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Caccia

Oche del Nilo abbattute allo Stadlersee: la caccia ricreativa distrugge l'idillio

Allo Stadlersee di Stadel bei Niederglatt ZH, un cacciatore ricreativo ha abbattuto sabato scorso una coppia di oche del Nilo.

Redazione Wild beim Wild — 7 aprile 2026

Il maschio galleggiava morto nel lago, la femmina è stata abbattuta in un campo adiacente.

I passanti e i residenti, che avevano osservato la coppia di oche per mesi e si erano rallegrati della sua prole, hanno reagito con sgomento e dolore. Un residente ha persino creato un sito commemorativo, scrive 20.min.ch.

Invasiva o semplicemente indesiderata?

L'oca del Nilo è originaria dell'Africa e fu introdotta in Europa nel XVIII secolo come uccello ornamentale. Fuggiti dalla cattività, gli animali fondarono popolazioni selvatiche. Dal 2003 la specie nidifica anche in Svizzera. Nell'UE è elencata dal 2017 come «specie esotica invasiva» e la legge federale svizzera obbliga i Cantoni a impedire la diffusione della popolazione nidificante.

Ma cosa significa davvero «invasivo»? L'oca del Nilo sfrutta habitat simili a quelli degli uccelli acquatici autoctoni e può entrare in concorrenza con essi. BirdLife Svizzera conferma che siano necessarie misure. Al contempo, l'organizzazione ammette che gli animali avrebbero anche potuto essere catturati. Il ricorso al fucile non è dunque affatto privo di alternative.

La caccia ricreativa come «soluzione»: comoda, brutale, discutibile

Il caso dello Stadlersee mostra in modo esemplare come funziona la caccia ricreativa: un cacciatore ricreativo abbatte due animali apprezzati dalla popolazione locale, si appella alla legalità e scompare. Rimangono animali morti e persone in lutto. Il fatto che l'abbattimento fosse «giuridicamente ineccepibile» non lo rende eticamente accettabile.

La caccia ricreativa si propone sempre come soluzione semplice laddove sarebbero necessari approcci più differenziati. Cattura, reinsediamento, gestione delle covate, dissuasione: tutti questi metodi esistono e vengono impiegati con successo in altri Paesi. Eppure richiedono competenza, pazienza e la volontà di trattare gli animali come esseri senzienti, non come bersagli.

Quando la compassione viene dichiarata un problema

Particolarmente significativa è la reazione al dolore del residente. Nelle sezioni dei commenti e da parte dei cacciatori ricreativi, la compassione per gli animali viene regolarmente liquidata come ingenua o «antropomorfica». Il cosiddetto «effetto aaah» viene deriso. Eppure la capacità di provare empatia per altri esseri viventi non è una debolezza. È l'espressione di un cambiamento di valori che la lobby della caccia ricreativa cerca di arrestare con ogni mezzo.

Il residente lo dice chiaramente: gli animali sono spesso i migliori esempi da seguire. Una coppia di oche del Nilo che alleva insieme i propri piccoli merita più rispetto di un cacciatore ricreativo che le abbatte di sorpresa.

La domanda più grande: a chi appartiene la natura?

L'incidente allo Stadlersee solleva una domanda fondamentale: a chi appartiene la natura? Ai cacciatori ricreativi, che decidono di vita e di morte con contratti d'affitto e licenze di caccia? O alla collettività, che si diletta della fauna selvatica e aspira a una convivenza non violenta?

La regolamentazione delle specie invasive può essere necessaria in determinati casi. Ma il modo in cui viene attuata dice molto sulla nostra società. Finché la caccia ricreativa sarà considerata lo strumento standard, scene come quella allo Stadlersee non cesseranno: spari in pieno giorno, animali morti davanti agli occhi di famiglie e bambini, e la cinica dichiarazione che tutto è «perfettamente legale».

È tempo che la Svizzera percorra altre strade. Strade che rendano giustizia sia alla protezione delle specie sia alla protezione degli animali. La caccia ricreativa non ne fa parte.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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