Fotografo naturalistico in tribunale a causa dei cacciatori ricreativi
Il fotografo naturalistico Alain Prêtre è comparso giovedì mattina, il 1.7.2021, davanti al tribunale di polizia di La Chaux-de-Fonds.
Conosciamo il fotografo naturalistico Alain Prêtre per la sua posizione a favore della biodiversità e contro le pratiche venatorie.
Computer sequestrato
«Questa volta i cacciatori ricreativi ce l'hanno con me», dice. Nel dicembre 2020 la polizia ha bussato alla porta della sua casa a Chaux-de-Fonnier per sequestrare il suo computer con un mandato.
Gli sono stati contestati diffamazione e insulti. L'imputato ha definito i cacciatori ricreativi neuchâtelois, in tre e-mail, assassini, attentatori e parassiti con cattive intenzioni.
La federazione venatoria di Neuchâtel ha presentato una denuncia contro Alain Prêtre per diffamazione e insulti dopo l'invio di tre e-mail. «Guerra e morte alla caccia ricreativa», ha scritto Alain Prêtre in riferimento al rifiuto della revisione della legge sulla caccia del 27.9.2020 da parte dei cittadini svizzeri.
Multa di 45 aliquote giornaliere
Alla luce delle dichiarazioni del fotografo, il pubblico ministero chiede una multa di 45 aliquote giornaliere da 30 franchi ciascuna.
«Assumo piena responsabilità dell'uso di questi termini», ha scritto l'imputato in un post su Facebook. Diversi difensori dei diritti animali, come il presidente della Lega Francese per la Protezione degli Uccelli, Allain Bougrain-Dubourg, e l'ex attrice Brigitte Bardot, hanno già espresso il loro sostegno.
Qualora venisse condannato, Alain Prêtre promette già di fare appello: «Sono come un fox terrier: quando mordo, non mollo più», promette.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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