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Caccia

Tribunale: chiamare i cacciatori ricreativi «killer» non è diffamazione

Il fotografo naturalista Alain Prêtre è stato assolto dall'accusa di calunnia, diffamazione e insulti.

Redazione Wild beim Wild — 5. ottobre 2021

A La Chaux-de-Fonds il tribunale, il 30.9.2021, non ha ritenuto di dover condannare il fotografo naturalista Alain Prêtre per calunnia, diffamazione e insulti nei confronti dei cacciatori ricreativi neuchâtelois.

«Killer», «assassini a tradimento» e «parassiti»

In tre e-mail il fotografo aveva definito i cacciatori ricreativi come «killer», «assassini a tradimento» e «parassiti con potere malvagio».

Il tribunale è giunto alla conclusione di non poterlo condannare, poiché si era rivolto ai cacciatori ricreativi neuchâtelois in generale, ma non a un singolo cacciatore ricreativo in particolare. L'imputato ha definito le proprie affermazioni «ben ponderate» e «scelte con cura».

Pierre Meinis, avvocato dell'associazione dei cacciatori ricreativi neuchâtelois, si è detto sorpreso e deluso alla radio RTN: «I cacciatori ricreativi neuchâtelois sono stati chiaramente presi di mira. Ogni volta che la caccia ricreativa viene aperta, veniamo sistematicamente accusati.»

Definire i cacciatori ricreativi come assassini non è l'espressione di un punto di vista o di un'opinione, bensì della realtà. Sì, uccidono e decimano la fauna selvatica, sì, massacrano specie minacciate, sì, mutilano gravemente caprioli, volpi, cervi e altri animali.

Alain Prêtre

L'assoluzione rafforza Prêtre

«La cosiddetta caccia ricreativa è, come suggerisce il nome, un passatempo, letale per la fauna selvatica e talvolta anche per gli esseri umani. Lascio alla psichiatria il compito di descrivere la patologia associata a questa perversione, la caccia ricreativa, !»

La sua assoluzione rafforza Alain Prêtre nella sua azione contro i cacciatori ricreativi: «Combatterò fino all'ultimo respiro, non solo contro i becchini della natura, ma contro tutti coloro che attaccano l'integrità della biodiversità.»

Questo processo non era affatto scontato, poiché i cacciatori ricreativi dispongono di potenti mezzi d'influenza, che utilizzano anche in casi come questo. I cacciatori ricreativi hanno naturalmente la possibilità di ricorrere in appello contro la decisione del tribunale, ma Alain Prêtre, rappresentato dall'avvocatessa Marta Fiedorczuk-Hénin, si rallegra di questa bella vittoria.

Per saperne di più sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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