Rabarbaro: una tentazione agrodolce
Il rabarbaro è noto per il suo sapore aspro, spesso impiegato in cucina dolce. Ad aprile inizia la stagione locale di questo ortaggio.
Il rabarbaro appartiene alla famiglia delle Polygonaceae ed è botanicamente classificato come ortaggio.
Il sapore del rabarbaro ricorda però la mela e il limone, e anche nella preparazione si avvicina piuttosto alla frutta: da noi questo ortaggio dal gusto aspro si consuma soprattutto addolcito, in torte, come composta, marmellata e sformato, oppure viene trasformato in succo. Vale la regola: più l'ortaggio rosso-verde è rosso, più è dolce.
Preparazione semplice
La preparazione del rabarbaro è molto semplice: i gambi vengono tagliati a pezzi e fatti sobbollire con un po' di zucchero per circa 10 minuti. I gambi fibrosi e molto duri andrebbero prima sbucciati leggermente, o meglio si rimuovono i filamenti duri con un coltello. Dopo la cottura il rabarbaro si lavora facilmente e può essere congelato. In questo modo si dispone, ad esempio anche in inverno, di una buona fonte di vitamina A, vitamina C e potassio.
Le foglie non devono essere consumate, poiché contengono acido ossalico tossico. A causa dell'acido ossalico, è in linea di principio preferibile evitare il consumo di rabarbaro crudo.
Rimedio erbaceo con effetto fitosanitario
Il rabarbaro è originario della regione himalayana. Oggi questo ortaggio dalla crescita vigorosa è disponibile durante la stagione, da aprile a giugno, dal proprio giardino o da coltivazioni locali. Nel 2022 la superficie coltivata in Svizzera era di poco più di 100 ettari. Maggiori informazioni su Protezione dell'ambiente e della natura.
Il nome rabarbaro deriva dal latino e significa all'incirca radice (rheum) straniera o estera (barbarus). Il rabarbaro, ortaggio a basso contenuto calorico, non è solo una dolce tentazione, ma può anche fungere da fitosanitario. Il decotto di rabarbaro agisce ad esempio contro la peronospora e può allontanare i pidocchi. Inoltre il rabarbaro, noto per favorire la digestione, era già utilizzato come rimedio medicinale in Cina 4’800 anni fa.
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