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Incidenti con selvaggina in autunno: l'assicurazione indica lo stress da caccia come concausa

Nell'ultimo trimestre la Mobiliare conta circa il 12 per cento di incidenti con selvaggina in più e cita tra i motivi lo stress causato dalla caccia. Quanto pesi questo fattore resta aperto. Una cosa è chiara: l'alta stagione della caccia ricreativa coincide con il periodo dell'anno con più incidenti.

Redazione Wild beim Wild · 12 ottobre 2026
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Chi in ottobre percorre una strada di campagna dopo il lavoro dovrebbe mettere in conto la presenza di caprioli. Non è una novità. La novità è chi lo dice in questi giorni e come: la Mobiliare ha analizzato gli incidenti con selvaggina di cinque anni e cita espressamente, tra i motivi dell'aumento degli incidenti nell'ultimo trimestre, «lo stress causato dalla caccia». L'agenzia di stampa Keystone-SDA ha diffuso.

Nel dibattito sulla caccia ricreativa si argomenta regolarmente con la sicurezza stradale: senza abbattimenti ci sarebbero più animali selvatici e quindi più incidenti con selvaggina. La Mobiliare cita ora un aspetto che in tali giustificazioni generiche viene trascurato: la caccia ricreativa può non solo modificare le popolazioni, ma anche provocare stress e movimenti supplementari. Quale quota di questo fattore incida sugli incidenti registrati non si può stabilire dai dati pubblicati.

Cosa mostra l'analisi della Mobiliare

Tra il 2021 e il 2025 la Mobiliare ha registrato oltre 10’500 collisioni con animali selvatici. Nell'ultimo trimestre dell'anno il numero di incidenti era circa il 12 per cento superiore alla media; un ulteriore picco si è osservato in aprile.

A livello regionale le differenze sono grandi:

  • Turgovia: 2,05 sinistri ogni 1000 veicoli assicurati
  • Grigioni: 1,85
  • Giura: 1,75
  • Media svizzera: 1,16

Più spesso erano coinvolti caprioli e cervi, con circa 7350 sinistri segnalati. Più rari volpi (1020), tassi (900) e cinghiali (510). Un incidente con un cinghiale costava in media circa 3000 franchi, con un capriolo o un cervo circa 2700 franchi.

Per l'aumento in autunno l'assicurazione indica diverse cause, senza attribuire loro un peso: a causa delle giornate più corte, chi si sposta per lavoro viaggia più spesso al crepuscolo, quando sono attivi anche gli animali. A ciò si aggiungono il periodo degli amori dei cervi, la ricerca di cibo prima dell'inverno e, appunto, lo stress causato dalla caccia ricreativa.

I dati riguardano soltanto i veicoli assicurati presso la Mobiliare. Non mostrano quindi l'intera portata del fenomeno, ma ne rivelano uno schema. Secondo una statistica dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), dopo la caccia ricreativa il traffico stradale è la seconda causa di morte nota per i grandi animali selvatici in Svizzera.

L'autunno è l'alta stagione della caccia ricreativa

La stagione più ricca di incidenti coincide con la fase più intensa della caccia ricreativa. Lo mostra il calendario 2026:

  • Nel Vallese l'alta caccia è durata dal 21 settembre al 3 ottobre. In 13 giorni, secondo il Servizio della caccia, della pesca e della fauna selvatica, sono stati uccisi 1607 cervi nobili e 1617 camosci.
  • Nel Ticino il 16 ottobre inizia la caccia bassa. Secondo il regolamento cantonale sulla caccia dura fino al 30 novembre, ogni martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.
  • Nel Grigioni volpi, tassi, martore, faine, nonché procioni, cani procione e topi muschiati possono essere cacciati dal 20 al 31 ottobre in otto distretti di caccia «senza limitazioni di orario» (Ordinanza sull'esercizio della caccia, art. 84). Gli abituali orari di sparo non si applicano, quindi la caccia ricreativa è consentita anche al crepuscolo. Maggiori informazioni nel Bündner Jagd-Ticker.
  • A ciò si aggiungono, in molti cantoni con caccia per riserva, le cacce in movimento di fine autunno, durante le quali battitori e cani setacciano interi tratti di bosco.

Le attuali date di caccia illustrano la sovrapposizione con la stagione più ricca di incidenti; non dimostrano però un nesso causale con i sinistri analizzati dal 2021 al 2025. Il meccanismo ipotizzato è tuttavia semplice: spaventare gli animali selvatici con spari, battitori e cani li mette in movimento. Gli animali stressati fuggono, cambiano rifugio e possono così attraversare le strade in orari e luoghi in cui normalmente non si troverebbero. I biologi della fauna discutono da anni di questo effetto.

Cosa dice la ricerca

Il quadro degli studi non è univoco. Una panoramica di alcuni lavori provenienti da Europa e Stati Uniti:

Uno studio portoghese (Torres et al., Mammalian Biology, 2025) ha esaminato 3374 collisioni con cinghiali, cervi rossi e caprioli negli anni dal 2019 al 2022. La stagione venatoria spiegava una parte delle collisioni con cinghiali e caprioli.

In Galizia (Lagos et al., European Journal of Wildlife Research, 2012), su 6255 incidenti i ricercatori dell'Università di Vigo hanno riscontrato un aumento dei casi con cinghiali tra ottobre e gennaio. L'autrice principale, Laura Lagos, ha spiegato all'agenzia SINC che questi mesi coincidevano con la stagione venatoria, durante la quale i battitori spaventavano gli animali, che spesso attraversavano le strade. Durante la stagione venatoria, il tasso di incidenti era inoltre più elevato la domenica, uno dei due giorni di caccia nella regione. Gli autori rimandano tuttavia anche al maggiore traffico notturno nel fine settimana.

Uno studio croato (Vrkljan et al., Croatian Journal of Forest Engineering, 2020) descrive l'influenza della caccia come scientificamente non chiarita. Discute il fatto che le battute possano mettere in movimento i cinghiali, ma sottolinea anche quanto sia difficile distinguere la caccia, la ricerca di cibo e la riproduzione come cause. All'epoca non esistevano prove certe di un nesso diretto.

Un effetto diverso è emerso da uno studio dello Stato americano dell'Indiana (Delisle et al., Science of the Total Environment, 2024). Lo studio ha esaminato la caccia ricreativa mirata («targeted recreational hunting»). Lì le collisioni con i cervi dalla coda bianca lungo 618 chilometri di strade particolarmente pericolose sono diminuite di circa il 21 per cento, dopo che le autorità avevano autorizzato periodi di caccia più lunghi e quote di abbattimento più elevate. Lo studio riguarda un'altra specie, un altro sistema venatorio e un altro paesaggio. Inoltre si trattava di una misura mirata lungo i punti critici degli incidenti e non della caccia ricreativa estensiva, come è consueta in Svizzera.

Ne consegue che esistono indizi secondo cui l'attività venatoria può aumentare il rischio di incidenti, almeno temporaneamente, in particolare nelle cacce in movimento. Le fonti qui considerate non dimostrano invece che la consueta caccia ricreativa in Svizzera riduca complessivamente gli incidenti con animali selvatici. Chi cita gli incidenti con animali selvatici come giustificazione della caccia ricreativa dovrebbe fornire questa prova per le condizioni svizzere.

Valori cantonali elevati, ma nessuna prova dell'efficacia della caccia ricreativa

Colpisce il fatto che i tre cantoni con i tassi di incidenti più elevati abbiano sistemi di caccia molto diversi. La Turgovia si affida alla caccia per riserva, i Grigioni e il Giura alla caccia a patente. Ciò che li accomuna è che ovunque cacciano cacciatori ricreativi. I valori da soli non dimostrano alcun nesso, poiché rete stradale, densità del traffico, percentuale di bosco e popolazioni selvatiche differiscono notevolmente. Mostrano però che l'attuale pratica venatoria non impedisce gli incidenti con la fauna selvatica in questi cantoni. Se ne aumenti o ne riduca la frequenza non si può dedurre dai soli valori cantonali.

Sarebbe interessante il confronto con Ginevra. Lì dal 1974 non cacciano più cacciatori ricreativi e la regolazione degli animali selvatici è affidata a guardiacaccia professionisti. Dai dati pubblicati non risulta se la valutazione della Mobiliare contenga valori per Ginevra. Un simile confronto potrebbe fornire ulteriori indicazioni. Sarebbe tuttavia significativo solo se si tenesse conto delle differenze in termini di traffico, habitat e popolazioni selvatiche.

Prevenzione direttamente sulla strada

Gli incidenti con la fauna selvatica si possono affrontare anche direttamente sulla rete stradale. Il cantone di Friburgo cita sul proprio sito web:

  • Sistemi di allerta per la fauna selvatica, che avvisano gli automobilisti in caso di attraversamento di animali e portano così a una velocità più bassa e a una maggiore attenzione. Dopo i test, questo sistema sarebbe «molto convincente».
  • Passaggi per la fauna selvatica sopra o sotto le strade, che guidano gli animali in sicurezza dall'altra parte e allo stesso tempo collegano gli habitat.
  • Conservazione e risanamento dei corridoi faunistici.
  • Velocità ridotta al crepuscolo e di notte.

Il cantone sottolinea inoltre che gli incidenti stradali sono la principale causa di perdita di mammiferi selvatici e che ogni anno sulle strade friburghesi vengono trovati più di mille mammiferi e uccelli morti.

Queste misure intervengono là dove animale e traffico si incontrano e funzionano indipendentemente dal numero di animali abbattuti. Dal punto di vista politico si pone inoltre la questione se le cacce in movimento nei pressi delle strade e la caccia ricreativa senza orari di sparo nella stagione con più incidenti siano giustificabili. Un rischio di incidenti legato a tali forme di caccia non è quantificato per la Svizzera; proprio per questo i cantoni dovrebbero verificarlo prima di concedere simili autorizzazioni.

Cosa possono fare gli automobilisti

La Mobiliare raccomanda maggiore attenzione sulle strade extraurbane e ai margini del bosco. In prossimità dei cartelli di pericolo per l'attraversamento di animali selvatici occorre ridurre la velocità. Se compare un animale: frenare in modo controllato, abbassare gli abbaglianti e non sterzare, perché secondo la Mobiliare le manovre di scarto causano spesso incidenti più gravi della collisione stessa. Dopo una collisione occorre fermarsi, accendere le luci di emergenza, mettere in sicurezza il luogo dell'incidente e avvisare immediatamente la polizia al 117. Non toccare gli animali feriti. Chi omette la segnalazione si rende punibile.

Conclusione

La Mobiliare cita espressamente lo stress causato dalla caccia come uno dei fattori dell'aumento degli incidenti in autunno. Quanto sia rilevante il suo contributo, nei dati pubblicati resta una questione aperta. Chi giustifica in modo generalizzato la caccia ricreativa con la sicurezza stradale deve quindi considerare anche i rischi legati ai disturbi provocati dalla caccia. L'alta stagione della caccia ricreativa coincide con il periodo dell'anno in cui avvengono più incidenti. Il Canton Friburgo indica punti di partenza concreti per la prevenzione: sistemi di allerta per la fauna selvatica, attraversamenti sicuri, corridoi faunistici intatti e velocità adeguata. È da qui che i cantoni dovrebbero partire, invece di usare gli incidenti con animali selvatici come argomento per più abbattimenti.

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Fonti

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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