La legge «Sparatutto» italiana: voto il 27 novembre
I vertici dei gruppi parlamentari della Camera hanno calendarizzato la riforma della legge sulla caccia per il 27 novembre, nonostante in commissione siano pendenti oltre un milione di emendamenti. Il testo di legge cancella il lupo dall'elenco delle specie particolarmente protette e la fine della stagione venatoria a febbraio.
Immagine simbolica. Foto: Madara / Unsplash
Sono venuti da lontano
La riforma della legge italiana sulla caccia arriva alla Camera dei deputati il 27 novembre. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo il 29 ottobre, come riferiscono La Nuova Ecologia e l'WWF Italia. Si tratta del disegno di legge n. 2984, che il Senato ha approvato il 23 giugno 2026 come disegno di legge n. 1552 con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astenuti (Sbircia la Notizia). I critici la chiamano «Legge Sparatutto», la «legge spara-a-tutto».
Oltre un milione di emendamenti pendenti
Secondo il portale specializzato IoCaccio, nella commissione Agricoltura della Camera sono stati presentati complessivamente 1’042’757 emendamenti, come comunicato nella seduta del 28 luglio; la gran parte proviene dal Movimento 5 Stelle. Il 27 ottobre la commissione era ancora ferma agli emendamenti all'articolo 1. Il nuovo presidente della commissione Francesco Bruzzone (Lega), successore di Mirco Carloni, ha annunciato di voler applicare rigorosamente il regolamento parlamentare per accelerare i tempi. Le relatrici sono, secondo la banca dati parlamentare, Laura Cavandoli e Monica Ciaburro.
Anche nella coalizione di governo la riforma non è incontestata: deputati di Forza Italia hanno presentato 14 emendamenti che, tra l'altro, raddoppierebbero le multe massime e introdurrebbero, dopo una condanna definitiva, una sospensione obbligatoria dell'abilitazione alla caccia da tre mesi fino a un anno.
Cosa prevede il testo di legge
Il disegno di legge modifica la legge sulla caccia 157/1992 in numerosi punti. Il testo di legge approvato dal Senato prevede, tra l'altro:
- Lupo: viene cancellato dall'elenco delle specie particolarmente protette dell'articolo 2 (art. 3). Non diventa tuttavia cacciabile.
- Stagione venatoria: Viene eliminato il limite secondo cui la stagione venatoria non può essere prolungata oltre la prima decade di febbraio (art. 11).
- ISPRA: Viene meno la disposizione secondo cui le regioni devono attenersi, nei calendari venatori, al parere dell'autorità statale per l'ambiente ISPRA («al quale devono uniformarsi»). In futuro contano i pareri dell'ISPRA e del comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale (art. 11).
- Nuove specie cacciabili: oca selvatica (Anser anser) e piccione di città (art. 11).
- Aziende venatorie: Per le aziende faunistico-venatorie private viene meno il requisito dell'assenza di fini di lucro; le concessioni regionali durano dieci anni e sono rinnovabili (art. 10).
- Foreste demaniali: Le superfici del demanio forestale di Stato, regioni ed enti pubblici vengono incluse nella pianificazione venatoria (art. 6).
- Richiami vivi: Per ogni cacciatore ricreativo sono consentiti fino a dieci richiami vivi catturati per specie e 40 in totale; per i richiami inanellati e allevati in cattività non vale alcun limite massimo. Le regioni disciplinano l'allestimento degli impianti di cattura (art. 4 e 5).
- Neve e visione notturna: La caccia su terreno innevato viene consentita in tutto il Paese per la caccia di selezione agli ungulati e per la battuta al cinghiale (art. 15). Nella caccia di selezione agli ungulati sono ammessi dispositivi ottici e optoelettronici, tranne che per le specie dell'allegato V della direttiva Habitat (art. 8).
- Ostacolo alla caccia: Diventa nuovo reato «impedire, ostacolare o rallentare» le misure di controllo e la caccia. Chi ostacola le misure di controllo rischia una multa da 150 a 900 euro (art. 15 e 19).
- Piombo: Due commi dell'articolo 31 della legge sulla caccia vengono abrogati, e le mappe delle zone umide ai sensi del regolamento UE sulle sostanze chimiche REACH valgono solo più come «indicative e non esaustive» (art. 20).
- Articolo sulle finalità: In futuro la caccia dovrà tenere conto anche delle «tradizioni» e «contribuire alla tutela della biodiversità e dell'ecosistema» (art. 2).
Secondo l'alleanza di associazioni, di cui riportiamo la dichiarazione La Nuova Ecologia e l'WWF Italia, il testo è già stato oggetto di rilievi da parte della Commissione UE per possibili conflitti con il diritto europeo, in primo luogo con la direttiva Uccelli. Secondo un'analisi della rivista giuridica Giustizia Insieme la Direzione generale Ambiente della Commissione aveva già messo in guardia il ministero nel dicembre 2025 sul rischio di una procedura di infrazione, tra l'altro a causa dell'abolizione della chiusura a fine febbraio, dei dispositivi di visione notturna e della cattura di uccelli selvatici da usare come richiami. Contro l'Italia è inoltre già in corso la procedura di infrazione 2023/2187 sulla caccia e sulla munizione al piombo (Sbircia la Notizia). Wild beim Wild ha riferito ampiamente sulla disputa con Bruxelles e i ruolo della lobby della caccia.
Ampia resistenza
Un'alleanza composta da Greenpeace, Legambiente, LAV, Lipu, WWF Italia, ENPA e altre associazioni parla di una legge che indebolisce la protezione degli animali selvatici e amplia le possibilità di ucciderli per divertimento. «Gli animali selvatici non appartengono alla lobby delle armi e delle cartucce», si legge nella dichiarazione congiunta. Le associazioni sottolineano che gli animali selvatici appartengono alla collettività; secondo l'articolo 1 della legge 157/1992 sono patrimonio indisponibile dello Stato.
Il 31 ottobre, circa venti organizzazioni hanno protestato a Genova davanti alla prefettura. Hanno ricordato che, dalla revisione del 2022, la tutela degli animali è sancita dall'articolo 9 della Costituzione italiana (La Voce di Genova). Già a settembre un'alleanza nazionale si era mobilitata a Milano contro il progetto. Anche la popolazione non sostiene un ampliamento della caccia ricreativa, come mostra un sondaggio Ipsos.
Perché la questione riguarda la Svizzera
Molti degli uccelli migratori cacciati in Italia attraversano le Alpi e la Svizzera. Quanto sia già diffusa la caccia illegale agli uccelli a sud del confine lo mostrano i casi di Brescia e Castel Volturno. Che i tribunali possano intervenire lo dimostra la più recente decisione a Sicilia. Ulteriori contributi si trovano nella rubrica Legge sulla caccia.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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