Caccia in Ticino 2026/27: panoramica di incidenti, infrazioni e sviluppi
Wild beim Wild documenta costantemente la stagione di caccia 2026/27 in Ticino. Nel ticker compaiono comunicati delle autorità, incidenti, infrazioni, abbattimenti e altre segnalazioni degne di nota – aggiornati in ordine cronologico.
Dal 5 settembre 2026 è aperta in Ticino la stagione venatoria 2026/27. Con l'inizio dell'alta caccia, circa 1'800 cacciatrici e cacciatori ricreativi sono in attività nel cantone.
Quanto la caccia ricreativa sia radicata culturalmente in Ticino lo mostra il contributo Psicologia della caccia ricreativa nel Cantone Ticino.
Ticker
22.09.2026
Ma 12:16
Cervo morto in mostra: l'etologo fa i conti con la cultura del selfie dei cacciatori ricreativi ticinesi
Da giorni circola nel Luganese la foto di un cacciatore ricreativo che percorre le strade con un cervo abbattuto caricato su un rimorchio. Per l'etologo Nash Pettinaroli non si tratta di un caso isolato, bensì del sintomo di una tendenza: sempre più cacciatori ricreativi mettono in mostra le loro prede morte, sui social media, nello stato WhatsApp, in selfie accanto alla carcassa. Pettinaroli definisce questa esibizione in un'intervista a tio.ch «ripugnante» e mette in guardia da un progressivo assuefarsi: chi trasforma la morte di un essere vivente in un'immagine da trofeo, erode l'empatia di un'intera società.
Anche la narrazione giustificativa più diffusa non regge, secondo l'etologo. All'argomento secondo cui la caccia ricreativa regolerebbe l'ecosistema, egli contrappone le voci della scienza: lo zoologo Ragnar Kinzelbach, il biologo Karl-Heinz Loske e l'ex direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Bruno Bassano, avrebbero definito concordemente la caccia ricreativa superflua, poiché popolazioni selvatiche intatte si regolano da sole. Esattamente questo è documentato anche dal nostro verifica dei fatti sui sei principali miti della lobby della caccia. Per Pettinaroli, alla fine, rimane un solo motivo: il puro divertimento. Il racconto della regolazione dell'ecosistema serve solo ad abbellire questo divertimento.
Il contesto in cui appare l'intervista è degno di nota. Solo di recente il presidente dei cacciatori ricreativi ticinesi aveva dichiarato pubblicamente che la sua emozione più grande era vedere sua figlia abbattere una preda. Pettinaroli, che secondo quanto riferito è già stato minacciato e ha subito la foratura degli pneumatici della propria auto, ribatte: come può commuovere la morte di un essere vivente?
18.09.2026
Ve 16:42
Sondaggio nel paese vicino: l'82 per cento considera la caccia ricreativa insicura, solo il 3 per cento vuole promuoverla
Subito oltre il confine ticinese è stata pubblicata questa settimana una delle più grandi indagini mai realizzate in Europa sulla caccia ricreativa: Ipsos Doxa ha intervistato 7002 persone in Italia per conto della Fondazione Capellino. Il 75 per cento vuole abolire la caccia ricreativa, farla progressivamente cessare o limitarla a pochi casi d'emergenza, solo il 3 per cento vuole promuoverla. L'82 per cento la considera non del tutto o per niente sicura, esplicitamente anche per le persone che si muovono nei boschi e sui sentieri escursionistici. Persino l'elettorato dei partiti di governo, che stanno proprio ora liberalizzando la legge sulla caccia, vuole in maggioranza il contrario. Per il Ticino questo non è solo uno sguardo oltre confine: qui vige ancora una distanza di sicurezza di 50 metri dalle abitazioni, qui l'alta caccia in corso ha già causato due vittime umane, e cacciatori ricreativi ticinesi sono attivi anche oltre confine. Un'indagine di queste dimensioni sarebbe opportuna anche in Ticino. Per saperne di più nel contributo dettagliato.
16.09.2026
Me 15:15
Il presidente della FCT definisce le infrazioni «quasi scomparse», il rapporto sulla caccia ne conta 186
Su tio.ch Davide Corti, presidente della Federazione Cacciatori Ticinesi, definisce la caccia ricreativa una «gestione scientifica della fauna selvatica», una prevenzione delle epidemie e una tutela ambientale. Le infrazioni gravi e il bracconaggio sarebbero «quasi scomparsi». Il rapporto sulla caccia 2024 del cantone lo contraddice su ogni punto: 190 autodenunce, 82 multe disciplinari, 186 procedimenti per contravvenzione, nove reati segnalati alla procura e almeno 16 revoche del diritto di caccia, addirittura 37 secondo la tabella statistica dello stesso rapporto. Non si tratta di un fenomeno marginale, ma del limite minimo documentato di un problema di applicazione della legge. Lo stesso Corti, nella medesima intervista, definisce l'uso illegale dei dispositivi di visione notturna la «principale preoccupazione» dell'associazione; ciò che dovrebbe essere scomparso non può essere contemporaneamente la maggiore preoccupazione.
La presunta «etica» si misura sulla pratica: 3'377 cervi, caprioli e cinghiali uccisi nell'alta caccia 2024, un record, con un aumento del 48 per cento rispetto a dieci anni prima; 143 cerve allattanti abbattute, di cui 87 senza cerbiatto portate al controllo, cosa che il cantone registra come un progresso. Gli abbattimenti di cinghiali sono quintuplicati dal 2000, e la ricerca faunistico-biologica spiega da due decenni perché un'elevata pressione venatoria sia proprio ciò che ne genera la proliferazione. Per il camoscio vengono uccisi il doppio dei maschi rispetto alle femmine, il cantone indica la caccia al trofeo come causa e nonostante ciò la consente. Corti vuole «gestire il lupo come le altre specie», con abbattimenti preventivi di un predatore protetto, la cui efficacia protettiva non è a tutt'oggi dimostrata secondo KORA.
Il giornalista non pone una sola domanda di approfondimento, non cita alcun numero, non menziona né i due cacciatori ricreativi morti nel weekend di apertura né il femminicidio di Faido, dove un cacciatore ricreativo con silenziatore ha ucciso a colpi d'arma da fuoco una donna. Il suo titolo è il ricordo più forte di Corti in quarant'anni di caccia a patente: la prima preda della figlia. È la frase più sincera dell'intervista, e dice più sulla caccia ricreativa di tutto il vocabolario gestionale che la precede.All'analisi
15.09.2026
Ma 14:32
Cervo trasportato in elicottero dal Piemonte: la polizia provinciale conferma il coinvolgimento di un cacciatore ricreativo ticinese
Il cervo maestoso abbattuto nel fine settimana in Val d'Ossola e trasportato in elicottero oltre confine è un caso ticinese. Il comandante della polizia provinciale del Verbano-Cusio-Ossola conferma a tio.ch: il cacciatore ricreativo è titolare di licenza in Ticino e inoltre autorizzato nella provincia VCO, l'elicottero appartiene a una ditta ticinese, l'animale è stato depositato presso Cimalmotto nel comune di Campo (Vallemaggia). Vengono contestati il sorvolo di una zona di protezione degli uccelli senza le segnalazioni prescritte e il fatto che il cacciatore ricreativo fosse a bordo, cosa vietata ai cacciatori in Italia. Il cacciatore ricreativo e la ditta di volo pagano ciascuno una multa di oltre 5'000 euro. Il caso ricade quindi interamente sotto la responsabilità ticinese; abbiamo chiesto se l'Ufficio della caccia e della pesca stia valutando conseguenze a livello di licenza. Maggiori dettagli nel contributo dettagliato.
06.09.2026
Do 12:18
Cacciatore ricreativo di 54 anni precipita e muore durante la caccia ricreativa al Pizzo Sassariente (Locarnese)
Un cittadino svizzero di 54 anni domiciliato nel Locarnese ha perso la vita sabato pomeriggio durante una battuta di caccia ricreativa nella regione del Pizzo Sassariente. Lo ha comunicato la polizia cantonale ticinese domenica mattina.
Poco dopo le 16.30 è arrivata alla centrale d'allarme comune (CECAL) la segnalazione di persona scomparsa. È scattata un'operazione di ricerca con la polizia cantonale, il Soccorso Alpino Svizzero (SAS) e la REGA. Verso le 18.00 il corpo senza vita è stato ritrovato a circa 1450 metri sul pendio della Val della Porta. Secondo i primi accertamenti, l'uomo è caduto durante la caccia. Le circostanze esatte sono oggetto di un'inchiesta. Per l'assistenza ai familiari è stato attivato il Care Team.
Inquadramento: Ancora una volta l'alta caccia ticinese esige una vita umana, e ancora una volta non si tratta di una «disgrazia dal cielo sereno», bensì della conseguenza prevedibile di un'attività ricreativa che spinge le persone in terreni ripidissimi e a rischio di precipizio, da sole, fuori da sentieri sicuri, spesso al crepuscolo. La caduta a 1450 metri si inserisce in una lunga serie di incidenti mortali di caccia nell'arco alpino. Nessun cervo, nessun capriolo vale una vita umana. La caccia ricreativa non è protezione della natura, bensì un rischio mortale che i cacciatori assumono volontariamente e che mette regolarmente in pericolo anche persone estranee.
05.09.2026
Sab 19:08
Nel primo fine settimana dell'alta caccia ticinese, la stagione ha già fatto la sua prima vittima. Poco dopo le ore 13, un cittadino svizzero di 69 anni domiciliato nel distretto Riviera è precipitato lungo un pendio nella zona di Biasca, presso il Riale Crenone, a circa 700 metri di quota. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte della Rega, i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo. Per i familiari è stato attivato un Care Team. Secondo la polizia cantonale, le circostanze esatte della caduta sono ancora oggetto di accertamenti.
Il caso si inserisce in uno schema ricorrente: gran parte degli incidenti di caccia mortali in Svizzera non sono incidenti da arma da fuoco, bensì cadute in terreni ripidi e impervi, nei quali i cacciatori ricreativi si addentrano per praticare il loro passatempo. Che a 69 anni una persona si muova in un simile terreno per abbattere animali selvatici non è un caso isolato, ma un fatto strutturale.
È proprio su questo punto che si concentrano le richieste avanzate da anni dalla IG Wild beim Wild. La fascia d'età più numerosa tra i cacciatori ricreativi è quella degli over 65, ossia quella caratterizzata da crescenti deficit legati all'età, alla vista, alla concentrazione e ai tempi di reazione. A partire dai 45 anni il numero di incidenti per persone e animali aumenta in modo marcato. Per questo la IG chiede da tempo che i cacciatori ricreativi debbano sottoporsi regolarmente a un test di idoneità medico-psicologica, sul modello dei Paesi Bassi, e che venga introdotto un limite d'età per l'esercizio attivo della caccia ricreativa. Entrambe le cose sono da tempo scontate in altre attività rilevanti per la sicurezza.
In linea di principio, l'IG Wild beim Wild chiede l'abolizione della caccia ricreativa e la sua sostituzione con una gestione professionale della fauna selvatica, sotto la responsabilità dello Stato. La regolazione della fauna selvatica, laddove sia effettivamente necessaria, deve essere affidata a professionisti formati e stipendiati, con standard chiari, e non al tempo libero di privati. Un sistema di questo tipo sarebbe non solo più rispettoso nei confronti degli animali selvatici e più fondato dal punto di vista tecnico, ma contribuirebbe anche a evitare tragedie come quella di Biasca.
La responsabilità non si esaurisce con il singolo cacciatore ricreativo. È il cantone che consente la caccia ricreativa su terreni pericolosi, senza test di idoneità medico-psicologici obbligatori e senza limiti massimi di età. Finché manterrà questo sistema e continuerà a rifiutare le richieste avanzate da anni per una maggiore sicurezza, secondo la IG Wild beim Wild esso porta una corresponsabilità politica per i numerosi decessi degli ultimi anni.
05.09.2026
Sab 08:44
Da «utilizzatore» a «gestore della fauna»: come Corti reinterpreta la quadruplicazione degli abbattimenti come responsabilità
Alla vigilia dell'apertura dell'alta caccia Davide Corti, presidente della federazione ticinese dei cacciatori ricreativi, dichiara che il moderno cacciatore alpino non è un «utilizzatore», bensì un «gestore della fauna alpina». La cifra decisiva la fornisce lui stesso: quando ottenne la sua patente di caccia, in Ticino venivano abbattuti circa 1’600 ungulati all'anno, oggi sono circa 7’000. Ciò che qui viene venduto come cresciuta «responsabilità» e «gestione», in realtà è una quadruplicazione delle uccisioni. Un gestore la cui unica prestazione misurabile consiste nell'abbattere quattro volte più animali di un tempo non pratica protezione della natura, ma giustifica l'ampliamento della caccia ricreativa con una nuova etichetta.
Particolarmente sfacciato è il modo in cui Corti affronta la crescente pressione sugli animali selvatici: la colpa sarebbe del turismo e delle attività ricreative, non della caccia ricreativa. Ma gli escursionisti, i biker e i turisti non uccidono né tormentano animali selvatici. La caccia ricreativa lo fa, e in Ticino praticamente tutto l'anno. Messe insieme, la caccia estiva, l'alta caccia, la caccia alla volpe e al cinghiale nonché la regolazione del lupo creano un sistema in cui gli animali selvatici vengono cacciati o disturbati da attività di caccia ricreativa non necessarie per gran parte dell'anno. Per molti degli animali colpiti, un lungo periodo di tranquillità affidabile a livello cantonale è quasi impossibile da riconoscere.
Panoramica dei periodi di caccia in Ticino
- Caccia estiva al cinghiale: da giugno ad agosto; in giugno su superfici aperte al crepuscolo, in luglio e agosto di notte da altane assegnate nel bosco.
- Alta caccia: dal 5 al 19 settembre e dal 23 al 27 settembre 2026.
- Caccia alla volpe («Caccia bassa»): secondo la regolamentazione stagionale cantonale annuale; nei mesi invernali, a seconda della zona e dell'autorizzazione, con metodi supplementari.
- Caccia tardo-autunnale a cervo e capriolo: possibile caccia complementare dopo l'alta caccia, qualora gli obiettivi cantonali di abbattimento non venissero raggiunti; date per il 2026/27 ancora aperte.
- Caccia invernale ai cinghiali: secondo disposizione cantonale; date per il 2026/27 ancora aperte.
- Regolazione proattiva del lupo: su disposizione cantonale entro il termine di autorizzazione di volta in volta vigente.
Quasi nessun mese resta libero. Il riferimento di Corti al turismo distoglie l'attenzione proprio da questo.
Silenziatori: «solo vantaggi»? Due casi ticinesi dicono il contrario
Anche riguardo ai silenziatori ora consentiti, Corti non si sforza di fare alcuna ponderazione: avrebbero «solo vantaggi». Come questi vantaggi possano manifestarsi nelle mani dei cacciatori ricreativi, lo dimostra lo stesso cantone per ben due volte nel giro di pochi mesi. Un cacciatore ricreativo ticinese è stato condannato come bracconiere, con silenziatore, dispositivo di visione notturna e trappole con esche illegali. E nel femminicidio di Faido commesso da un cacciatore ricreativo, nessuno ha sentito il colpo mortale sparato contro la donna di 56 anni, motivo per cui la polizia ipotizza l'uso di un silenziatore. La diffusione dei silenziatori tramite autorizzazioni eccezionali previste dal diritto venatorio non è quindi un puro «vantaggio», bensì un problema di controllo con vittime reali non soltanto nel mondo animale.
05.09.2026
Sab 06:51
L'Ufficio della caccia e della pesca (UCP) del Ticino invita la popolazione a segnalare gli avvistamenti di cuccioli di lupo nati quest'anno, indicando data, luogo e possibilmente materiale fotografico o video. L'autorità dichiara apertamente che lo scopo è agevolare le richieste di «regolazione proattiva» dei branchi di lupi. Il giorno precedente, il Consiglio di Stato ticinese aveva deciso di far abbattere nei branchi Molare e Lepontino fino a due terzi dei giovani lupi nati nell'anno in corso – con la partecipazione di cacciatori ricreativi.
L'IG Wild beim Wild sconsiglia pertanto di segnalare tali avvistamenti all'UCP. Le informazioni richieste non servono dimostrabilmente a un monitoraggio scientifico indipendente, alla protezione delle greggi o a una coesistenza priva di conflitti, bensì alla preparazione di abbattimenti preventivi di cuccioli di lupo. Ciò contraddice una protezione della fauna che prenda sul serio le strutture sociali del branco, la regolazione naturale e la funzione ecologica del lupo. Anche per il bosco di protezione è importante una dinamica naturale intatta: i predatori possono influenzare l'uso dello spazio e il comportamento degli ungulati e contrastare così localmente una brucatura eccessiva.
Inoltre i lupi non si riproducono all'infinito in un solo luogo. I giovani si disperdono, colonizzano habitat liberi e idonei e collegano le popolazioni oltre i confini cantonali e nazionali, in tutto il continente.
Comunicato originale dell'UCP
Segnalazione di giovani lupi – Per agevolare le richieste di regolazione proattiva dei branchi di lupo in Ticino, l'UCP invita a segnalare eventuali avvistamenti di giovani lupi dell'anno. Le segnalazioni, indicando la data e il luogo dell'avvistamento e corredate, se possibile, da fotografie o video, possono essere inoltrate a:
4 settembre 2026 – Attualità, Dipartimento del territorio
04.09.2026
Ve 14:51
Il lupo come capro espiatorio: le cifre ufficiali smascherano chi ha davvero fallito
Cifre ufficiali dell’UCP di Bellinzona («Lupo – Predazioni 2026», stato al 3 settembre) mostrano senza mezzi termini: dei 108 animali da reddito uccisi dai lupi nell’anno in corso, soltanto 4 erano adeguatamente protetti, nemmeno il 4 per cento. Nel 96 per cento delle predazioni i detentori di animali non avevano semplicemente adempiuto al proprio obbligo legale di protezione. Ciononostante è il lupo a essere regolato, cacciato e autorizzato all’abbattimento, mentre i veri responsabili restano impuniti. Come Wild beim Wild ha già documentato nel caso Paudo e nell’analisi sulla prassi esecutiva dell’ufficio veterinario, non si tratta di un caso isolato, ma di un sistema: da anni il Ticino tollera greggi non protette in zone notoriamente frequentate dal lupo, non sanziona le infrazioni e poi fa pagare al predatore il proprio fallimento nei controlli.
04.09.2026
Ve 11:25
Prelievo record di cervi: anche i cacciatori ricreativi organizzati dubitano della motivazione ufficiale
Negli ultimi anni il cantone ha inasprito in modo massiccio la caccia al cervo: 2’163 animali durante l’alta caccia 2025, contro 1’787 nel 2022. Significativo: nel 2021 la stessa federazione cantonale dei cacciatori FCTI ha contestato l’ipotesi delle autorità di una popolazione in crescita e ha messo in guardia da una «lotta senza pietà» contro il cervo. Per la popolazione di camosci lo schema si presenta all’inverso: il contingente massimo di 800 animali non è più stato raggiunto dal 2022 e nella zona Gambarogno-Tamaro-Lema la popolazione è addirittura crollata a tal punto che la caccia ha dovuto essere sospesa per tre anni. Le cifre di abbattimento dicono dunque poco sul fatto che l’uccisione sia ecologicamente giustificata: riflettono soprattutto la politica di autorizzazione dei prelievi del cantone stesso. Dopo l’alta caccia 2025 il Ticino ha inoltre registrato oltre 140 autodenunce e 19 revoche della patente per infrazioni gravi, tra cui un caso di bracconaggio con arma munita di silenziatore e termocamera. Maggiori informazioni nel contributo dettagliato.
04.09.2026
Ve 10:54
Inizio della stagione con 50 metri di distanza di sicurezza: l'aumento promesso dal 2019 manca ancora oggi
Dal 5 settembre, durante l'alta caccia, circa 1’800 cacciatori ricreativi sono di nuovo in giro in tutto il cantone, in due fasi fino al 27 settembre. Quanto sia precaria la protezione della popolazione lo dimostra un dettaglio: secondo l'Ufficio della caccia e della pesca, i cacciatori ricreativi devono rispettare solo 50 metri di distanza da case di abitazione, campeggi e sentieri didattici naturalistici, la lunghezza di una piscina. Dopo i gravi incidenti di caccia dell'autunno 2019, nei quali fu ucciso tra gli altri uno spazzacamino che indossava un gilet ad alta visibilità, il cantone aveva annunciato un aumento a 200 metri. Non è mai stato attuato: ancora oggi vale la regola dei 50 metri. Da luglio 2026, inoltre, sono ammessi i silenziatori, il che rende gli spari nelle vicinanze degli insediamenti più silenziosi, ma non più sicuri. In Valle di Blenio, dove l'alta caccia sta ora iniziando, continua inoltre a farsi sentire il caso di Faido/Leontica, dove un cacciatore ricreativo ha ucciso la ex moglie e fatto esplodere una casa: un'ulteriore prova del ricorrente schema fatto di accesso legale alle armi e violenza nell'ambiente venatorio. Maggiori informazioni nel contributo dettagliato.
03.09.2026
Gio 16:58
Il Ticino autorizza l'abbattimento dei branchi Molare e Lepontino, senza un solo attacco accertato
Il 3 settembre il Consiglio di Stato ha ordinato, con il benestare dell'UFAM, l'uccisione di fino a due terzi dei cuccioli nati nel 2026 nei branchi Molare e Lepontino, eseguita anche da cacciatori ricreativi appositamente formati. Né per Molare né per Lepontino il cantone cita un solo attacco attribuito al rispettivo branco come motivazione: la giustificazione cantonale rimane deliberatamente generica. Secondo l'ordinanza sulla caccia riveduta è già sufficiente la semplice prova della presenza di due o più cuccioli dell'anno, un'uccisione preventiva, senza alcuna prova di un comportamento individuale scorretto. Le decisioni sono rivolte espressamente contro i «giovani lupi» e ordinano persino ai cacciatori ricreativi di non sparare in presenza di animali di dimensioni pressoché uguali, per non colpire un genitore. Non viene quindi punito un branco che ha dimostrabilmente causato danni, bensì il semplice fatto che si sia riprodotto. Maggiori informazioni nel contributo dettagliato.
Contesto
- Dossier: Quanti incidenti di caccia avvengono in Svizzera?
- Dossier: Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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