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Cornacchie nere: Lucerna valuta incentivi per i cacciatori ricreativi

La dissuasione ha scarso effetto, la rimozione dei nidi resta un tentativo: il Consiglio di Stato lucernese risponde al postulato sulle cornacchie di Emmen e vuole chiarire se i comuni e i cacciatori ricreativi parteciperanno a un progetto pilota con incentivi.

Redazione Wild beim Wild · 5 novembre 2026
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Il Consiglio di Stato lucernese esclude l'abbattimento di cornacchie nere nelle zone abitate. Al di fuori degli abitati intende chiarire con i comuni interessati e i cacciatori ricreativi se partecipano a un progetto pilota che testa un «sistema di incentivi» per la caccia.

Lo si evince dalla sua presa di posizione del 27 ottobre 2026 sul postulato P 760 del deputato PLR Martin Birrer, pubblicata lunedì 2 novembre, come riferisce Radio Central sulla base di Keystone-ATS. Secondo la valutazione del Consiglio di Stato, le cornacchie negli abitati non si lasciano semplicemente allontanare, e per motivi di sicurezza esclude gli abbattimenti in tali zone.

Cosa chiede il postulato

Birrer, agricoltore di Emmen, aveva presentato l'atto parlamentare il 30 marzo 2026. Descrive migliaia di cornacchie, rumore continuo e balconi, tavoli da giardino e veicoli imbrattati di escrementi. Il PLR chiedeva «soluzioni efficaci e tempestive che decimino le colonie» e che possano essere applicate indipendentemente dal periodo di protezione. Le cornacchie nere sono protette per più di cinque mesi all'anno.

Cosa risponde il Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato conferma che i conflitti con la cornacchia nera sono aumentati. Lo attribuisce a una popolazione cresciuta e al fatto che gli uccelli nidificano volentieri nei centri abitati, dove sono meglio protetti da nemici come la martora o il gufo reale. Secondo gli accertamenti del Cantone, rumore ed escrementi non sono considerati danni causati dalla fauna selvatica; per interventi durante il periodo di protezione manca quindi una base giuridica. Da agosto a metà febbraio le riserve lucernesi possono invece già oggi cacciare la cornacchia nera senza contingente. Nelle zone abitate il Governo esclude gli abbattimenti per motivi di sicurezza, mentre all'esterno una regolazione della popolazione sarebbe possibile, anche se impegnativa.

Per quanto riguarda gli altri mezzi, il Governo stesso è scettico. I tentativi di scacciare le cornacchie con gufi reali artificiali hanno mostrato un effetto modesto, per esempio a Basilea, Aarau e Bienne. L'abbattimento degli alberi di nidificazione potrebbe essere duraturo, ma è controverso. Come tentativo, il Consiglio di Stato raccomanda di rimuovere i nidi appena costruiti al di fuori del periodo di protezione e prima della deposizione delle uova, nella speranza che la colonia si stabilisca in un luogo meno conflittuale. Non c'è alcuna garanzia di successo. Il Consiglio di Stato chiede di dichiarare il postulato parzialmente accolto.

Incentivi per gli abbattimenti: denaro pubblico per la caccia alle cornacchie

In concreto, il Consiglio di Stato pensa a fondi per attrezzature speciali come schermi mimetici e richiami visivi; un'indennità per i cacciatori ricreativi sarebbe «ipotizzabile». Il Servizio agricoltura e foreste potrebbe occuparsi della pianificazione e della consulenza; inoltre andrebbero prima individuati i luoghi di sosta degli uccelli. Il Consiglio di Stato stima grosso modo in 50’000 franchi i costi di una successiva attuazione, alla quale dovrebbero partecipare i comuni. Se comuni e associazione dei cacciatori vogliano davvero collaborare, secondo il Consiglio di Stato è ancora aperto.

Il motivo degli incentivi lo indica la presa di posizione stessa: i cacciatori ricreativi avrebbero bisogno di «incentivi lucrativi» perché non esiste alcun obbligo di caccia e questa «di regola non si impone nemmeno». La cornacchia nera può quindi già oggi essere abbattuta a Lucerna senza limiti; affinché lo facciano più cacciatori ricreativi, ora dovrebbe scorrere denaro pubblico. Il Cantone di Zugo ha seguito la strada opposta: il 29 giugno 2026 ha abolito il suo premio di 5 franchi per cornacchia e di 10 franchi per coda di volpe, ma sei cacciatori ricreativi ricorrono contro questa decisione al Tribunale federale.

Che gli abbattimenti al di fuori degli insediamenti risolvano i problemi all'interno degli insediamenti è inoltre dubbio. Il Ufficio ambientale dello Stato della Baviera rileva che oltre il 95 per cento delle cornacchie nere in Baviera nidifica in città o a meno di 100 metri di distanza dai centri abitati. Tra i motivi, l'ufficio cita, tra l'altro, la precedente caccia fuori dai centri abitati nonché la persecuzione e il disturbo presso le colonie, che spingono gli uccelli verso le città. Negli insediamenti, gli uccelli non percepiscono il traffico e i passanti come un pericolo. Dal 2025 l'ufficio conduce sì un progetto pilota con abbattimenti singoli, ma la constatazione sullo spostamento verso le città proviene dall'ufficio stesso. Un'intensificazione della caccia in campagna potrebbe dunque provocare esattamente il contrario di ciò che desiderano gli abitanti di Emmen.

Nel Cantone di Lucerna il tema non è nuovo. Già nel 2023, nel contributo «Caccia ricreativa a corvi e cornacchie: inutile» abbiamo mostrato perché gli abbattimenti di corvidi inaspriscono i conflitti anziché risolverli.

Commento: nessun denaro pubblico per la caccia alle cornacchie

Il governo lucernese descrive la situazione in modo più onesto dell'intervento parlamentare: la dissuasione ha scarso effetto, rimuovere i nidi è un tentativo senza garanzie e nelle zone abitate non si può sparare per motivi di sicurezza. Ancora meno comprensibile è che tenga comunque in considerazione un progetto pilota da circa 50’000 franchi per spingere i cacciatori ricreativi alla caccia alle cornacchie, benché lui stesso ne veda l'efficacia solo come «teorica» e l'attuazione come «praticamente impegnativa». Chi spara alle colonie all'esterno rischia di spingere ulteriormente gli uccelli negli insediamenti, dove hanno meno nemici.

Le cornacchie nere sono uccelli altamente intelligenti e socievoli, la cui popolazione, secondo il Consiglio di Stato, è aumentata. I conflitti legati a rumore ed escrementi sono reali, ma il governo stesso ammette che la questione di quale popolazione sia sostenibile riceve una risposta «molto soggettiva». Simili conflitti richiedono pazienza, pianificazione nel verde urbano e tolleranza, non denaro per uccelli morti. Zurigo ha dimostrato che la caccia agli uccelli può essere limitata. Chi in Gran Consiglio vuole opporsi ai premi di abbattimento trova un modello nel testo modello «Nessun premio di abbattimento per animali selvatici».

Fonti

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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