L'UE rinvia di sette anni il divieto del piombo nelle munizioni da caccia
Il 25 giugno 2026 il comitato REACH della Commissione europea ha approvato una nuova versione del divieto del piombo per le munizioni da caccia. Al posto dei diciotto mesi inizialmente previsti, per i pallini di piombo vige d'ora in poi un periodo transitorio di sette anni, mentre i proiettili per carabina vengono completamente esclusi dall'ambito di applicazione del regolamento.
Cosa è stato deciso il 25 giugno
Le rappresentanti e i rappresentanti degli Stati membri dell'UE hanno raggiunto in seno al comitato REACH un accordo su un testo di compromesso che attenua notevolmente il progetto di divieto originario della Commissione europea. I pallini di piombo per la caccia per hobby dovrebbero essere vietati solo dopo un periodo transitorio di sette anni, dopo che tale periodo era stato progressivamente esteso nelle ultime tornate negoziali da tre a cinque e infine a sette anni. Le munizioni a palla con contenuto di piombo, utilizzate per i predatori e gli ungulati, sono state del tutto escluse dal progetto di regolamentazione. La decisione non è ancora una legge definitiva. Il Consiglio e il Parlamento devono approvare il compromesso entro tre mesi prima che possa entrare in vigore come modifica vincolante del regolamento REACH (CE) n. 1907/2006.
Per la lobby della caccia per hobby la decisione è un successo. Il presidente della Fédération Nationale des Chasseurs francese, Willy Schraen, ha commentato pubblicamente il risultato come una conferma del fatto che le «realtà del mondo rurale» si siano imposte contro una Commissione che le aveva a lungo ignorate.
Chi ha imposto il rinvio
La forza trainante dietro l'annacquamento era un'alleanza tra associazioni di caccia per hobby e industria delle munizioni. A livello europeo, la federazione ombrello FACE (Federation of Associations for Hunting and Conservation of the EU) ha coordinato l'attività di lobbying nei confronti del comitato REACH e nel novembre 2025 ha organizzato un evento al Parlamento europeo, durante il quale l'associazione dei produttori di munizioni AFEMS ha messo in guardia da «conseguenze considerevoli» per il settore. In Francia, la FNC, l'associazione dei produttori di munizioni SNAFAM e la CSNA hanno unito le forze per fare pressione sul governo francese affinché prorogasse i termini. Diversi governi, i cui nomi non vengono divulgati singolarmente nei verbali delle riunioni del comitato, hanno secondo resoconti concordanti della stampa venatoria sollevato preoccupazioni geopolitiche e di sicurezza: alla luce dell'attuale situazione degli armamenti, non si potrebbe imporre all'industria delle munizioni, che gestisce in parallelo la produzione civile e militare, una riconversione industriale così rapida.
Anche all'interno della Francia il fronte non era uniforme. Mentre la ministra dell'ambiente difendeva un termine di cinque anni, l'allora ministro dell'interno Bruno Retailleau chiedeva un rinvio fino a dieci anni e faceva chiarire appositamente le conseguenze economiche e di sicurezza per l'equipaggiamento delle forze dell'ordine prima che il governo prendesse posizione.
Chi si è battuto per un divieto rapido
Sul fronte opposto si trovavano la scienza e la protezione europea degli uccelli e della natura. L'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) aveva già proposto nel 2021 una restrizione completa; i suoi comitati scientifici RAC e SEAC hanno confermato nel 2023 nei loro pareri che i rischi per l'ambiente e la salute umana giustificano un divieto. BirdLife International, la cui organizzazione partner francese LPO si batte da oltre vent'anni per un divieto totale del piombo, ha definito la bozza originaria della Commissione un «passo storico» e critica aspramente l'attuale annacquamento. Una petizione promossa da BirdLife per un divieto a livello europeo ha raccolto oltre 61’000 firme. Quando nel 2020 il Parlamento europeo ha votato sul precedente divieto dei pallini di piombo nelle zone umide, il gruppo populista di destra Identità e Democrazia ha tentato senza successo di far cadere il progetto tramite una risoluzione; 499 deputati hanno votato contro.
Perché la procedura dura da anni
La tattica dilatoria segue uno schema ricorrente, osservabile fin dalla prima proposta di restrizione dell'ECHA del 2018: ogni tornata negoziale porta a una proroga dei periodi transitori, senza che la valutazione scientifica di fondo cambi. La disputa non verte da tempo più sulla questione se il piombo sia tossico, ma solo su quante eccezioni e quanto lunghi periodi transitori la politica consenta. La procedura del comitato REACH favorisce strutturalmente questa dinamica: poiché la Commissione dipende da una maggioranza qualificata degli Stati membri, basta una minoranza di blocco coordinata per prolungare sempre di più i termini nel processo di rinegoziazione, senza far cadere formalmente il progetto.
La situazione in Svizzera
La Svizzera non è membro dell'UE e pertanto non è direttamente vincolata alla decisione REACH, ma segue tradizionalmente il diritto europeo in materia di sostanze chimiche con ritardo, nell'ambito del recepimento autonomo. A livello nazionale si osserva esattamente lo stesso schema dilatorio di Bruxelles. Dal 1998 il pallino di piombo è vietato nella caccia agli uccelli acquatici, ma altri ambiti sono rimasti per anni non regolamentati. Una mozione della consigliera nazionale Martina Munz (PS/SH) per un divieto esteso delle munizioni contenenti piombo è fallita nel 2023 al Consiglio nazionale per un soffio, con 99 voti contro 94.
Solo l'ordinanza sulla caccia riveduta, entrata in vigore il 1° febbraio 2025, vieta le munizioni a palla contenenti piombo a partire dal calibro 6 mm per la caccia per hobby agli artiodattili. Anche qui vale però un lungo periodo transitorio: fino al 31 dicembre 2029 le vecchie munizioni restano consentite, affinché i cantoni abbiano il tempo di adeguare le proprie normative. Il pallino di piombo al di fuori delle zone umide rimane tuttora completamente non regolamentato. Il risultato è un mosaico cantonale disomogeneo: i Grigioni vietano le munizioni a palla contenenti piombo nell'alta caccia già dal 2021, l'Appenzello Esterno e San Gallo hanno anch'essi fatto da apripista, mentre numerosi altri cantoni attendono una soluzione nazionale che viene costantemente rinviata.
Nel frattempo le autorità sanitarie continuano a mettere in guardia: l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) raccomanda ai bambini fino a sette anni, alle donne incinte, alle donne che allattano e alle donne che desiderano avere figli di rinunciare praticamente al consumo di carne di selvaggina, poiché non si può escludere la presenza di una quota di piombo proveniente dalla munizione. Maggiori informazioni sulle basi scientifiche, sull'attività di lobbismo e sui blocchi politici in Svizzera sono contenute nel dossier Munizione al piombo e caccia per hobby: fatti, divieto, analisi della lobby.
Fonti
- Chasse Passion, «Interdiction du plomb : le délai passe de 5 à 7 ans selon les derniers textes Européens», 26 giugno 2026
- So Chasse, «Cartouches de chasse : pourquoi les 7 années accordées par Bruxelles changent tout pour la filière ?», intervista con Yvan Pham (SNAFAM), giugno 2026
- Chasse Passion, «Restriction du plomb en Europe : plus qu’à la chasse, c’est du côté de la défense que cela pêche», 26 giugno 2026
- Union Française des Amateurs d’Armes, «Interdiction du plomb : gagner du temps», dicembre 2025
- LPO / BirdLife International, comunicati stampa sulla munizione al piombo, 2020–2023
- SNAFAM, «Restriction de l’usage des munitions au plomb au sein de l’Europe», cronologia, ottobre 2025
- ECHA, pareri dei comitati RAC e SEAC sulla restrizione del piombo nelle munizioni, 6 marzo 2023
- Senato (Francia), interrogazioni parlamentari 22/07/00647 e 25/04/00431S
- Curia Vista, mozione 22.3641 «Divieto delle munizioni contenenti piombo», Parlamento svizzero
- Nau.ch, «La protezione degli animali svizzera chiede il divieto della munizione al piombo», dicembre 2022
- Jagd & Natur, «Legge sulla caccia rivista – ecco cosa attende i cacciatori», dicembre 2024
- Wild beim Wild, «Munizione al piombo e caccia per hobby: fatti, divieto, analisi della lobby»
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