I robot tagliaerba uccidono i ricci: le città tedesche vietano il funzionamento notturno, Berna e San Gallo respingono
In autunno i ricci si nutrono di notte sui prati per accumulare le riserve per il letargo. Quasi nessun robot tagliaerba li riconosce prima di toccarli. Colonia ha reagito, le città svizzere no.
Foto: Charles van der Essen / Unsplash
La notte appartiene al riccio
Ogni autunno nei centri di recupero per ricci si ripete la stessa scena: zampe amputate, musi squarciati, teste scalpate. Gli autori sono silenziosi, operano di notte e sono presenti in un numero crescente di giardini. I robot tagliaerba riconoscono i ricci, di regola, solo dopo averli toccati; a seconda del modello, ci si limita a un urto oppure si arriva a gravi ferite da taglio. In Germania città come Colonia hanno quindi vietato il funzionamento notturno. In Svizzera le stesse richieste incontrano finora la resistenza dei governi cittadini: a Berna il Municipio chiede di respingere una mozione, a San Gallo il Consiglio comunale rimanda alla mancanza di competenze. Eppure qui il riccio figura nella Lista Rossa e Pro Natura lo ha proclamato animale dell'anno 2026.
Perché il riccio non sopravvive al robot tagliaerba
I ricci non fuggono in modo affidabile di fronte a un robot tagliaerba. Molti restano immobili, si appallottolano o semplicemente rimangono a terra: un comportamento di difesa che non serve a nulla contro lame rotanti. Il Istituto Leibniz per la ricerca sugli animali selvatici e degli zoo (Leibniz-IZW) di Berlino ha analizzato 370 casi segnalati nell'arco di 16 mesi di ferite da taglio nei ricci causate da apparecchi da giardino elettrici, in primo luogo robot tagliaerba. Quasi la metà degli animali ritrovati (47 per cento) non è sopravvissuta: è morta durante le cure o ha dovuto essere soppressa. Molti avevano sofferto per giorni. Quanti ricci muoiano inosservati tra i cespugli non lo sa nessuno; la cifra oscura è ritenuta elevata.
Che la tecnologia finora non risolva il problema lo mostra la ricerca di Sophie Lund Rasmussen dell'Università di Oxford. Il suo team ha testato 19 modelli in commercio in test di collisione con ricci morti. Con una sola eccezione, tutti i dispositivi dovevano toccare fisicamente il riccio per accorgersene, e alcuni non lo riconoscevano nemmeno allora. Alcuni modelli hanno causato gravi danni, altri sono rimasti senza conseguenze dopo l'urto; più il riccio è piccolo, maggiore è il rischio. L'altezza del corpo era il fattore decisivo, quindi i giovani in autunno sono i più esposti. Da questi esperimenti è nato un test di sicurezza standardizzato con ricci fittizi stampati in 3D. Il Leibniz-IZW chiede che tali crash test diventino obbligatori in tutta Europa e che i risultati siano ben visibili sui dispositivi, in modo che chi acquista sappia quale modello ferisce i ricci. Finora è tutto su base volontaria.
Che i I robot tagliaerba mettono in pericolo i ricci, Wild beim Wild l'ha documentato già nel 2021, e 2018 lo conferma. Nel frattempo sono disponibili ulteriori studi e la politica reagisce. Almeno fuori dalla Svizzera con regole concrete.
Colonia ha aperto la strada
Il 1° ottobre 2024 l'autorità inferiore per la protezione della natura della città di Colonia ha emanato un'ordinanza generale: i robot tagliaerba non possono più essere utilizzati al crepuscolo e di notte. Di giorno resta tutto consentito. La motivazione è semplice: il riccio è una specie particolarmente protetta, è in giro proprio quando i dispositivi fanno silenziosamente i loro giri e non fugge. Gottinga, Lipsia, Düsseldorf e Magonza hanno seguito l'esempio, Amburgo disciplina gli orari di funzionamento con un'ordinanza generale, e in numerose altre città, da Magdeburgo a Karlsruhe, ci sono proposte all'esame dei consigli comunali. Lo schema è per lo più lo stesso: divieto da 30 minuti prima del tramonto a 30 minuti dopo l'alba, con una multa in caso di violazione.
Berna: «rilevante, ma non dominante»
In Svizzera, nel dicembre 2025, il consigliere comunale Tobias Sennhauser (Tier im Fokus) ha presentato al Consiglio comunale di Berna una mozione con la stessa richiesta: riposo notturno per i robot tagliaerba in tutta la città, da 30 minuti prima del tramonto a 30 minuti dopo l'alba. L'associazione Pro Igel sostiene l'iniziativa; le stazioni di cura per ricci segnalano un numero sempre maggiore di animali con il tipico quadro di lesioni.
L'Risposta del Consiglio comunale del maggio 2026 è negativa. La popolazione di ricci a Zurigo sarebbe diminuita del 40 per cento in 25 anni, per Berna mancherebbero i dati. Sulle superfici comunali si impiegherebbero comunque a malapena robot tagliaerba. Sulle superfici private il robot tagliaerba sarebbe un «fattore di rischio rilevante, ma non dominante»; decisiva sarebbe l'interazione con la povertà di strutture, i pesticidi e la mancanza di cibo. Non sarebbe chiaro se la città sia addirittura competente, e l'onere sarebbe sproporzionato. Il Consiglio comunale chiede al Municipio di respingere la mozione e, se del caso, di accoglierla come postulato non vincolante. Nella risposta non si fa menzione del fatto che Colonia ha risolto la stessa questione con una disposizione della sua autorità per la protezione della natura.
San Gallo: il riccio non figura nell'ordinanza
A San Gallo le consigliere comunali Cornelia Federer e Veronika Meyer (Verdi) hanno presentato l'interpellanza «Riposo notturno per i robot tagliaerba». Le stazioni per ricci della Svizzera orientale hanno accolto espressamente l'idea; la stazione di Frauenfeld riferisce che la maggior parte delle ferite è così grave che gli animali devono essere soppressi. La risposta del Municipio dell'agosto 2026: la città non può emanare un divieto notturno, perché il Cantone di San Gallo non ha posto espressamente sotto protezione il riccio nella propria ordinanza sulla protezione della natura. Si punta invece sulla sensibilizzazione.
Il diritto federale obbliga i Cantoni a provvedere a un'adeguata protezione del riccio. Secondo il Municipio, nel Cantone di San Gallo manca la messa sotto protezione esplicita su cui potrebbe fondarsi un divieto comunale. Ci si chiede dunque se il Cantone debba integrare la sua ordinanza, e chi lo chieda. Il dibattito è in corso anche a Basilea: l'Igelhilfe Baselbiet riferisce di zampe amputate e teste scalpate e ritiene che un divieto di circolazione notturna sia solo un primo passo, poiché in autunno i ricci giovani si muovono anche di giorno.
L'industria ha riconosciuto il problema
Che il pericolo sia reale non lo contestano ormai nemmeno più i produttori. Segway Navimow, secondo i propri dati il più grande fornitore mondiale di robot tagliaerba senza filo, questo autunno promuove in un comunicato stampa il suo «Animal Friendly Mode», che interrompe automaticamente la falciatura dal crepuscolo fino al mattino, e ha concluso una partnership di un anno con la Igelhilfe Schulzendorf presso Berlino, comprensiva di test del prodotto nella stazione di cura. Il nuovo modello di punta dovrebbe, secondo il produttore, riconoscere i piccoli animali tramite telecamera, scanner laser e sensore termico. Husqvarna, dal canto suo, finanzia anche la ricerca di Rasmussen a Oxford. Il settore sa dunque molto bene che cosa provocano i suoi apparecchi.
Il punto è che una modalità che si può attivare non è una soluzione. Pro Igel chiede che una simile funzione a tutela dei ricci sia impostata in modo fisso. E un nuovo modello di punta non cambia nulla per i tanti apparecchi più vecchi che continuano a funzionare di notte. Per questo serve una regola, non un appello.
Che cosa fare adesso, in autunno
In autunno è necessaria una cautela particolare. Prima del letargo i ricci devono accumulare sufficienti riserve di grasso, e i giovani delle nidiate tardive sono ancora leggeri e perciò cercano cibo anche di giorno. Un divieto di funzionamento notturno riduce il rischio, ma non lo elimina. Chi possiede un robot tagliaerba può fare subito quattro cose:
- Far funzionare il robot solo in piena luce diurna, mai al crepuscolo e mai di notte. La notte appartiene al riccio.
- Prima di ogni sfalcio fare un giro di controllo, in particolare sotto i cespugli, lungo le siepi e nell'erba alta. Questo vale altrettanto per i decespugliatori a filo e le motofalci: secondo l'esperienza del Igelzentrum Zürich lì finiscono addirittura più ricci con ferite da decespugliatore a filo che con presunte ferite da robot.
- Lasciare un angolo selvatico e definirlo zona off-limits. L'erba non falciata, un mucchio di foglie o di rami offrono cibo e un rifugio invernale.
- Lasciare le foglie dove sono e non infilare mai il forcone in cumuli di compost, foglie o rami: lì potrebbe già dormire un riccio.
Chi trova un riccio ferito lo porti alla stazione per ricci più vicina o dal veterinario. Altri consigli si trovano nel nostro articolo Tempo di giardinaggio: consigli per proteggere gli animali selvatici.
Commento: I falsi colpevoli
L'Unione internazionale per la conservazione della natura IUCN ha classificato per la prima volta il riccio europeo occidentale nell'ottobre 2024 come «potenzialmente minacciato», con cali stimati dal 16 al 33 per cento in dieci anni a seconda del Paese, e della metà in Baviera e nelle Fiandre. Le cause che cita sono tutte di origine umana: agricoltura intensiva, strade, dispersione urbana. A ciò si aggiungono pesticidi, calo degli insetti e, appunto, gli attrezzi da giardinaggio. I predatori come la volpe o il tasso, che da sempre fanno parte della vita del riccio, l'IUCN non li menziona. Chi giustifica la Caccia alla volpe con la protezione dei piccoli animali, cerca il colpevole nel posto sbagliato. Ciò che il riccio non sopravvive è un giardino falciato di notte da una macchina, e una politica che lo ritiene sproporzionato, perché allora servirebbe una base giuridica. La risposta di Berna è una lezione di elusione, quella di San Gallo una lezione di scaricabarile.
Colonia ha dimostrato che un'amministrazione può regolare la questione con un'ordinanza. Berna e San Gallo hanno dimostrato che non vogliono o non possono farlo, e per il riccio le due cose si equivalgono. Per i ricci nei giardini svizzeri rimane dunque solo il buonsenso delle singole proprietarie e dei singoli proprietari di giardini. E la pressione sui cantoni affinché proteggano finalmente il riccio dove vive: nell'area urbanizzata.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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