Il Vaud prevede l'abbattimento di 612 cervi: il contingente più grande è al Mont Tendre
Secondo le proprie indicazioni, il cantone tiene conto nella pianificazione degli abbattimenti anche della densità dei predatori. Non dice quale ruolo giochi il branco di lupi apparentemente scomparso al Mont Tendre.
Foto simbolica: cervo nel bosco. Foto: heino eisner / Unsplash
«La pietra di sale»
Il canton Vaud vuole far abbattere 612 cervi quest'autunno. Negli anni 2024 e 2025 il piano di abbattimento ne prevedeva circa 500 ciascuno, il che corrisponde a un aumento di circa il 20 per cento. Lo ha dichiarato Frédéric Hofmann, capo della sezione Caccia, Pesca e Specie della Direzione generale dell'ambiente (DGE), il 9 ottobre 2026 a Keystone-ATS. La notizia è apparsa tra l'altro su Watson.
Lo stesso giorno, «24 heures» riportava che il branco di lupi al Mont Tendre sembra essere scomparso dopo diverse campagne di abbattimento. Leggendo entrambe le notizie l'una accanto all'altra, salta all'occhio un luogo: al Mont Tendre si trova il contingente regionale di cervi più grande del cantone.
I numeri del cantone
Dei 612 abbattimenti previsti, secondo la DGE 297 riguardano le Alpi e 307 il Giura, a cui si aggiungono otto cervi per la caccia individuale. I contingenti più grandi riguardano:
- Mont Tendre (Giura): 187 cervi
- Pays-d'Enhaut (Alpi): 180 cervi
- La Dôle (Giura): 78 cervi, qui l'obiettivo è stato ridotto
L'aumento viene motivato con i danni al bosco e all'agricoltura. Il cervo, un tempo scomparso nel Vaud e tornato dagli anni '80, beneficia tra l'altro di inverni meno rigidi. Nel 2019, secondo il cantone, l'equilibrio tra bosco e selvaggina non era stato raggiunto in quasi la metà dei boschi vodesi; una strategia cantonale dovrebbe ristabilirlo entro il 2030. Ai piedi del versante sud del Giura, i cervi mangiano la colza a fine inverno; le perdite di raccolto potrebbero raggiungere, su singole particelle, «plus de 50%», afferma Hofmann.
Per la pianificazione, il cantone si basa, secondo quanto dichiarato, su censimenti in settori chiave, risultati degli abbattimenti, l'intensità dei danni e «la densité des effectifs de grands prédateurs», ossia la densità dei predatori.
Cosa riporta «24 heures» sul Mont Tendre
Wild beim Wild segue gli interventi contro il branco del Mont Tendre fin dall'abbattimento dei primi cuccioli di lupo e i trappole per lupi nel Giura vodese. Secondo «24 heures» del 9 ottobre 2026, il branco «semble avoir disparu», cioè il branco attorno al maschio M351 sembra essere scomparso. Sébastien Beuchat, direttore della Direction des ressources et du patrimoine naturel, descrive così la situazione precedente: un unico branco, quello del Mont Tendre, era responsabile dell'80 per cento degli attacchi nel Giura vodese.
Il giornale indica per il Giura allargato i seguenti numeri di animali da reddito uccisi, feriti o scomparsi: 49 alla fine della stagione d'alpeggio 2023, 76 nel 2024, 63 nel 2025 e 16 negli ultimi dieci mesi. I periodi non sono delimitati in modo identico e quindi sono confrontabili solo in misura limitata.
Il giornale riferisce inoltre: sul territorio vodese il cantone conta ormai un solo branco, quello del Marchairuz, con almeno cinque lupi. Per questa stagione il canton Vaud non ha presentato alcuna domanda di regolazione all'Ufficio federale dell'ambiente. La politica cantonale in materia di lupo è costata 1,4 milioni di franchi, considerando tutte le misure insieme.
Il cantone interpreta questo sviluppo come il risultato degli abbattimenti. Gli esperti sono più cauti. Lo specialista del lupo Jean-Marc Landry afferma su «24 heures»: «La situation actuelle n'a rien de naturel», cioè che si tratta del risultato di abbattimenti massicci. Isabelle Germanier del Gruppo Lupo Svizzera osserva che la regolazione di un branco problematico porta a una diminuzione degli attacchi, «mais c'est temporaire».
La questione aperta al Mont Tendre
Secondo quanto dichiarato dal cantone, nella pianificazione degli abbattimenti si tiene conto anche della densità dei grandi predatori. Al Mont Tendre si pone quindi una domanda concreta: quale ruolo gioca il branco di lupi apparentemente scomparso nella determinazione del contingente di cervi? Le informazioni disponibili non rispondono a questa domanda. Come motivazione, il cantone cita la brucatura, i danni alle colture e inverni meno rigidi.
I lupi possono influenzare le popolazioni e l'uso dello spazio da parte dei cervi. Tuttavia, quanto questo alleggerisca la rinnovazione forestale dipende dalle condizioni locali. Uno studio condotto nella Polonia settentrionale (Wójcicki e Borowski, «Scientific Reports», 2023) ha riscontrato in riserve con branchi di lupi un modello di brucatura spazialmente diverso: i giovani faggi venivano brucati più raramente, le pinete invece più intensamente, e l'ipotesi di una brucatura generalmente inferiore si è confermata solo in parte. Ulteriori studi sono stati raccolti da Wild beim Wild nel contributo Senza lupo niente bosco: cosa significano i predatori per la Svizzera.
Proprio perché l'effetto dipende dal luogo, spetterebbe al cantone rendere trasparente il modo in cui pondera nella pianificazione la presenza o l'assenza di predatori. La stessa domanda si pone a livello federale, dove il Consiglio nazionale giustifica gli abbattimenti di lupi con i danni alle foreste. A tale proposito il contributo Più lupi, più danni al bosco? Il parlamento confonde il colpevole.
La regolazione come compito dello Stato, non sempre un'etichetta gradita
Il cantone considera sempre più la caccia come uno strumento di regolazione della popolazione. I circa 700 cacciatori ricreativi del Vaud, secondo Hofmann, tuttavia non sempre apprezzano di essere definiti regolatori o partner dello Stato, anche se il loro ruolo nella gestione della fauna selvatica è diventato «primordiale». Ciò rivela un campo di tensione tra attività ricreativa e gestione pubblica della fauna selvatica.
Per quanto riguarda il cinghiale, il servizio faunistico integra già in misura maggiore la caccia ricreativa. L'anno scorso i cacciatori ricreativi hanno ucciso 938 cinghiali, senza contingente totale; inoltre la Police faune-nature della DGE ha effettuato circa 400 abbattimenti. Un piano di gestione per il periodo 2026-2032 consente abbattimenti di regolazione anche in diverse aree protette, con limiti massimi fino a 60 cinghiali in singoli settori protetti. Hofmann ammette che i cinghiali imparano a eludere le strategie dei cacciatori ricreativi. Approfondimenti nel dossier Il cinghiale in Svizzera.
Breve nota dal comunicato Keystone-ATS: Il camoscio, le cui popolazioni nel Vaud tendono piuttosto a diminuire, ha un contingente di abbattimento di 237 animali. La munizione al piombo è vietata, con eccezioni, dal 1° agosto. A causa dell'elevata domanda, i ristoranti importano regolarmente selvaggina, tra l'altro dall'Europa dell'Est.
Neuchatel: popolazioni stabili nonostante lupo e lince
Sempre il 9 ottobre 2026, a Neuchatel il presidente della federazione cantonale dei cacciatori ricreativi, Gilles Walder, si è espresso presso Radio RTN. Dal 1° ottobre sono state rilasciate circa 160 licenze per la caccia al capriolo. Ogni persona può uccidere due caprioli, e fino al 9 novembre circa 300 animali. Riguardo alla crescente presenza di lupo e lince, Walder afferma che il numero di animali nei boschi rimane stabile, «selon les chiffres, les populations augmentent même légèrement».
L'affermazione di Walder dimostra che la presenza del lupo e della lince non comporta necessariamente un calo delle popolazioni selvatiche. La sua spiegazione, secondo cui le femmine potrebbero partorire più piccoli, viene da lui stesso esplicitamente definita come ipotesi. Dal rapporto, quindi, non si può dedurre né un meccanismo di compensazione specifico né un'affermazione generale sull'effetto dei predatori.
Conclusione
Il canton Vaud pianifica un aumento degli abbattimenti di cervi e, secondo le proprie indicazioni, tiene conto anche della densità dei grandi predatori. Al Mont Tendre si trova il contingente regionale più alto. Resta aperto quale importanza abbia per questa pianificazione il branco di lupi apparentemente scomparso. A Neuchatel, il presidente della federazione dei cacciatori ricreativi riferisce di popolazioni selvatiche stabili o in leggero aumento, nonostante la presenza del lupo e della lince.
Proprio una politica faunistica che intende proteggere il bosco dovrebbe spiegare in modo comprensibile come include il ruolo ecologico dei predatori nelle proprie decisioni. Ulteriori approfondimenti sono disponibili nel dossier Conflitto bosco-selvaggina: la narrazione sulla brucatura della caccia ricreativa.
Fonti
- Keystone-ATS via Watson: «Mauvaise nouvelle pour les cerfs dans le canton de Vaud», 9 ottobre 2026
- «24 heures»: «Après des tirs record, le loup s'est fait discret sur les alpages vaudois», Erwan Le Bec, 9 ottobre 2026 (a pagamento)
- Radio RTN: «La saison de la chasse sous le signe de la stabilité», 9 ottobre 2026
- Wójcicki, A. / Borowski, Z.: «The presence of wolves leads to spatial differentiation in deer browsing pressure on forest regeneration», Scientific Reports, 2023
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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