19.09.2026, 16:21

Cerca

Podcast

Episodio podcast: i diritti degli animali tra caccia e protezione

Quando gli studi smentiscono le leggende venatorie, la protesta scompare e il benessere animale resta selettivo.

Redazione Wild beim Wild — 23 agosto 2026

In questa puntata del podcast di Wild beim Wild si parla di una serie di eventi che mettono in discussione le narrazioni correnti su caccia, diritti animali e benessere animale: alcuni studi tolgono alla caccia alla volpe la sua base empirica, una grande manifestazione per i diritti animali a Zurigo rimane quasi invisibile a livello mediatico, e un tragico decesso in Ticino solleva interrogativi sulla pressione politica e sulle conseguenze personali dell'attivismo.

Nel focus su caccia e scienza diverse ricerche mostrano che una caccia intensiva alla volpe non riduce in modo duraturo le popolazioni di volpi né riduce in modo affidabile i danni al pollame. Molti danni sono piuttosto legati a una protezione insufficiente degli allevamenti. Anche dal punto di vista economico la caccia appare discutibile: i costi di controllo possono superare nettamente i danni segnalati. Per la Svizzera viene inoltre trattato il tema secondo cui gli abbattimenti di lupi possono comportare costi pubblici considerevoli, mentre i cantoni talvolta non rendono trasparenti questi costi di attuazione.

Altri esempi mostrano quanto sia difficile per le istituzioni ricorrere ad alternative all'uccisione: quattro cervi damma maschi nel parco faunistico di Königsfelden sono stati abbattuti, sebbene in precedenza fosse stato possibile trovare sistemazione ad altri singoli animali. La Giornata mondiale per la fine dello specismo, il 29 agosto, costituisce la cornice etica per la richiesta di trattare gli animali selvatici come individui con interessi propri, e non come popolazione disponibile.

Un secondo focus riguarda la visibilità mediatica. Secondo gli organizzatori, la più grande manifestazione per i diritti animali della Svizzera, con 3'200 partecipanti a Zurigo, ha ricevuto scarsissima attenzione da parte dei grandi media online svizzeri. Allo stesso tempo, la puntata segnala una risonanza internazionale: BBC Future ha rimandato a un articolo di wildbeimwild.com sulla classificazione scientificamente controversa del procione come specie invasiva.

Nel tema «Salvataggio e i suoi limiti» emerge chiaramente che gli animali provenienti da allevamenti di pellicce o da lunghi anni di cattività spesso non possono semplicemente essere rimessi in libertà. La storia di SaveAFox e uno studio sugli orsi grizzly orfani lo dimostrano: cure bene intenzionate possono rendere gli animali inadatti alla sopravvivenza in libertà. Anche gli zoo, secondo l'analisi discussa, contribuiscono solo in misura limitata alle reintroduzioni, in particolare per quanto riguarda i carnivori.

Per concludere, la puntata affronta il tema dei doppi standard nella protezione degli animali. La denuncia penale della Protezione Svizzera degli Animali nel caso Ramiswil richiede, per i cani uccisi, una valutazione individuale e alternative alla soppressione. Questi principi però non valgono per i milioni di animali da reddito che ogni anno vengono macellati in Svizzera. Il caso viene classificato come espressione di specismo.

L'edizione si conclude con il caso ticinese riguardante il consigliere di Stato Zali: dopo la pubblicazione di alcune registrazioni audio, egli ha annunciato le sue dimissioni; poco dopo, una presidente di lunga data del gruppo per i diritti degli animali «Offensiva Animalista», che aveva diffuso le registrazioni, è stata trovata morta nel lago di Lugano. Al momento della chiusura redazionale, la causa della morte era ancora ignota.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

Tutti gli articoli sono redatti dall'IG Wild beim Wild e da co-autrici e co-autori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'IA.

Sostieni il nostro lavoro

Con la tua donazione contribuisci a proteggere gli animali e a dare voce alla loro causa.

Dona ora →