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Animali selvatici

Appenzello Interno: lupo sbrana una pecora dietro una recinzione danneggiata

Primo attacco confermato a un animale da reddito nel Cantone dal 2024: il Cantone ammette apertamente la lacuna nella protezione delle greggi e punta sulla consulenza anziché su richieste di abbattimento.

Redazione Wild beim Wild · 29 ottobre 2026
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«Nessun recinto, nessun pastore»

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Lunedì 26 ottobre 2026 un lupo ha ucciso una pecora nel distretto di Gonten; secondo il comunicato stampa del Cantone di Appenzello Interno del 27 ottobre la recinzione del pascolo era danneggiata e il gregge quindi «non protetto a sufficienza».

Cosa riferisce il Cantone

Un agricoltore ha scoperto la pecora morta lunedì mattina sul suo pascolo e ha avvisato il servizio faunistico. Nella valutazione dell'attacco il guardiacaccia ha accertato «inequivocabilmente» un lupo come responsabile e ha prelevato campioni di DNA. Secondo il Cantone si tratta del primo attacco confermato di un lupo a un animale da reddito in Appenzello Interno dal 2024, quando fu uccisa una capra; nel gennaio 2026 un lupo era stato ripreso da una fototrappola. La responsabile cantonale della protezione delle greggi ha avvisato i detentori di animali via SMS e li consiglia sulle misure di protezione, mentre il servizio faunistico «continua a monitorare la situazione». Il Cantone stesso ne trae la lezione: anche dopo lunghi periodi senza attacchi «bisogna sempre mettere in conto la presenza di lupi nel Cantone».

Una recinzione danneggiata, uno schema già noto

Il fatto che il Cantone citi di sua iniziativa lo stato della recinzione non è scontato. A Mézery VD dopo l'attacco a pecore madri è emerso che il recinto era protetto con due fili invece dei quattro richiesti. In Ticino, dei 117 animali da reddito uccisi quest'anno, secondo i dati ufficiali solo sei erano protetti in modo adeguato, mentre per 52 la protezione è stata considerata non esigibile (Tessin-Ticker, 4 ottobre). E all'Consiglio d'Europa l'UFAM ha assicurato per iscritto che gli abbattimenti sono l'ultima misura e che la protezione delle greggi viene prima (Cosa assicura l'UFAM al Consiglio d'Europa).

La conseguenza giuridica è chiara: secondo l'art. 9b cpv. 3 dell'ordinanza sulla caccia nella valutazione del danno non vengono considerati gli animali da reddito «per i quali le misure ragionevolmente esigibili di protezione delle greggi non sono state attuate a regola d'arte». Un'uccisione avvenuta dietro una recinzione difettosa non conta ai fini di una richiesta di abbattimento. Una recinzione difettosa non è quindi un argomento contro il lupo, ma un riscontro sul modo in cui gli animali vengono tenuti. Quante pecore in Svizzera pascolano in aree frequentate da animali selvatici e con quali sussidi, Wild beim Wild lo ha documentato in «Alpeggio ovino in Svizzera: cifre, sussidi, animali selvatici».

Consulenza invece di richieste di abbattimento

Appenzello Interno reagisce con sobrietà. Per un confronto: nel Giura bernese, a ottobre, è bastato un solo vitello ucciso da una mandria protetta di vacche madri perché il cantone concedesse l'autorizzazione all'abbattimento di un lupo singolo, prima ancora che fossero disponibili i risultati del DNA; per il bestiame grosso l'art. 9b cpv. 2 dell'ordinanza sulla caccia lo consente già dopo un solo animale (watson, 14 ottobre). A Svitto il cantone ha fatto uccidere quattro cuccioli del branco del Chöpfenberg, benché la regolazione fosse stata autorizzata quando per il 2026 non era ancora stata segnalata alcuna uccisione, e secondo SRF ha formato 200 cacciatori ricreativi a supporto del servizio faunistico (Branco del Chöpfenberg: quattro cuccioli morti, i responsabili delle predazioni no).

A Gonten, invece: SMS ai detentori di animali, consulenza, osservazione. È la sequenza prevista dalla legge e quella che l'UFAM promette a Strasburgo. Se il cantone manterrà questa linea quando seguirà una seconda uccisione e l'associazione dei contadini o gli ambienti dei cacciatori ricreativi alzeranno la voce, lo si vedrà. Il primo passo è quello giusto: dove una pecora muore dietro una recinzione difettosa, il problema non è il lupo.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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