Il Vallese può uccidere i lupetti: tre branchi attendono ancora l'abbattimento totale
Cinque degli undici branchi di lupi vallesani sono oggetto di provvedimenti, totali o parziali. Le motivazioni alla base delle richieste restano pubblicamente poco chiare.
«Macchina per capri espiatori»
L'Ufficio federale dell'ambiente ha autorizzato il canton Vallese a far uccidere fino a due terzi dei cuccioli nati nel 2026 in due branchi di lupi.
Allo stesso tempo, sono ancora pendenti tre richieste per la rimozione completa di altri branchi. Il cantone intende così eliminare, del tutto o in parte, cinque degli attuali undici branchi di lupi presenti sul suo territorio.
Che cosa ha autorizzato la Confederazione il 18 settembre
Secondo il comunicato stampa del canton Vallese del 18 settembre 2026, l'UFAM ha accolto due richieste relative alla cosiddetta regolazione proattiva. Sono interessati i branchi di Nendaz-Isérables e Les Toules. In entrambi i branchi possono essere uccisi fino a due terzi dei giovani lupi nati quest'anno. I provvedimenti sono in vigore dal 18 settembre 2026 e restano validi fino al 31 gennaio 2027.
Il cantone aveva presentato le sue richieste il 28 agosto 2026, in totale cinque. La base giuridica è l'ordinanza sulla caccia (OCP) riveduta, in vigore dal 1° febbraio 2025, che consente abbattimenti prima che si verifichi un danno concreto. Il cantone giustifica gli interventi con l'obiettivo di ridurre i conflitti nelle zone in cui si verificano attacchi al bestiame.
Tre branchi destinati a scomparire del tutto
Finora hanno ricevuto meno attenzione le altre tre richieste. Per i branchi di Nanz, Augstbord e Réchy-Anniviers il Vallese chiede la rimozione totale, ossia l'uccisione di tutti gli animali. Su queste richieste l'UFAM non si è ancora pronunciato: sono tuttora pendenti.
Il calcolo è semplice: al 17 settembre 2026 il cantone conta undici branchi sul proprio territorio. Cinque di questi sono oggetto di provvedimenti, totali o parziali. Se tutte le richieste venissero accolte, tre gruppi familiari scomparirebbero completamente, mentre altri due perderebbero gran parte della loro prole.
Le motivazioni restano invisibili
Non è pubblicamente comprensibile su cosa si basino nel dettaglio le richieste. Il comunicato stampa non indica il numero di predazioni per branco, non fornisce dati sulla protezione delle greggi sugli alpeggi interessati e non presenta prove genetiche che attribuiscano i danni a un branco specifico. Eppure è esattamente questa la questione su cui si misura la proporzionalità di un intervento.
A livello svizzero, le predazioni di animali da reddito nell'estate alpina 2026 sono nettamente diminuite. La SRF ha riportato 183 animali da reddito uccisi rispetto ai 402 dello stesso periodo dell'anno precedente. David Gerke, direttore del Gruppo Lupo Svizzera, ha dichiarato alla SRF che gli abbattimenti di regolazione possono alleviare la situazione a livello locale, ma non sono responsabili del calo su vasta scala. Il fattore decisivo è la protezione delle greggi. Proprio il Vallese, che ha abbattuto gran parte della propria popolazione di lupi, continua a registrare più predazioni rispetto ad altri cantoni, soprattutto laddove la protezione delle greggi presenta lacune.
I precedenti vallesani
La fiducia nella politica vallesana in materia di lupi è compromessa. Wild beim Wild ha documentato come una lupa autorizzata all'abbattimento in quanto "lupo solitario" sia stata uccisa, per poi rivelarsi essere una madre: Vallese: il «lupo solitario» era una madre, rapporto taciuto. Il bilancio dell'ultimo periodo di regolazione si trova nel Bilancio dei lupi vallesano 2025/2026.
Cosa significa una rimozione totale
Un branco di lupi è una famiglia. Se viene eliminato completamente, resta un territorio che prima o poi verrà occupato da nuovi animali, spesso giovani e inesperti. Se ciò riduca i conflitti con l'allevamento o ne crei di nuovi dipende essenzialmente dal fatto che le greggi sugli alpeggi interessati siano protette o meno. Senza una protezione delle greggi efficace, un abbattimento totale sposta il problema invece di risolverlo.
Domande aperte al cantone e all'UFAM
- Quante predazioni di animali da reddito sono state attribuite singolarmente ai branchi Nanz, Augstbord e Réchy-Anniviers, e in quali periodi?
- Quanti incidenti si sono verificati nonostante una protezione delle greggi correttamente attuata?
- Quali misure di protezione delle greggi erano in atto sugli alpeggi interessati, e come è stata controllata la loro attuazione?
- Quali prove genetiche attribuiscono i danni a quale branco?
- Secondo quali criteri l'UFAM distingue una regolazione dalla rimozione completa di un branco, ed entro quando verrà presa la decisione?
Finché queste domande restano senza risposta, non è possibile valutare se gli abbattimenti totali richiesti siano proporzionati. Wild beim Wild continuerà a riferire sulle decisioni dell'UFAM. Approfondimenti sulla politica svizzera in materia di lupi nel Dossier Lupo in Svizzera.
Fonti: Cantone Vallese, comunicato stampa del 18.09.2026; watson.ch/Keystone-SDA, 18.09.2026; SRF: Gli abbattimenti controversi dei lupi hanno comunque dato dei risultati?
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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