volpi abbattute non finisce nemmeno nella valorizzazione della pelliccia. Ciononostante il documento richiede una caccia «regionalmente molto intensa e prolungata nel tempo», fino alla caccia in tana invernale e alla caccia con trappole a scatola. L'associazione mantello descrive quindi una pratica che non ottiene quasi nulla di ciò che pretende di realizzare, e nello stesso momento richiede che venga assolutamente e intensamente continuata. Wild beim Wild ha già analizzato queste contraddizioni.

E proprio i fondamenti stessi dell'Ökologischer Jagdverein Schweiz non sostengono la giustificazione centrale di JagdSchweiz. L'associazione, fondata nel 2020, si presenta come voce di una caccia basata sulla scienza. Già il suo statuto di principi rifiuta la caccia al trofeo, si impegna alla «tutela degli animali minacciati» ed esige espressamente «un divieto della caccia in tana», ossia proprio quel metodo che JagdSchweiz considera particolarmente efficiente e indispensabile per la volpe. Nei suoi documenti di posizione l'associazione indica inoltre, per la lepre comune e per gli uccelli nidificanti a terra, cause del tutto diverse dalla volpe.

Nel «documento di posizione sulla caccia alla lepre» (2023) l'OEJV afferma che la lepre comune soffre «soprattutto a causa dell'agricoltura intensiva». Vengono citati i leprotti falciati, le superfici agricole spoglie, la mancanza di siepi, le monocolture e i pesticidi. La predazione compare lì solo come conseguenza della mancanza di riparo in un paesaggio spoglio, non come fattore autonomo. Dal documento non emerge alcuna giustificazione per una caccia estesa alla volpe a scopo di protezione della lepre comune.

Nel «documento di posizione sulla caccia alla pernice bianca alpina, al gallo forcello e alla beccaccia» (2023) il tono è quasi identico: il calo di queste popolazioni sarebbe «per lo più riconducibile alla perdita di un habitat idoneo», a cui si aggiungono i disturbi antropici e il cambiamento climatico. La volpe non viene menzionata come causa. I cacciatori orientati all'ecologia indicano quindi esattamente quei fattori che JagdSchweiz relega in secondo piano a favore della volpe.

La differenza emerge con particolare chiarezza laddove entrambe le associazioni fanno riferimento alla stessa ricerca scientifica. JagdSchweiz cita l'assenza locale di predatori all'apice come una delle quattro cause degli alti popolazioni di volpi e scrive essa stessa che la lince e il lupo limitano i mesopredatori come la volpe; a supporto di ciò l'associazione cita tra l'altro le ricerche di Elmhagen. L'OEJV, nel suo «Documento di posizione sui grandi predatori» (2022), si basa sulla stessa linea di ricerca, in particolare su Elmhagen et al. (2010), ma ne trae la conclusione opposta. Afferma che la lince limita anche i mesopredatori come la volpe e che, «con l'aumento della popolazione di linci», in Finlandia «sono cresciute le popolazioni di galliformi di bosco e di lepri variabili». A beneficiare dell'«influenza regolatrice» dei grandi predatori su volpe, procione e cane procione sarebbero proprio quelle specie di uccelli e lepri che JagdSchweiz vuole proteggere tramite la caccia. La sua conclusione: «Non esiste alcuna ragione ecologica per regolare i predatori all'apice.»

Emerge così la vera alternativa. Laddove JagdSchweiz punta sul controllo permanente della predazione tramite la caccia, i cacciatori ecologici puntano sulla valorizzazione degli habitat e sulla diffusione e presenza efficace dei grandi predatori, che limitano la volpe in modo naturale. Un'associazione vuole cacciare il sintomo, l'altra affrontare la causa.

Questa posizione coincide con i dati di fatto che Wild beim Wild documenta da anni. Il cantone di Ginevra non conosce la caccia ricreativa alla volpe dal 1974, senza che si siano verificate sovrappopolazioni, epidemie o danni eccessivi.Il Lussemburgo ha abolito la caccia alla volpe nel 2015; secondo l'amministrazione veterinaria lussemburghese, il tasso di infestazione delle volpi con la tenia della volpe (echinococco) non è aumentato da allora, ma è diminuito. E il cantone di Zugo ha fatto verificare da un ente specializzato esterno una petizione del giurista lucernese Pascal Wolf, con il risultato che la caccia alla volpe non è scientificamente necessaria. Wolf sta ora presentando la sua proposta in diversi cantoni.

L'associazione mantello JagdSchweiz respinge regolarmente le critiche alla caccia alla volpe considerandole emotive e prive di fondamento fattuale. Ma questo riflesso è privo di senso. Perché il dubbio sulla caccia alla volpe non arriva più solo dall'esterno, ma dalla stessa comunità dei cacciatori, e si basa sulla stessa ricerca che JagdSchweiz cita nel proprio documento, senza però riuscire a portarla fino in fondo.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier critica approfondita alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

Tutti gli articoli sono redatti dall'IG Wild beim Wild e da co-autrici e co-autori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'IA.

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