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Mondo animale

Undici daini sbranati: nessuno controlla davvero

A Bironico (TI) a metà ottobre si è consumato un dramma: undici daini sono stati uccisi in una notte presumibilmente da un lupo.

Redazione Wild beim Wild — 20 ottobre 2025

Un evento tragico, ma non sorprendente.

I animali si trovavano infatti in un recinto che non soddisfaceva i requisiti minimi di legge.

La IG Wild beim Wild presenta pertanto una denuncia penale, non solo contro il detentore degli animali, ma anche contro le autorità cantonali che, nonostante prescrizioni chiare, hanno rilasciato un'autorizzazione per questa detenzione.

Protezione sulla carta, non protezione degli animali

Le prescrizioni sono inequivocabili: i recinti per daini devono essere alti almeno due metri, costruiti in modo che gli animali non possano rimanere impigliati e che i predatori restino fuori. Nel Canton Ticino, tuttavia, a quanto pare non si bada molto a questi requisiti.

Undici daini morti ne sono la conseguenza. Non è colpa del lupo, che agisce secondo la sua natura. La colpa è dell'essere umano che lascia consapevolmente i propri animali senza protezione, e di un'autorità che ignora i propri obblighi di controllo.

O come lo formula la IG: «Una protezione sulla carta non è una protezione degli animali.»

Denuncia penale per maltrattamento di animali

La denuncia è rivolta da un lato contro il detentore degli animali, che ha ignorato le prescrizioni di protezione. Dall'altro, anche contro il servizio veterinario cantonale, che ha rilasciato l'autorizzazione. In gioco non vi sono solo violazioni della legge sulla protezione degli animali (LPA, OPAn, OSelvaggina), ma anche abuso di autorità ai sensi del Codice penale (CP).

Poiché: non solo il maltrattamento attivo è punibile, ma anche l'omissione contraria ai propri doveri. Chi detiene animali deve proteggerli. Chi rilascia un'autorizzazione deve assicurarsi che le misure di protezione siano presenti. Entrambi gli aspetti hanno nuovamente fallito clamorosamente a Bironico.

Il problema reale: con simili negligenze, i lupi vengono letteralmente invitati su un piatto d'argento a specializzarsi in animali da reddito e da recinto. Poi si alza un gran clamore e si torna a chiedere abbattimenti, invece di applicare finalmente il principio elementare: i detentori di animali sono responsabili, non il lupo.

Esigere responsabilità

L'IG Wild beim Wild chiede alla Procura di Bellinzona di avviare un procedimento penale e di chiarire le responsabilità in modo esaustivo. Ciò che è accaduto non è una catastrofe naturale, bensì un fallimento umano sistematico.

Finché le autorità rilasciano autorizzazioni «sulla carta» e i detentori di animali non prendono sul serio i loro obblighi di protezione, seguiranno altri drammi simili e ancora una volta i lupi verranno usati come capri espiatori.

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