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Lepre europea Svizzera: Minacciata, cacciata e ignorata

La lepre europea è inclusa nella Lista Rossa delle specie minacciate. Le sue popolazioni sono in declino da decenni. Nonostante ciò, viene ancora cacciata dai cacciatori per hobby in diversi cantoni, circa 1'600 animali all'anno. Nessun altro esempio mostra l'inconsistenza del sistema venatorio svizzero più chiaramente della caccia a questo animale minacciato.

Scheda informativa

La lepre europea (Lepus europaeus) appartiene alla famiglia delle lepri (Leporidae) ed è un abitante tipico del paesaggio culturale aperto. Colonizza campi, prati, pascoli e aree agricole strutturate, sempre più anche quote elevate. A differenza del coniglio, la lepre europea non scava tane. È un animale solitario che di giorno si nasconde in depressioni poco profonde (covi) tra la vegetazione e in caso di pericolo conta sulla sua enorme capacità di sprint, con velocità fino a 70 km/h e manovre brusche a zigzag.

Biologia e riproduzione

La lepre europea può teoricamente riprodursi tre-quattro volte all'anno. La femmina partorisce da due a quattro leprotti per figliata, che a differenza dei conigli nascono già pelosi e vedenti (nidifughi). I leprotti rimangono nel covo nelle prime settimane e vengono allattati dalla madre solo una-due volte al giorno, per non attirare l'attenzione dei predatori verso il nido.

Nonostante l'alto tasso riproduttivo, la lepre europea è una specie vulnerabile. La mortalità dei leprotti è del 60-80%, causata da falciatrici, predazione (volpe, rapaci, cornacchie), condizioni meteorologiche e disturbi. In condizioni naturali, questa alta mortalità giovanile viene compensata dal tasso riproduttivo. Ma quando la qualità dell'habitat diminuisce, questo equilibrio si rompe.

Status Lista Rossa

La lepre europea è classificata come «vulnerabile» (VU, Vulnerable) nella Lista Rossa dei mammiferi svizzeri (UFAM 2022). Ciò significa: esiste un rischio elevato che la specie scompaia dalla Svizzera a medio termine, se le cause di minaccia non vengono eliminate.

Il declino: Da 70'000 a 1'600 abbattimenti

Declino storico

Le statistiche venatorie documentano il declino della lepre europea in Svizzera con chiarezza allarmante. Nel 1947, nel periodo postbellico, in tutta la Svizzera venivano ancora abbattute circa 70'000 lepri europee. Nei decenni seguenti la popolazione crollò rapidamente. Intorno al 2000 si registravano solo circa 2'500 abbattimenti. Oggi vengono ancora uccise annualmente circa 1'600 lepri europee. Le attuali densità di popolazione si attestano mediamente a sole tre lepri per chilometro quadrato. Negli anni '90 erano ancora oltre quattro.

Cause del declino

La causa principale del declino della popolazione è l'intensificazione dell'agricoltura. La ricomposizione fondiaria ha distrutto siepi, terreni incolti e bordi dei campi che servono alla lepre europea come riparo e fonte di cibo. La concimazione e l'uso di pesticidi impoveriscono la diversità vegetale e riducono l'offerta alimentare. La gestione meccanizzata con macchine sempre più grandi e veloci uccide direttamente i leprotti. La frammentazione del paesaggio attraverso strade e insediamenti divide gli habitat e aumenta la mortalità stradale. Nelle vicinanze di aree residenziali si aggiungono come ulteriore fonte di pericolo cani e gatti vaganti.

La lepre europea è un animale da fuga che dipende da habitat estesi e interconnessi. Singoli pascoli non coltivati in mezzo a strade e insediamenti le sono di poco aiuto, perché durante la fuga rischia di essere investita da un'automobile. L'attuale paesaggio rurale svizzero è diventato per la lepre europea una trappola in molti luoghi.

La caccia: Tradizione sopra la protezione della specie

Situazione giuridica

Secondo la vigente Legge federale sulla caccia (LCP, art. 5 cpv. 1 lett. f), la lepre europea è cacciabile nonostante il suo status di Lista Rossa. Il periodo di caccia si estende dal 1° ottobre al 31 dicembre. I Cantoni possono abbreviare il periodo di caccia o proteggere completamente la lepre europea, ma non sono obbligati a farlo.

Chi spara, chi risparmia?

Dei 26 Cantoni, 11 hanno protetto la lepre europea a livello cantonale tutto l'anno, tra cui il Canton Zugo. Otto ulteriori Cantoni hanno abbreviato il periodo di caccia rispetto alla legge federale. Nei Cantoni rimanenti l'abbattimento è possibile, con singole associazioni venatorie che rinunciano volontariamente.

Particolarmente evidente: il Canton Grigioni presenta costantemente numeri elevati di abbattimenti di lepri europee. La giustificazione delle autorità cantonali è che la caccia sia «tradizione» e corrisponda a un «uso sostenibile di una risorsa naturale». I proventi delle tasse di licenza vengono investiti nella guardiacaccia, che crea attivamente habitat.

Questo argomento illustra la logica cinica del sistema venatorio: un animale minacciato continua a essere ucciso affinché i proventi della sua uccisione possano essere utilizzati per la sua protezione.

La revisione fallita

Nel quadro della revisione della legge sulla caccia (LCP), respinta dal popolo nel 2020, le associazioni ambientaliste avrebbero voluto fermare la caccia a specie minacciate come la lepre europea, il fagiano di monte e la beccaccia. Questa richiesta fallì per la resistenza politica della lobby dei cacciatori per hobby. Pro Natura constatò allora: Per la caccia folcloristica a pernice bianca, fagiano di monte, beccaccia e lepre europea non esistono ragioni dal punto di vista della biologia faunistica. Gli animali non causano danni e non devono essere controllati nel loro stock.

L'UFAM argomentava che un divieto di caccia a livello federale sarebbe opportuno solo se la lepre fosse «sotto pressione in tutta la Svizzera a causa della caccia». La causa principale del declino risiederebbe nella trasformazione dell'habitat. Questo argomento è formalmente corretto e al tempo stesso devastante: protegge l'ultimo fattore di pressione rimanente, la caccia per hobby, perché non è il fattore principale. Dal punto di vista ecologico è vero esattamente l'opposto: quando una specie è già sotto pressione a causa di altri fattori, ogni ulteriore fattore di mortalità deve essere eliminato, non tollerato.

Maggiori informazioni: Dossier: Caccia e biodiversità

La lepre comune come specie indicatrice

Cosa significa la sua scomparsa

La lepre comune ha una funzione chiave per la scienza: è una specie indicatrice. Il suo stock indica come sta la biodiversità nel paesaggio agricolo aperto. Se la lepre comune sta male, se ne può dedurre che anche gli uccelli dei campi (pavoncella, allodola), gli insetti (api selvatiche, coleotteri carabidi), gli anfibi e numerose specie vegetali in questo paesaggio stanno male.

Per converso questo significa: se la lepre comune si riprende, ne beneficia l'intera comunità di specie del paesaggio agricolo. Siepi e maggesi ai margini di campi e boschi, che giovano alla lepre comune, sono simultaneamente habitat per dozzine di altre specie. La promozione della lepre comune è quindi una leva per l'intera biodiversità agricola.

La Confederazione manca i propri obiettivi

La Confederazione si è posta obiettivi propri nel quadro della Strategia Biodiversità Svizzera. Tra questi figura la stabilizzazione e promozione delle specie minacciate. Per la lepre comune la Confederazione manca clamorosamente questi obiettivi. Lo stock continua a diminuire, la caccia per hobby non viene limitata e la valorizzazione dell'habitat procede a rilento. La Fondation Franz Weber ha avvertito che la Svizzera potrebbe perdere irreversibilmente la lepre comune se non si agisce con decisione.

Maggiori informazioni: Dossier: Miti della caccia

L'assurda contemporaneità: cacciare e promuovere

Progetti di promozione accanto agli abbattimenti

L'incoerenza del sistema svizzero non si mostra da nessuna parte più chiaramente che con la lepre comune. In singoli cantoni sono in corso progetti di promozione: gli agricoltori creano maggesi e siepi, i biologi cartografano gli stock, i cacciatori partecipano ai conteggi. Simultaneamente negli stessi cantoni o in cantoni limitrofi vengono sparate lepri comuni. Vengono investiti fondi pubblici nella valorizzazione dell'habitat, mentre la caccia per hobby continua a decimare lo stock fragile. Questa contemporaneità di promuovere e uccidere non è solo ecologicamente insensata, ma anche economicamente discutibile.

Il confronto con altri paesi

In diversi paesi europei la caccia alla lepre comune è già stata sospesa o fortemente limitata. Nei Paesi Bassi la lepre comune non è più cacciabile dal 2004, dopo che gli stock erano diminuiti drasticamente. In parti della Germania e dell'Austria valgono rigorosi periodi di divieto e divieti di caccia in aree con bassa densità di popolazione. La Svizzera è in ritardo su questo punto.

Cosa dovrebbe cambiare

  • Divieto di caccia immediato e su scala nazionale sulla lepre comune: Una specie minacciata che non causa danni e non deve essere regolata non può essere cacciata. La caccia alla lepre comune non è giustificata né ecologicamente né eticamente. Quello che 11 cantoni hanno già implementato da tempo deve essere ancorato nel diritto federale.
  • Massiccia valorizzazione dell'habitat nel paesaggio agricolo: Siepi, maggesi, strisce marginali dei campi e pascoli estensivi devono essere promossi su larga scala e in modo vincolante. Le attuali superfici di compensazione ecologica non bastano né in estensione né in qualità per fermare il declino della lepre comune e dell'intera biodiversità agricola.
  • Riduzione della frammentazione del paesaggio: Strade e insediamenti frammentano gli habitat della lepre europea. Corridoi faunistici e ponti verdi devono essere pianificati e realizzati con maggiore intensità per garantire la connettività delle popolazioni.
  • Monitoraggio nazionale della lepre europea: I dati attuali sulle popolazioni si basano su stime cantonali metodologicamente disomogenee e lacunose. Un monitoraggio a livello nazionale con metodologia standardizzata è prerequisito per una strategia di protezione basata su evidenze scientifiche.
  • Estensione del divieto di caccia ad altre specie minacciate: Quello che vale per la lepre europea vale anche per il fagiano di monte, la pernice bianca e la beccaccia. La caccia folcloristica a specie minacciate che non causano danni deve essere interrotta.

Argomentario

«La lepre europea non è minacciata dalla caccia per hobby – la causa principale è l'agricoltura.» La causa principale è correttamente identificata. Tuttavia l'argomento è ecologicamente mal applicato: quando una specie è già sotto pressione per perdita di habitat, ogni fattore aggiuntivo di mortalità deve essere eliminato. 1'600 abbattimenti all'anno di una specie minacciata non sono «sostenibili», ma controproducenti. La caccia per hobby peggiora una situazione già critica.

«La caccia alla lepre europea è tradizione e parte dell'utilizzo sostenibile.» «Utilizzo sostenibile» presuppone che la popolazione sia stabile o in crescita. Per la lepre europea è vero il contrario: la popolazione diminuisce da decenni. Quello che viene difeso come tradizione è il prelievo continuato da una popolazione in declino. La tradizione non è un argomento contro la protezione delle specie.

«I proventi della caccia alla lepre europea confluiscono nella protezione della natura.» Uccidere un animale minacciato per finanziare con i proventi la sua protezione è un ragionamento circolare. La protezione della natura deve essere organizzata e finanziata indipendentemente dal diritto di caccia. Chi vuole proteggere la natura non ha bisogno di una licenza di caccia.

«Nel nostro cantone la lepre europea è ancora sufficientemente numerosa per la caccia.» La classificazione «vulnerabile» della Lista Rossa vale a livello nazionale. La «stabilità» cantonale è spesso un'interpretazione errata di dati lacunosi. Finché non sarà disponibile un monitoraggio nazionale con dati attendibili, ogni dichiarazione cantonale di innocuità non è scientificamente sostenibile.

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La nostra pretesa

La lepre comune è l'animale simbolo di un paesaggio culturale perduto. La sua storia è la storia dell'estinzione delle specie svizzere in piccolo: un declino lento e ben documentato che tutti vedono e nessuno ferma. Il fatto che continui a essere cacciata nonostante lo status di Lista Rossa non è espressione di utilizzo sostenibile, ma il fallimento di una politica della fauna selvatica che mette gli interessi dei cacciatori per hobby sopra la protezione delle specie. La conseguenza è chiara: la caccia alla lepre comune deve essere immediatamente sospesa a livello nazionale. Quello che 11 cantoni hanno già implementato non può più essere trattato come facoltà cantonale dal diritto federale. Questo dossier viene costantemente aggiornato quando nuovi dati, studi o sviluppi politici lo richiedono.

Di più sul tema caccia per hobby: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.