Un cacciatore ricreativo di Soletta scambia una cerva per un capriolo: l'animale soffre per due giorni
Il decreto d'accusa parla di maltrattamento di animali per negligenza. Nel cantone di Soletta i pallini sono consentiti per la caccia al capriolo.
Immagine simbolica: cerva nel bosco. Foto: Anthony / Unsplash
Ferito a morte
Nel novembre 2025 un cacciatore ricreativo si è recato a caccia di caprioli in un bosco del cantone di Soletta. Ha sparato con munizioni a pallini a un animale non umano che credeva fosse un capriolo. Ha colpito invece una cerva. Gravemente ferita a una zampa e incapace di fuggire, è stata ritrovata e uccisa solo due giorni dopo. Lo si evince da un decreto d'accusa ormai passato in giudicato, di cui la Solothurner Zeitung ha riferito il 12 ottobre 2026.
Cosa stabilisce il decreto d'accusa
La procura ha condannato l'uomo per maltrattamento di animali per negligenza. I pallini hanno causato alla cerva diverse ferite e una grave lesione a una zampa. Secondo il decreto d'accusa, nei due giorni trascorsi l'animale ha sofferto «senza alcun dubbio di forti dolori» e una lenta agonia era inevitabile.
La procura attribuisce l'errore al fatto che il cacciatore ricreativo non ha rispettato il cosiddetto «ansprechen», ossia l'osservazione attenta e l'identificazione di un animale prima dello sparo. Questo viene già insegnato nel corso di caccia. All'uomo era noto che nella zona vivono cervi nobili e che durante la caccia al capriolo può comparire anche il cervo. Nel dubbio, sostiene la procura, non si spara.
Poiché i pallini sono vietati per i cervi nobili, è stato condannato inoltre per l'uso negligente di mezzi ausiliari vietati per la caccia.
800 franchi, il resto con la condizionale
La pena consiste in una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 30 franchi, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di due anni, una multa di 300 franchi e spese procedurali di 500 franchi. In concreto, l'importo da pagare è quindi di 800 franchi. La pena pecuniaria di 900 franchi è inflitta con la condizionale e per ora non va pagata. Se l'uomo si comporta correttamente durante il periodo di prova, non verrà eseguita.
Secondo il rapporto, resta aperto se gli sia stata revocata l'autorizzazione di caccia, se e quando sia stato effettuato un recupero e chi abbia infine trovato la cerva. Quanto spesso, dopo tiri sbagliati, siano necessari dei recuperi lo mostra il nostro articolo Perché servono così tanti cani da caccia.
A Soletta i pallini sui caprioli sono permessi
In questo caso i pallini erano vietati solo perché l'animale colpito era una cerva. Sui caprioli, nel cantone di Soletta, è consentito sparare con i pallini. Il Consiglio di Stato lo ha descritto nel 2020 nella sua risposta a un'interpellanza sulle munizioni senza piombo: la maggior parte dei caprioli viene abbattuta nelle cacce in movimento in autunno, e lì si caccia quasi esclusivamente con i pallini. Nel 2019 furono 1’129 i caprioli abbattuti con i pallini e 802 con la pallottola.
Nella stessa risposta il governo ha ribadito che il tiro con i pallini sugli ungulati come capriolo e cervo è tradizionalmente vietato nell'Europa centrale e che i Grigioni prescrivono per i caprioli solo cartucce a palla. L'eccezione di Soletta è stata motivata con la visibilità nel bosco: la caccia con la pallottola vi sarebbe difficile e poco efficiente, e la crescente rinnovazione forestale peggiorerebbe ulteriormente la visibilità.
Se lo sparo del novembre 2025 sia avvenuto durante una caccia in movimento, dal rapporto non risulta. Perché governo e parlamento cantonale si ostinino a mantenere la caccia in movimento, lo abbiamo spiegato in «Il governo di Soletta difende la crudeltà verso gli animali» e «Il parlamento di Soletta mantiene la caccia in movimento».
Cervi nobili nel territorio dei caprioli
Il cervo nobile si sta diffondendo nel cantone di Soletta. Nel 2025, secondo la Solothurner Zeitung, il cantone ha autorizzato l'abbattimento di 34 cervi nobili, e ne sono stati abbattuti 16. Informazioni di approfondimento sulla specie le offre il nostro dossier sul cervo nobile in Svizzera. Che in simili boschi, durante una caccia al capriolo, si debba mettere in conto la presenza di cervi, lo afferma la stessa procura nel decreto d'accusa. Il caso mostra quali conseguenze abbia lo scambio di una cerva con un capriolo.
Commento: la scarsa visibilità non è un argomento a favore dei pallini
Il governo giustifica i pallini sui caprioli proprio con la scarsa visibilità nel bosco. Dove la visibilità è scarsa, però, è difficile anche il riconoscimento dell'animale, ed è proprio su questo che ha fallito questo cacciatore ricreativo. I pallini si disperdono e feriscono. Se non colpiscono subito mortalmente, resta un animale non umano che soffre per giorni.
Il caso di Soletta si aggiunge ad altri. Nel Toggenburgo un cacciatore ricreativo scambiò un cervo nobile per un capriolo maschio e pagò una multa di 200 franchi. Nel Freiamt un cacciatore ricreativo sparò con i pallini a una cerva. A Svitto un cacciatore ricreativo è stato condannato per crudeltà intenzionale verso gli animali, dopo che un cervo ferito da un colpo di fucile ha sofferto per giorni.
Una multa di 300 franchi per questo caso di crudeltà verso gli animali è, a nostro avviso, inadeguatamente bassa. Insieme ai 500 franchi di spese processuali, l'uomo dovrà pagare 800 franchi per due giorni di sofferenza. Chi non è in grado di distinguere un capriolo da una cerva non ha nulla da fare nel bosco con un'arma. Il cantone di Soletta dovrebbe fare ciò che il Consiglio di Stato stesso descrive come norma dell'Europa centrale: vietare i pallini di piombo sui caprioli. E chi viene condannato per crudeltà verso gli animali dovrebbe perdere la propria licenza di caccia. Altri casi si trovano nella rubrica Criminalità & Caccia.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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