5 agosto 2026, 14:07

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Criminalita & Caccia

La giustizia e la politica dei Grigioni sotto pressione: schemi di insabbiamento e clientelismo

Diversi casi indipendenti mostrano problemi strutturali nella procura e nei tribunali dei Grigioni.

Redazione Wild beim Wild — 5 agosto 2026
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«Il clientelismo verde»

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Diversi casi indipendenti tra loro degli ultimi anni hanno suscitato nei Grigioni critiche verso la procura, i tribunali e il governo. Vengono criticati i procedimenti lunghi, una vicinanza tra le autorita e gli imputati, nonche una trasparenza percepita come carente. Anche la copertura giornalistica critica verso la caccia per hobby di wildbeimwild.com e direttamente interessata da tali procedimenti.

Questo articolo inquadra i singoli casi. Distinguiamo consapevolmente tra i fatti comprovati e la nostra valutazione come redazione critica verso la caccia. Emerge una caratteristica ricorrente: in diversi di questi casi e stata un'istanza superiore, non da ultimo il Tribunale federale, a correggere le decisioni cantonali.

Decreto penale contro wildbeimwild.com

I fatti. Nel febbraio 2024 un cacciatore per hobby dei Grigioni ha sporto denuncia penale contro wildbeimwild.com per presunta lesione dell'onore. Il pretesto era un'immagine simbolica che egli stesso aveva pubblicato pubblicamente 9 anni prima. Dopo un primo interrogatorio nel maggio 2024 a Roveredo, il procedimento è rimasto fermo per oltre un anno. A un secondo interrogatorio fissato per la primavera 2025 la persona interessata non ha potuto recarsi per motivi di salute, comprovandolo con un certificato medico che attestava una frattura di Weber B. Il 3 luglio 2025 il procuratore Ursin Brunett ha emesso comunque un decreto d'accusa. Dopo l'opposizione, la persona è stata nuovamente convocata a un interrogatorio a Coira, sebbene avesse più volte comprovato con certificati medici la propria incapacità di viaggiare dovuta all'infortunio. Poiché non si è presentata all'appuntamento del 18 settembre 2025, l'autorità ha considerato ciò, sulla base dell'articolo 355 del Codice di procedura penale, come ritiro dell'opposizione e ha dichiarato il decreto d'accusa passato in giudicato. La persona è stata obbligata a pagare le spese procedurali di 1’245 franchi.

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L'inquadramento. Dal punto di vista di wildbeimwild.com è scandaloso che l'incapacità di viaggiare comprovata da certificato medico non abbia avuto alcun ruolo nel prosieguo del procedimento e non venga menzionata nel decreto di abbandono. Si è così giunti a una condanna senza che la persona interessata abbia mai potuto far valere il proprio impedimento davanti al tribunale, sebbene la pubblicazione alla base fosse, secondo la sua ricostruzione, da tempo prescritta. Se questo modo di procedere sia stato giuridicamente corretto è più che discutibile.

A una critica analoga è andato incontro un caso affine, documentato dal portale investigativo Inside Justiz. Secondo tale portale, Ursin Brunett ha condannato un presunto autore di una lettera al giornale a oltre 10’000 franchi. Secondo il rapporto, il numero di cellulare indicato dalla polizia cibernetica di San Gallo non poteva, secondo l'informazione di Swisscom, essere collegato all'indirizzo IP del commento; l'imputato sarebbe stato comunque condannato. Questa ricostruzione proviene da Inside Justiz; la sentenza stessa non è disponibile presso wildbeimwild.com.

Un procedimento contro un ex giudice amministrativo

I fatti. Un ex giudice amministrativo di Coira è stato condannato in primo grado a 23 mesi di pena detentiva con la condizionale per stupro, molestie sessuali e minacce, sensibilmente al di sotto della richiesta della procura. Secondo i resoconti dei media, l'istruttoria è stata condotta dalla procuratrice Corina Collenberg, che pare dessse del tu all'imputato; la sua ex partner lavorava, stando alle informazioni, presso la stessa autorità. È stato inoltre riferito che non sono stati effettuati accertamenti forensi e che le persone informate sui fatti sono state interrogate solo circa due anni dopo il fatto. Presso il tribunale d'appello, il collegio giudicante per l'udienza d'appello era in parte composto da ex colleghi dell'imputato, e il pubblico è stato escluso dall'udienza.

L'inquadramento. Secondo il codice di procedura penale, l'esclusione del pubblico deve essere motivata in modo proporzionato e riferito al caso specifico. Dal punto di vista di wildbeimwild.com, la combinazione di vicinanza personale nell'istruttoria, interrogatori fissati tardivamente e un collegio giudicante composto in parte da ex colleghi solleva interrogativi sulla distanza istituzionale. Valutiamo criticamente anche il fatto che la procura abbia successivamente trasformato il proprio appello in un appello incidentale, rendendosi così dipendente dal comportamento dell'imputato. Si tratta della nostra valutazione dello svolgimento del procedimento riportato pubblicamente, non dell'accusa di un atto punibile nei confronti dei funzionari coinvolti.

Responsabilità al vertice

I fatti. Per entrambi i procedimenti sopra menzionati, la responsabilità suprema spetta a Claudio Riedi, dal 2016 primo procuratore del cantone dei Grigioni. A lui sottostanno sia Ursin Brunett sia Corina Collenberg. In qualità di primo procuratore, Riedi definisce le linee guida del perseguimento penale. Nel procedimento per lesione dell'onore contro wildbeimwild.com hanno firmato tre procuratori: il primo procuratore Claudio Riedi, il procuratore capo Maurus Eckert nonché Ursin Brunett, responsabile del caso.

L'inquadramento. Indipendentemente da chi tratti il singolo caso, la direzione dell'autorità porta la responsabilità strutturale di come vengono gestite le procedure delicate. Il fatto che per una procedura che, dal punto di vista della redazione, avrebbe potuto essere archiviata precocemente per prescrizione, abbiano firmato ben tre procuratori, lo valutiamo come un notevole dispendio di personale. Che l'autorità agisca con riservatezza nei temi della caccia per hobby non è, dal punto di vista di wildbeimwild.com, un'impressione nuova: già nel 2018 la procura comunicava alla IG Wild beim Wild di non ravvisare alcuna necessità d'intervento, sebbene, dal punto di vista dei denuncianti, fossero in gioco gravi disfunzioni nell'Ufficio caccia e pesca. Questa riservatezza l'abbiamo documentata nell'articolo «La procura dei Grigioni si piega».

Un'autorità che raramente informa di propria iniziativa

I fatti. Secondo le esperienze di wildbeimwild.com, la procura dei Grigioni non informa quasi mai di propria iniziativa i denuncianti, né sull'arrivo di una denuncia penale né sul suo esito. Nella procedura per lesione dell'onore contro la propria persona, una lettera immediata con l'indicazione dell'impossibilità di viaggiare per motivi di salute è rimasta senza conferma di ricezione; il giorno della citazione la segreteria non ha potuto confermare telefonicamente se la lettera fosse arrivata, e solo dopo una telefonata personale del procuratore è giunta, un giorno dopo, la conferma scritta. In un altro caso, la procura ha comunicato alla IG Wild beim Wild il 27 agosto 2025 di non voler dare seguito alla sua denuncia contro un cacciatore per hobby grigionese, senza notificare la decisione motivata di non entrata in materia. wildbeimwild.com vi ha censurato una violazione del diritto di essere sentiti secondo l'articolo 29 capoverso 2 della Costituzione federale. Questa censura è rimasta senza esito: la mera comunicazione al denunciante, senza notifica della decisione motivata, è considerata conforme alla legge. Quando il 20 novembre 2025 è stato adito il Tribunale di appello dei Grigioni, esso non è entrato nel merito del ricorso, poiché un semplice denunciante non è legittimato a ricorrere.

L'inquadramento. Dal punto di vista giuridico la scarna comunicazione ai denuncianti può essere ammissibile. Dal punto di vista di wildbeimwild.com, però, ciò comporta che un'organizzazione denunciante di fatto non venga a conoscenza dei motivi di un'archiviazione e possa a stento contestarli efficacemente. Ciò che altri cantoni gestiscono come parte ovvia della loro comunicazione procedurale, diventa così un onere a carico dei denuncianti. Per noi è significativo un episodio che wildbeimwild.com stessa ha vissuto: alla richiesta di trasmissione di una decisione, il primo procuratore Claudio Riedi ha risposto al telefono, in sostanza, che le decisioni non si mettono così semplicemente al fax di chiunque, e ciò nei confronti della parte che con la sua denuncia aveva addirittura dato avvio al procedimento. Colpisce il doppio metro: la stessa foto del trofeo, la cui pubblicazione da parte del cacciatore per hobby non è stata ritenuta dall'autorità degna di un'indagine, ha portato, utilizzata in un contesto critico da wildbeimwild.com, a un procedimento penale contro la persona denunciante. Quanto coerentemente si proceda altrove è illustrato da una serie di casi al di fuori dei Grigioni, che abbiamo documentato nell'articolo «I cacciatori per hobby svizzeri impegnano la giustizia»; i dettagli sull'archiviazione li descriviamo nell'articolo «Quando le foto di caccia diventano il punto cieco della giustizia nei Grigioni».

Il cartello edilizio: politica, imprenditoria e caccia per hobby

I fatti. Nel più grande scandalo di accordi sui prezzi della recente storia edilizia svizzera, la Commissione della concorrenza ha multato sette imprese con circa 7,5 milioni di franchi, dopo che per anni imprese edili della Bassa Engadina si erano accordate su numerosi appalti nell'edilizia e nel genio civile. Nella vicenda furono coinvolti anche due allora politici del PBD e cacciatori per hobby: Andreas Felix, direttore dell'Associazione grigionese dei costruttori edili, si dimise dopo le accuse da presidente del partito e candidato al Governo cantonale; Jon Domenic Parolini, secondo notizie di stampa, in qualità di ex sindaco di Scuol sarebbe stato a conoscenza degli accordi. Il whistleblower Adam Quadroni, per sua stessa affermazione, inizialmente non fu ascoltato dagli uffici cantonali; il caso fu elaborato in misura determinante dalla Commissione della concorrenza a Berna.

L'inquadramento. Per wildbeimwild.com il caso mostra quanto strettamente autorità, imprenditoria edile, politica e caccia per hobby possano essere intrecciate all'interno dello stesso Dipartimento delle costruzioni, dei trasporti e delle foreste, nella cui competenza rientra anche il settore venatorio. I paralleli li abbiamo tracciati nell'articolo «Grigioni: cacciatori per hobby nella palude del cartello edilizio» esposto.

Il dossier Cavigelli: la politica come parte dello schema

I fatti. Quando nel 2013 fu depositata l'iniziativa popolare per l'abolizione della caccia speciale con oltre 10’000 firme, l'allora consigliere di Stato e direttore dei lavori pubblici Mario Cavigelli (Centro) inizialmente non presentò al Gran Consiglio una lettera dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), nella quale l'ufficio aveva valutato l'iniziativa come conforme al diritto federale. Solo durante il dibattito parlamentare ammise che la lettera avrebbe dovuto essere presentata. La IG Wild beim Wild presentò una denuncia penale; i promotori dovettero portare il caso a proprie spese fino al Tribunale federale, prima che si potesse votare. Cavigelli era a capo dello stesso Dipartimento dei lavori pubblici, dei trasporti e delle foreste, nella cui competenza rientravano anche caccia e pesca.

L'inquadramento. Dal punto di vista di wildbeimwild.com, questo episodio è esemplare di un modo di trattare il parlamento che valutiamo come poco trasparente. Illustriamo gli antefatti nell'articolo «Mario Cavigelli deve rispondere delle sue menzogne» e nel «Dossier Mario Cavigelli: politico e beneficiario».

Quanto possa essere impervia la via legale contro le autorità grigionesi lo dimostra la seconda iniziativa popolare cantonale dell'associazione Wildtierschutz Schweiz, «Per una caccia rispettosa della natura ed etica». Davanti al Tribunale amministrativo dei Grigioni l'associazione ottenne nel 2018 una vittoria parziale: il tribunale giudicò ammissibili la protezione delle femmine con i piccoli e il riposo invernale generale per il cervo, ma respinse la richiesta di una composizione paritaria dell'Ufficio caccia e pesca. Su questo punto l'associazione fece ricorso, come abbiamo documentato nell'articolo «L'associazione Wildtierschutz Schweiz ottiene una vittoria parziale in tribunale» documentato. Davanti al Tribunale federale l'associazione ottenne poi ragione: la richiesta di una rappresentanza paritaria di protettori degli animali, cacciatori per hobby e non cacciatori non viola il diritto sovraordinato. Fu, come constatammo allora, «la seconda istanza a correggere la politica grigionese nel contesto dell'iniziativa sulla caccia».

Un caso giudiziario attorno a una villa a Samedan

I fatti. Su un ulteriore caso ha riferito recentemente il «Blick»: un medico ha perso 1,3 milioni di franchi nell'acquisto di una casa a Samedan, perché un comune non aveva iscritto per anni a registro fondiario un obbligo di residenza primaria. Un notaio, che era al contempo sindaco del comune, ne sarebbe stato a conoscenza. Secondo il rapporto, due professori di diritto penale hanno confermato in perizie private la sussistenza del reato di truffa. Stando a questa ricostruzione, l'autorità competente ha lasciato giacere il caso fino alla prescrizione; una perizia giuridica dell'Università di Zurigo è giunta successivamente alla conclusione che un procuratore incaricato dell'inchiesta si fosse reso colpevole di favoreggiamento per inerzia. Solo il Tribunale federale ha costretto ripetutamente le autorità ad agire, secondo il rapporto.

L'inquadramento. Le valutazioni citate provengono dalle perizie menzionate e dalla copertura del «Blick»; gli atti procedurali non sono a disposizione di wildbeimwild.com. Per noi il caso si inserisce comunque in un quadro in cui gli uffici cantonali si attivano solo sotto la pressione di un'istanza superiore.

La vigilanza da parte della Commissione di giustizia

I fatti. La vigilanza sui giudici e sui procuratori grigionesi spetta alla Commissione di giustizia cantonale. Le sue decisioni vengono comunicate al pubblico solo in misura minima.

L'inquadramento. In ambienti politici la commissione viene perciò definita criticamente una «camera oscura». Dal punto di vista di wildbeimwild.com, questa scarsa pubblicità contribuisce a rendere difficilmente verificabile la critica ai singoli procedimenti. Riportiamo questa valutazione come giudizio; essa si fonda sul dibattito pubblico, non su una prova di concrete mancanze della commissione.

Uno schema ricorrente

I casi descritti si differenziano fortemente nei contenuti: un procedimento per diffamazione contro un media per il benessere animale, un procedimento penale contro un ex giudice amministrativo, un danno milionario connesso a un notariato, un cartello edilizio e una valutazione dell'UFAM inizialmente sottratta al parlamento. Ciò che li accomuna, dal punto di vista di wildbeimwild.com, è la critica alle stesse strutture: procedimenti lunghi, una trasparenza percepita come scarsa e una vicinanza personale tra autorità e persone coinvolte.

Un secondo elemento è inoltre evidente: in diversi casi è stata un'istanza superiore a correggere le decisioni cantonali, sia il Tribunale federale nel caso dell'iniziativa sulla caccia e nel caso della villa, la Commissione della concorrenza nel cartello edilizio o l'UFAM nella caccia speciale. Questo schema ricorrente indica un'arroganza dei funzionari cantonali, che viene frenata solo dalle istanze superiori.

wildbeimwild.com continuerà a seguire con occhio critico gli sviluppi nei Grigioni, in particolare laddove riguardano il modo in cui giustizia e politica trattano la caccia per hobby.

Maggiori informazioni sul tema nel dossier «La giustizia grigionese sotto la lente» e nel dossier «Critiche e fatti sulla caccia per hobby».

Maggiori informazioni sul tema della caccia per hobby: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e approfondimenti.

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