Volontari invece di fucili: Il Progetto della Foresta di Montagna chiede aiuto
Il Progetto della Foresta di Montagna con sede a Trin sta cercando urgentemente volontari impegnati per il 2026, che contribuiscano concretamente alla conservazione delle foreste di montagna in interventi settimanali. Ogni anno circa 3000 persone partecipano a oltre 50 siti in Svizzera, nel Liechtenstein e nell'Austria adiacente, per garantire la stabilità e la funzione protettiva delle foreste di montagna.
Queste foreste proteggono gli insediamenti e le infrastrutture da valanghe, cadute di massi e inondazioni, e quindi svolgono un ruolo molto più importante rispetto al semplice sfondo per il turismo venatorioe l'alimentazione degli animali selvatici.
I cambiamenti climatici, le temperature più elevate e gli eventi estremi mettono ulteriormente sotto stress le foreste di montagna, mentre contemporaneamente aumentano le pressioni dovute alla caccia ricreativa, all'uso turistico, alle infrastrutture e agli interventi forestali.
Per aumentare la resilienza della foresta di montagna, il Progetto della Foresta di Montagna si affida a misure mirate per promuovere la biodiversità, al ringiovanimento appropriato alle condizioni locali e alla manutenzione continua, invece che al massimizzare i ricavi a breve termine.
In questo modo il progetto si contrappone chiaramente alle "soluzioni" guidate dalla caccia, dove gli animali selvatici diventano capri espiatori per i presunti danni da pascolo, mentre i problemi strutturali nella gestione forestale rimangono ignorati.
Lavoro manuale sul terreno: cosa fanno concretamente i volontari
Durante le settimane di progetto, i volontari lavorano sotto guida specializzata su terreni ripidi: piantano alberi giovani appropriati al luogo, mantengono foreste protettive, rimuovono specie non autoctone, costruiscono protezioni dall'erosione e aiutano a rendere le strutture forestali più resistenti alle tempeste e alla siccità.
Tali interventi combinano il lavoro fisico con l'educazione ambientale. I volontari imparano le interconnessioni ecologiche e sperimentano come gli ecosistemi forestali possono essere stabilizzati senza il romanticismo della caccia, ma con molto lavoro manuale.
Comunicazione pubblica invece di propaganda venatoria
Il Progetto della Foresta di Montagna chiede esplicitamente ai media e alle piattaforme di sottolineare l'importanza della foresta di montagna e di sostenere la ricerca di volontari.
Per le redazioni sono disponibili un testo stampa dettagliato e immagini mediatiche. Inoltre, il progetto invita i giornalisti a partecipare attivamente e a parlare direttamente con i volontari e i responsabili del progetto.
Per pubblicazioni critiche verso la caccia come wildbeimwild.com, questa è un'opportunità per spostare il focus dalla caccia ricreativa e dai trofei al vero lavoro di protezione e manutenzione nella foresta, mostrando così un'immagine diversa dell'impegno per le regioni montane.
Un'alternativa alla caccia ricreativa
Mentre le associazioni venatorie continuano a cercare di presentare il loro ruolo come presunti guardiani della foresta, il Progetto della Foresta di Montagna mostra un'alternativa della società civile: manutenzione della foresta protettiva come compito di interesse pubblico, portato avanti da volontari e specialisti, senza numeri di abbattimento e logica dei trofei.
Chi vuole impegnarsi può trovare informazioni su località e date sul sito web del Progetto della Foresta di Montagna e con il proprio lavoro può fare più per la foresta di montagna che un'intera stagione di caccia ricreativa potrebbe mai realizzare.
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