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Caccia

Tribunale: definire i cacciatori ricreativi "killer" non è diffamatorio

Il fotografo di animali Alain Prêtre è stato assolto nel 2021; nel 2022 il Tribunale cantonale ha confermato l'assoluzione per diffamazione e calunnia, ma lo ha condannato per ingiuria.

Redazione Wild beim Wild · 5 ottobre 2021

Il 30.9.2021 il tribunale di La Chaux-de-Fonds non ha ravvisato motivi per condannare il fotografo di animali Alain Prêtre per calunnia, diffamazione e ingiuria nei confronti dei cacciatori ricreativi neocastellani.

«Killer», «assassini» e «parassiti»

In tre e-mail il fotografo ha definito i cacciatori ricreativi «killer», «assassini» e «parassiti con un potere malvagio».

Il tribunale ha concluso di non poterlo condannare, poiché si era rivolto ai cacciatori ricreativi neocastellani in generale, e non a un singolo cacciatore ricreativo in particolare. L'imputato ha descritto le sue affermazioni come «ben ponderate» e «scelte con cura».

Pierre Meinis, avvocato dell'associazione della caccia ricreativa di Neuchâtel, si è detto sorpreso e deluso all'emittente radiofonica RTN: «I cacciatori ricreativi neocastellani sono stati chiaramente presi di mira. Ogni volta che si apre la caccia ricreativa viene aperto, veniamo sistematicamente accusati.»

Definire i cacciatori ricreativi come assassini non è l'espressione di un punto di vista o di un'opinione, ma della realtà. Sì, uccidono e decimano Animali selvatici, sì, assassinano specie minacciate, sì, mutilano gravemente caprioli, volpi, cervi e altri animali.

Alain Prêtre

L'assoluzione rafforza Prêtre

«La cosiddetta caccia ricreativa è, come suggerisce il nome stesso, un piacere, mortale per gli animali selvatici e talvolta anche per le persone. Lascio alla psichiatria il compito di descrivere la patologia legata a questa perversione, la caccia ricreativa!»

La sua assoluzione rafforza Alain Prêtre nel suo impegno contro la caccia ricreativa: «Lotterò fino all'ultimo respiro non solo contro i seppellitori della natura, ma contro tutti coloro che attentano all'integrità della biodiversità.»

Questo processo non era una cosa scontata, poiché la lobby della caccia ricreativa dispone di potenti possibilità di influenza, che utilizza anche in casi come questo. I cacciatori ricreativi hanno naturalmente la possibilità di fare appello contro la decisione del tribunale, ma Alain Prêtre, rappresentato dall'avvocata Marta Fiedorczuk-Hénin, è felice di questa bella vittoria.

Come è proseguita la vicenda: assoluzione parzialmente annullata

L'associazione della caccia ricreativa di Neuchâtel non ha accettato l'assoluzione e ha portato avanti il caso. Nel giugno 2022 il tribunale cantonale di Neuchâtel ha deciso: l'assoluzione dall'accusa di diffamazione e calunnia resta valida. Definizioni come «killer» e «assassini» erano rivolte ai cacciatori ricreativi come collettivo e non contro una persona specifica.

Alain Prêtre è stato invece condannato per ingiuria, per una singola frase volgare contenuta in una delle sue e-mail, che il tribunale ha valutato come offensiva ed espressione di disprezzo. La pena ammonta a 30 aliquote giornaliere da 30 franchi ciascuna, per un totale di 900 franchi. Un eventuale ricorso al Tribunale federale non è documentato pubblicamente.

Resta così fermo il nucleo della prima sentenza: chi critica aspramente la caccia ricreativa come collettivo e definisce i cacciatori ricreativi «killer» non lede con ciò l'onore di singole persone. Il limite si trova là dove la critica si trasforma in mera denigrazione. Come è andato a finire un procedimento dell'associazione CacciaSvizzera contro Wild beim Wild è descritto nell'articolo Successo: l'associazione JagdSchweiz perde la causa.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

Tutti gli articoli sono redatti dall'IG Wild beim Wild e da co-autrici e co-autori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'IA.

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