Episodio del podcast: caccia, lupo e benessere animale
Cosa fanno i cantoni delle assicurazioni date al Consiglio d'Europa, quanto sono miti le pene per le infrazioni venatorie e dove gli animali selvatici soffrono nella vita quotidiana.
In questa puntata di «Wild beim Wild» si parla del divario tra ciò che la Svizzera assicura al Consiglio d'Europa sulla protezione del lupo e ciò che cantoni e associazioni degli agricoltori vogliono farne. A ciò si aggiungono infrazioni venatorie con pene miti e la sofferenza degli animali che nasce al di fuori degli abbattimenti.
Regolazione del lupo: assicurazioni e prassi
L'UFAM ha assicurato per iscritto al Consiglio d'Europa che i branchi sono protetti durante il periodo di riproduzione e di allevamento dei piccoli. Il confronto tra le 15 assicurazioni e la prassi mostra quanto sia già oggi fragile questa protezione. Nella procedura di consultazione in corso sulla legge sulla caccia Zugo vuole eliminare l'approvazione dell'UFAM per gli abbattimenti tra febbraio e maggio, mentre la Federazione dei contadini bernesi vuole eliminare anche l'obbligo di consultazione nelle zone di protezione della selvaggina. I Grigioni mettono in guardia contro gli abbattimenti nel periodo di allevamento dei piccoli e chiedono allo stesso tempo una finestra di regolazione a partire dal 1° giugno. La Federazione dei contadini grigionesi vuole tollerare al massimo due branchi, mentre oggi 19 sono presenti nel cantone, in tutto o in parte.
L'IG Wild beim Wild ha chiesto all'UFAM l'accesso agli atti e presentato una denuncia di vigilanza, tra l'altro a causa del premio ticinese di 500 franchi per ogni lupo ucciso. Secondo contatore dei lupi dal 1° settembre sono stati uccisi almeno 35 lupi, nonostante le predazioni siano in calo. E il contributo sulle pecore nelle zone di fauna selvatica pone la domanda che nel dibattito di solito manca: dove è davvero sostenibile l'estivazione di circa 180'000 pecore?
Infrazioni venatorie: sentenze e armi
Nel caso Montriond il cacciatore ricreativo che nel 2018 ha ucciso a colpi di arma da fuoco il biker Marc Sutton è stato condannato a quattro anni, di cui uno da scontare. In seguito erano state modificate le annotazioni nel registro di caccia ed era stato collocato un cartello di avvertimento mancante. Un cacciatore ricreativo di Soletta, il cui colpo di fucile a pallini ha fatto soffrire una cerva per due giorni, paga di fatto 800 franchi. In tutta la Svizzera, dal 2018 al 2022, ci sono state solo 17 condanne per maltrattamento di animali nella caccia ricreativa.
Nel Parco del Ticino la polizia ha sequestrato 46 armi da fuoco, sei silenziatori e oltre 6’000 cartucce. La alta caccia ticinese si è conclusa con oltre 130 autodenunce in 20 giorni di caccia. Nel caso delle altane distrutte in Germania la pista porta più volte agli stessi cacciatori ricreativi. E l'iniziativa di Pascal Wolf contro la caccia alla volpe è arrivata al Parlamento europeo.
Sofferenza animale nella vita quotidiana
Tutti i 114 fegati di cinghiale analizzati superavano il valore massimo di PFAS, la Svizzera applica gli stessi valori limite. Nei Grigioni, nel 2026 finora 73 animali selvatici sono rimasti impigliati nelle recinzioni, e l'IG Wild beim Wild ha lanciato una petizione al riguardo. I robot tagliaerba uccidono i ricci, eppure Berna e San Gallo rifiutano il divieto di utilizzo notturno. E la Mobiliare indica lo stress da caccia come concausa degli incidenti con la fauna in autunno.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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