Esame di obbedienza per cani da caccia durante il periodo di nidificazione e parto: l'associazione dei cacciatori bernesi spara nel bosco
Doppia morale dell'associazione dei cacciatori bernesi: chi predica agli altri l'obbligo del guinzaglio, manda i propri cani da caccia liberi nel bosco proprio nel periodo di riproduzione e allevamento della prole.
Un manifesto informativo, affisso lungo un sentiero boschivo a 3423 Ersigen, informa la popolazione: sabato 13 giugno 2026, in questo bosco, al mattino si svolgerà l'esame di obbedienza cantonale bernese per cani da caccia, organizzato dall'Associazione bernese dei cacciatori e dalla sua commissione cani da caccia.
L'esame si svolge sotto il patronato dell'associazione ed è obbligatorio per tutti i cani impiegati nella caccia nel cantone di Berna. L'esame di obbedienza è, nel cantone di Berna, la condizione necessaria per poter impiegare i cani da caccia nella caccia stessa.
Dettaglio piccante: nell'ambito dell'esame vengono effettuati degli spari per testare la «resistenza al colpo» dei cani.
Il manifesto chiede alla popolazione comprensione e «rispetto», con due raccomandazioni esplicite: percorrere il bosco solo sui sentieri ufficiali e tenere i cani al guinzaglio in quel giorno.
Periodo di riproduzione e allevamento della prole: di chi sono le regole valide?
Il 13 giugno cade proprio nel bel mezzo del periodo di riproduzione e allevamento della prole, quel periodo delicato in cui i caprioletti giacciono nell'erba alta, gli uccelli nidificanti al suolo covano le uova e i cuccioli di volpe e tasso compiono le loro prime escursioni. Esattamente in questo periodo i cacciatori ricreativi e le loro associazioni avvertono anno dopo anno con insistenza la popolazione: cani al guinzaglio. Non uscire dai sentieri. Silenzio nel bosco.
E ora? Un numero considerevole di cani da caccia, addestrati alla ricerca di tracce e alla cerca, impiegati nel bosco, combinato con spari che spaventano Animali selvatici. Secondo il manifesto, l'ispettorato cantonale della caccia ha dato il proprio assenso. È presente un'autorizzazione speciale per il transito motorizzato sui sentieri boschivi. Tutto legale, tutto approvato ufficialmente.
Ciò non cambia nulla nella sostanza: quello che la popolazione dovrebbe fare durante tutta la primavera, evidentemente non vale per i caccia ricreativa stessi.
Non si tratta di un caso isolato, bensì di un sistema: gli esami di obbedienza per cani da caccia si svolgono regolarmente in Svizzera all'inizio dell'estate. La scelta della data ricade quindi strutturalmente nel periodo di nidificazione e di parto, senza che questo venga preso in considerazione. Ciò che per chi passeggia con il proprio cane viene considerato un disturbo, per la caccia ricreativa è un'attività organizzata.
Centinaia di metri di raggio, nel bel mezzo dell'habitat
I cani da caccia durante un esame di obbedienza non sono cani domestici a passeggio. Vengono fatti lavorare a distanza, testati sull'abbaio e sulla ricerca. Anche un «esame di obbedienza» non significa che gli animali siano costantemente al guinzaglio o limitati nei loro movimenti. Combinato con gli spari usati come test di stress, si crea uno scenario di disturbo che è in netto contrasto con ciò che ci si aspetta dalla popolazione civile in questo periodo dell'anno.
Per gli animali selvatici nella fase più delicata dell'anno la differenza tra un cane di famiglia che corre libero e un cane da caccia che corre libero semplicemente non esiste.
Persona di contatto competente secondo il manifesto
Come persona di riferimento viene indicata Regine Christen, responsabile dei cani da caccia del JWV Burgdorf. Il direttore dell'esame è Peter Zenklusen.
Il manifesto si conclude con le parole: «Molte grazie e saluto del cacciatore.»
E va bene così.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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