Abbattimenti di lupi in primavera: Zugo vuole eliminare l'approvazione dell'UFAM
I Grigioni mettono in guardia dagli abbattimenti durante l'allevamento dei cuccioli, le associazioni dei contadini vogliono regolare il lupo tutto l'anno. Il 16 ottobre si conclude la consultazione.
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Bando infranto
Il 16 ottobre 2026 si conclude la consultazione sulla revisione della legge sulla caccia. Il Consiglio federale intende consentire, a determinate condizioni, l'abbattimento di singoli lupi di un branco anche tra febbraio e maggio. Zugo chiede di eliminare a tal fine il consenso dell'UFAM. I Grigioni mettono in guardia dai rischi per l'allevamento dei cuccioli, ma chiedono nel contempo una finestra di regolazione dal 1° giugno al 28 febbraio.
Cosa propone il Consiglio federale
Con il progetto del 24 giugno 2026 il Consiglio federale dà attuazione a due mozioni, quella di Esther Friedli (25.3715) e quella di Pascal Broulis (25.3549). Sono previste due nuove disposizioni di portata diversa.
Secondo l'art. 12 cpv. 2ter, i cantoni potranno, «previo consenso dell'Ufficio federale», tra il 1° febbraio e il 31 maggio «ordinare o autorizzare provvedimenti contro singoli lupi di un branco» se questi hanno ripetutamente superato la protezione delle greggi attuata a regola d'arte, causando danni considerevoli, oppure mettono in pericolo le persone.
Secondo l'art. 11 cpv. 5bis, gli abbattimenti diventerebbero possibili anche nelle zone federali di protezione della fauna selvatica. Questa disposizione è più ampia: secondo il rapporto esplicativo vale «sia per gli abbattimenti singoli ai sensi dell'articolo 12 capoversi 2 e 2ter LCP sia per le regolazioni di branchi». Nelle zone di protezione della fauna selvatica sarebbero quindi possibili, alle condizioni previste, anche regolazioni di branchi.
Il rapporto esplicativo ammette che da febbraio a maggio si tratta del periodo dei parti, «che anche per le specie cacciabili rientra tradizionalmente nel periodo di protezione», e che esiste «un certo rischio» di «lasciare cuccioli orfani». Wild beim Wild ha illustrato i dettagli nell'articolo Lupo: procedura di consultazione sulla legge sulla caccia fino al 16 ottobre.
Zugo vuole eliminare il preventivo esame da parte della Confederazione
Il Consiglio di Stato di Zugo ha approvato la sua risposta il 25 agosto 2026. Accoglie con favore la revisione, perché con essa verrebbe superata la «precedente incapacità di agire» tra febbraio e maggio. Ritiene tuttavia che non si spinga abbastanza lontano. La sua unica richiesta: all'art. 12 cpv. 2ter si devono stralciare le parole «previa approvazione dell'Ufficio federale». I cantoni devono poter «ordinare o autorizzare autonomamente e senza l'approvazione dell'Ufficio federale» misure contro singoli lupi di un branco.
Il Consiglio di Stato sottolinea che in tal modo i requisiti materiali per un abbattimento «non verrebbero allentati». La valutazione se siano soddisfatti nel caso concreto dovrebbe però «spettare al cantone interessato». La Confederazione dovrebbe stabilire le condizioni quadro legali e «garantire l'alta vigilanza e il monitoraggio».
In questo modo, in questa fase sensibile, verrebbe meno l'approvazione preventiva obbligatoria dell'UFAM. Se nel caso concreto siano soddisfatti i requisiti legali per l'abbattimento lo valuterebbe dapprima lo stesso cantone interessato. Un'alta vigilanza a posteriori non sostituisce questa approvazione nel singolo caso. Quanto sia importante un controllo prima dello sparo lo dimostrano già oggi i casi in cui la Confederazione ha autorizzato abbattimenti prima che fosse accertata la presenza di cuccioli.
Zugo, inoltre, appoggia il documento di base «Futura gestione del lupo in Svizzera» della Conferenza per il bosco, la fauna selvatica e il paesaggio (CFP), in particolare l'obiettivo di «ridurre l'onere amministrativo rinunciando alle singole richieste di abbattimento».
Grigioni: critiche agli abbattimenti primaverili, ma nove mesi di regolazione
Il Governo grigionese giudica con occhio critico gli abbattimenti previsti di singoli lupi di un branco tra febbraio e maggio, come hanno riferito la «Engadiner Post» il 25 settembre e la «BauernZeitung» il 5 ottobre. In questo periodo gli animali genitori potrebbero essere «di particolare importanza per l'allevamento dei piccoli», inoltre «i singoli animali difficilmente si possono distinguere con sicurezza l'uno dall'altro».
Se sul campo i singoli membri del branco difficilmente si possono distinguere con sicurezza, l'uccisione mirata del lupo responsabile dei danni non è garantita in modo affidabile. Potrebbe essere colpito anche un animale genitore importante per l'allevamento dei cuccioli.
Allo stesso tempo il governo chiede una finestra di regolazione uniforme dal 1° giugno al 28 febbraio. Febbraio resterebbe quindi espressamente incluso. L'alternativa proposta non è dunque una protezione completa durante il periodo indicato dalla Confederazione. E un inizio al 1° giugno non elimina il problema dell'allevamento dei piccoli: anche allora i cuccioli nati in primavera dipendono ancora dall'approvvigionamento da parte del branco. Il limite temporale proposto risponde quindi solo in parte al proprio avvertimento sulla perdita di importanti animali genitori.
Inoltre i Grigioni chiedono che i danni al di fuori di una zona di protezione della caccia vengano presi in considerazione per gli abbattimenti al suo interno, perché i territori di spostamento si estendono oltre i suoi confini.
L'agricoltura vuole l'intero anno
Si spinge ancora oltre l'Unione contadina grigionese. Vuole che i lupi problematici possano essere regolati tutto l'anno. Per Sandro Michael dell'associazione, un inizio a giugno sarebbe un chiaro miglioramento, perché «in quel momento gli animali sono già sugli alpi e sui pascoli». In linea di principio «non dovrebbe essere il calendario a decidere se si può intervenire» («BauernZeitung», 5 ottobre). I cantoni dovrebbero decidere in modo definitivo da soli. Nella sua «Carta del lupo grigionese» l'associazione scrive: «I Grigioni accettano al massimo due branchi di lupi non problematici.» Secondo l'Ufficio per la caccia e la pesca, attualmente 19 branchi sono presenti in tutto o in parte nel cantone (vedi Ticker Grigioni).
Anche l'Unione contadina bernese non vuole più dover richiedere il consenso dell'UFAM per le misure contro singoli lupi di branco tra febbraio e maggio: il consenso dell'Ufficio federale non sarebbe da richiedere «più nemmeno in questi casi». Per determinati abbattimenti nelle zone di protezione della caccia, per i quali il progetto prevede una previa consultazione dell'UFAM, chiede inoltre «che l'obbligo di consultazione dell'UFAM venga stralciato». I cantoni dovrebbero poter «prendere le decisioni in modo definitivo da soli» (presa di posizione dell'11 settembre 2026).
L'associazione definisce il progetto nel suo complesso una «soluzione minima». Vuole inoltre che i danni all'interno e all'esterno delle zone di protezione della caccia possano essere sommati, che nelle zone di protezione della caccia siano ammessi i droni per la ricerca di animali da reddito e che il limite per la regolazione dei giovani lupi nati nell'anno in corso venga abolito a livello di ordinanza. Chiede inoltre la rapida attuazione della mozione 25.4464 su una soglia per la popolazione di lupi.
Per la Svizzera orientale, TVO riferisce il 13 ottobre che il progetto trova consenso nella maggior parte dei cantoni, mentre le organizzazioni per il benessere animale mettono in guardia da interventi troppo incisivi. La risposta integrale di San Gallo alla consultazione non è finora a disposizione della redazione.
Cosa dicono i numeri
La revisione arriva in una fase in cui i danni sono in calo. Secondo Pro Natura, BirdLife Svizzera, Gruppo Lupo Svizzera e WWF Svizzera, il calo delle predazioni di animali da reddito prosegue nel 2026 per il quarto anno consecutivo. Nei Grigioni, stando al loro comunicato del 23 settembre, fino a fine luglio si sono registrate 30 predazioni, contro oltre 60 nello stesso periodo dell'anno precedente. Già oggi, secondo le quattro organizzazioni, ogni anno vengono abbattuti circa cento lupi.
Dal 1° settembre 2026, secondo il contatore di Wild beim Wild, almeno 32 lupi sono stati uccisi nell'ambito della regolazione preventiva (dato al 13 ottobre). Gli abbattimenti singoli reattivi non sono compresi.
Che cosa ha assicurato la Svizzera al Consiglio d'Europa
Nel procedimento dinanzi alla Convenzione di Berna, l'UFAM ha assicurato per iscritto al Consiglio d'Europa che i branchi sono protetti dal 1° febbraio al 31 agosto, nella «période de reproduction et d’élevage» («Les meutes sont protégées durant cette période»), che ogni regolazione di un branco richiede il previo consenso della Confederazione e che la regolazione è «la dernière mesure». Il progetto posto in consultazione e le richieste di Zugo, dei Grigioni e dell'agricoltura mettono in discussione più di una di queste assicurazioni. Il Consiglio federale replica nel rapporto esplicativo che la nuova regolamentazione è «in linea con l'articolo 7 della Convenzione di Berna».
Lo fa già anche la prassi: nell'agosto 2025, in pieno periodo di protezione, il Vallese ha fatto abbattere come «lupo solitario» una lupa che a maggio aveva partorito dei cuccioli, e nel 2026 la Confederazione ha concesso autorizzazioni prima che fossero stati accertati dei cuccioli. Wild beim Wild ha confrontato punto per punto le assicurazioni e la prassi: 15 garanzie al Consiglio d'Europa: cosa ne fa la prassi sul lupo.
Contestualizzazione
La consultazione mostra uno schema che si ripete dalla revisione del 2022: ogni allentamento viene introdotto come eccezione strettamente circoscritta e, ancor prima che entri in vigore, cantoni e agricoltura chiedono il successivo. Questa volta sono in discussione contemporaneamente il periodo di protezione dei lupi in branco, le zone di protezione della fauna selvatica e la previa verifica da parte della Confederazione.
Il fatto che il cantone più colpito metta in guardia lui stesso contro gli abbattimenti durante il periodo di allevamento dei piccoli dovrebbe far riflettere il Consiglio federale. Sarebbe coerente prendere sul serio questo avvertimento, anche per il mese di giugno, e potenziare la protezione delle greggi anziché i termini di abbattimento.
Fonti
- Cantone di Zugo, Consiglio di Stato: Risposta alla consultazione sulla revisione della legge sulla caccia, 25.8.2026 (PDF)
- DATEC: Rapporto esplicativo sulla revisione della legge sulla caccia, 24.6.2026
- «Engadiner Post»: Più margine di manovra per gli abbattimenti di lupi, 25.9.2026
- «BauernZeitung»: Lupo: i Grigioni non vogliono abbattimenti, l'Unione svizzera dei contadini vuole la regolazione tutto l'anno, 5.10.2026
- Associazione dei contadini bernesi: Presa di posizione sulla modifica della legge sulla caccia, 11.9.2026
- TVO: Abbattimento del lupo presto anche in primavera? Il cantone di San Gallo vuole la pelle del lupo, 13.10.2026
- Pro Natura, BirdLife Svizzera, Gruppo Lupo Svizzera, WWF Svizzera: Abbattimenti di lupi a scopo preventivo: controproducenti e inutili, 23.9.2026
- Consiglio d'Europa, Convenzione di Berna: Rapport du gouvernement, Dossier 2023/03, 18.11.2025
- Consiglio federale: Consultazione sulla legge sulla caccia rivista, 24.6.2026
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La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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