Caccia in Ticino 2026/27: incidenti, infrazioni e sviluppi in sintesi
Wild beim Wild documenta costantemente la stagione venatoria 2026/27 in Ticino. Nel ticker compaiono comunicati ufficiali, incidenti, infrazioni, abbattimenti e altre anomalie – aggiornati cronologicamente.
Dal 5 settembre 2026 è aperta la stagione venatoria 2026/27 in Ticino. Con l'inizio dell'alta caccia, circa 1'800 cacciatrici e cacciatori per hobby sono in attività nel cantone.
Ticker
05.09.2026
Sab 08:44
Da «utilizzatore» a «gestore della fauna»: come Corti reinterpreta la quadruplicazione degli abbattimenti in termini di responsabilità
Alla vigilia dell'apertura dell'alta caccia Davide Corti, presidente della Federazione ticinese dei cacciatori per hobby, dichiara che il moderno cacciatore alpino non è un «utilizzatore», bensì un «gestore della fauna alpina». Il dato decisivo lo fornisce lui stesso: quando ottenne la sua patente di caccia, in Ticino venivano abbattuti circa 1’600 ungulati all'anno, oggi ne vengono uccisi circa 7’000. Ciò che qui viene venduto come accresciuta «responsabilità» e «gestione» è in realtà una quadruplicazione delle uccisioni. Un gestore la cui unica prestazione misurabile consiste nell'uccidere quattro volte più animali di un tempo non fa protezione della natura, ma giustifica l'ampliamento della caccia per hobby con una nuova etichetta.
Particolarmente sfacciato è il modo in cui Corti affronta l'aumento della pressione sugli animali selvatici: la colpa sarebbe del turismo e delle attività ricreative, non della caccia per hobby. Ma escursionisti, bikers e turisti non uccidono né torturano animali selvatici. La caccia per hobby sì, e in Ticino praticamente tutto l'anno. Nel loro insieme, la caccia estiva, l'alta caccia, la caccia alla volpe e al cinghiale nonché la regolazione del lupo creano un sistema in cui gli animali selvatici vengono cacciati o disturbati da inutili attività venatorie ricreative durante gran parte dell'anno. Una fase di quiete lunga e affidabile su tutto il territorio cantonale è difficilmente riconoscibile per molti degli animali interessati.
I periodi di caccia in Ticino in sintesi
- Caccia estiva al cinghiale: da giugno ad agosto; in giugno su superfici aperte al crepuscolo, in luglio e agosto di notte da altane assegnate nel bosco.
- Alta caccia: dal 5 al 19 settembre e dal 23 al 27 settembre 2026.
- Caccia alla volpe («Caccia bassa»): secondo la regolamentazione stagionale cantonale annuale; nei mesi invernali, a seconda della zona e delle autorizzazioni, con metodi supplementari.
- Caccia tardo-autunnale al cervo e al capriolo: possibile caccia di prosecuzione dopo l'alta caccia, qualora gli obiettivi cantonali di abbattimento non vengano raggiunti; le date per il 2026/27 non sono ancora definite.
- Caccia invernale ai cinghiali: secondo disposizione cantonale; le date per il 2026/27 non sono ancora definite.
- Regolazione proattiva del lupo: secondo disposizione cantonale, entro il termine di autorizzazione di volta in volta vigente.
Quasi nessun mese resta libero. Il richiamo di Corti al turismo serve proprio a distogliere l'attenzione da questo.
Silenziatori: «solo vantaggi»? Due casi ticinesi dicono il contrario
Anche riguardo ai silenziatori, ora consentiti, Corti non si sforza minimamente di soppesare: avrebbero «solo vantaggi». Come questi vantaggi possano manifestarsi nelle mani dei cacciatori per hobby lo mostra lo stesso cantone per ben due volte nel giro di pochi mesi. Un cacciatore per hobby ticinese è stato condannato come bracconiere, con silenziatore, dispositivo di visione notturna e trappole di richiamo illegali. E nel femminicidio di Faido commesso da un cacciatore per hobby nessuno ha sentito il colpo mortale esploso contro la donna di 56 anni, motivo per cui la polizia ipotizza l'uso di un silenziatore. La diffusione dei silenziatori attraverso autorizzazioni eccezionali in materia venatoria non è dunque un puro «vantaggio», bensì un problema di controllo con vittime reali non solo nel mondo animale.
05.09.2026
Sa 06:51
L'Ufficio della caccia e della pesca (UCP) del Ticino invita la popolazione a segnalare gli avvistamenti di cuccioli di lupo nati quest'anno, indicando data, luogo e possibilmente materiale fotografico o video. L'autorità dichiara apertamente che lo scopo è facilitare le richieste di «regolazione proattiva» dei branchi di lupi. Il giorno precedente, il Consiglio di Stato ticinese aveva deciso di far uccidere, nei branchi Molare e Lepontino, fino a due terzi dei giovani lupi nati nell'anno in corso – con la partecipazione di cacciatori per hobby.
L'IG Wild beim Wild raccomanda pertanto di non segnalare tali avvistamenti all'UCP. Le informazioni richieste non servono, com'è dimostrato, a un monitoraggio scientifico indipendente, alla protezione delle greggi o a una coesistenza priva di conflitti, bensì a preparare abbattimenti preventivi di cuccioli di lupo. Ciò contraddice una protezione della fauna che prenda sul serio le strutture sociali del branco, la regolazione naturale e la funzione ecologica del lupo. Anche per il bosco di protezione è importante una dinamica naturale intatta: i predatori possono influenzare l'uso dello spazio e il comportamento degli ungulati e contrastare così, a livello locale, una brucatura eccessiva.
Inoltre i lupi non si riproducono all'infinito in un unico luogo. I giovani si disperdono, colonizzano habitat liberi e idonei e collegano le popolazioni oltre i confini cantonali e nazionali, in tutto il continente.
Comunicazione originale dell'UCP
Segnalazione di giovani lupi – Per agevolare le richieste di regolazione proattiva dei branchi di lupo in Ticino, l’UCP invita a segnalare eventuali avvistamenti di giovani lupi dell’anno. Le segnalazioni, indicando la data e il luogo dell’avvistamento e corredate, se possibile, da fotografie o video, possono essere inoltrate a:
4 settembre 2026 – Attualità, Dipartimento del territorio
04.09.2026
Ven 14:51
Il lupo come capro espiatorio: le cifre ufficiali svelano chi fallisce davvero
Le cifre ufficiali dell'UCP di Bellinzona («Lupo – Predazioni 2026», stato al 3 settembre) mostrano senza mezzi termini: dei 108 animali da reddito uccisi da lupi nell'anno in corso, soltanto 4 erano adeguatamente protetti, nemmeno il 4 per cento. Nel 96 per cento delle predazioni i detentori di animali semplicemente non avevano adempiuto al loro obbligo legale di protezione. Ciononostante è il lupo a essere regolato, cacciato e liberalizzato all'abbattimento, mentre i veri responsabili restano impuniti. Come Wild beim Wild ha già documentato nel caso Paudo e nell'analisi sulla prassi esecutiva dell'Ufficio veterinario, non si tratta di un caso isolato, bensì di un sistema: da anni il Ticino tollera greggi non protette in zone note per la presenza del lupo, non sanziona le infrazioni e lascia infine che sia il predatore a pagare per il proprio fallimento nei controlli.
04.09.2026
Ven 11:25
Carniere record per il cervo: persino i cacciatori per hobby organizzati dubitano della giustificazione ufficiale
Negli ultimi anni il cantone ha inasprito massicciamente la caccia al cervo: 2’163 capi durante l'alta caccia 2025, contro 1’787 nel 2022. Significativo: nel 2021 persino la federazione cantonale dei cacciatori FCTI ha contestato l'ipotesi delle autorita di una popolazione in crescita, mettendo in guardia da una «lotta senza pieta» contro il cervo. Per la popolazione di camosci il quadro e opposto: il contingente massimo di 800 capi non e mai stato raggiunto dal 2022 e nella zona Gambarogno-Tamaro-Lema la popolazione e crollata al punto che la caccia ha dovuto essere sospesa per tre anni. Le cifre di abbattimento dicono dunque ben poco sul fatto che l'uccisione sia ecologicamente giustificata: riflettono soprattutto la politica di concessione del cantone stesso. Dopo l'alta caccia 2025 il Ticino ha inoltre registrato oltre 140 autodenunce e 19 revoche di patente per infrazioni gravi, tra cui un caso di bracconaggio con arma munita di silenziatore e visore termico. Maggiori informazioni nell'articolo completo.
04.09.2026
Ven 10:54
Avvio della stagione con 50 metri di distanza di sicurezza: l'aumento promesso dal 2019 manca ancora oggi
Dal 5 settembre circa 1’800 cacciatori per hobby sono di nuovo in giro per tutto il cantone durante l'alta caccia, in due fasi fino al 27 settembre. Quanto sia precaria la protezione della popolazione lo mostra un dettaglio: secondo l'Ufficio della caccia e della pesca, i cacciatori per hobby devono mantenere solo 50 metri di distanza da abitazioni, campeggi e sentieri didattici naturalistici, la lunghezza di una piscina. Dopo i gravi incidenti di caccia dell'autunno 2019, nei quali fu ucciso tra gli altri uno spazzacamino che indossava un giubbotto ad alta visibilita, il cantone aveva annunciato un aumento a 200 metri. Non e mai stato attuato: ancora oggi vale la regola dei 50 metri. Da luglio 2026 sono inoltre ammessi i silenziatori, il che rende gli spari nei pressi degli insediamenti piu silenziosi, ma non piu sicuri. In Valle di Blenio, dove ora inizia l'alta caccia, continua inoltre a farsi sentire il caso di Faido/Leontica, dove un cacciatore per hobby ha ucciso a colpi d'arma da fuoco la sua ex moglie e fatto saltare in aria una casa: un'ulteriore prova del ricorrente schema fatto di accesso legale alle armi e violenza nell'ambiente venatorio. Maggiori informazioni nell'articolo completo.
03.09.2026
Gio 16:58
Il Ticino autorizza l'abbattimento dei branchi Molare e Lepontino, senza un solo attacco accertato
Il 3 settembre il Consiglio di Stato ha ordinato, con la benedizione dell'UFAM, l'uccisione di fino a due terzi dei cuccioli nati nel 2026 nei branchi Molare e Lepontino, eseguita anche da cacciatori per hobby appositamente formati. Né per Molare né per Lepontino il cantone indica una sola predazione attribuita al rispettivo branco come motivazione: la giustificazione cantonale resta volutamente generica. Secondo l'ordinanza sulla caccia riveduta è sufficiente la semplice prova della presenza di due o più cuccioli dell'anno, un'uccisione preventiva, senza alcuna dimostrazione di un comportamento scorretto individuale. Le decisioni si rivolgono espressamente contro i «giovani lupi» e ordinano ai cacciatori per hobby persino di non sparare quando gli animali hanno dimensioni pressoché uguali, per non colpire un genitore. Non viene quindi punito un branco che ha comprovatamente causato danni, bensì il semplice fatto che si sia riprodotto. Maggiori informazioni nell'articolo dettagliato.
Contesto
- Dossier: Quanti incidenti di caccia avvengono in Svizzera?
- Dossier: Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera
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