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Ambiente & Natura

Il premier indiano: combattere la crisi climatica a tavola

Narendra Modi ha sottolineato che ogni individuo può contribuire alla protezione del pianeta attraverso il proprio comportamento.

Redazione Wild beim Wild — 20. aprile 2023

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha dichiarato che la crisi climatica non può essere risolta soltanto ai tavoli delle conferenze.

Anche le azioni del singolo individuo svolgono un ruolo importante.

Il vegetariano ha espresso la sua opinione in un evento della Banca Mondiale intitolato Making it Personal: How Behavioural Change Can Tackle Climate Change, tenutosi il 14 aprile.

«Quando un'idea passa dai tavoli delle discussioni ai tavoli da pranzo, diventa un movimento di massa», ha dichiarato Modi. «Se rendiamo consapevole ogni famiglia e ogni individuo del fatto che le proprie scelte possono aiutare il pianeta, questo può avere un grande impatto e può essere attuato rapidamente.»

Promozione di abitudini sostenibili in India

Modi ha sottolineato che sarà necessario un sostegno finanziario per aiutare le famiglie ad adottare pratiche più sostenibili. Ciò è avvenuto dopo che la Banca Mondiale aveva promesso di aumentare del nove per cento i propri fondi per la protezione del clima, il che ha indotto Modi ad affermare che, accanto alle iniziative procedurali, devono essere finanziate anche le «iniziative comportamentali» per produrre un cambiamento definitivo.

Modi non ha esplicitamente raccomandato un particolare tipo di alimentazione sostenibile, ma si è espresso a favore di una maggiore presenza di componenti vegetali nel sistema alimentare. Ciò ha incluso riferimenti a un'agricoltura a stretto contatto con la natura, comunemente associata alle colture rigenerative, e la promozione dei cereali di miglio nell'alimentazione quotidiana.

Modi si è anche soffermato ampiamente sull'iniziativa climatica indiana Mission LiFE, con la quale si intende educare la popolazione del paese a un uso responsabile delle risorse. Al centro vi sono gli sforzi per la sostenibilità, volti a risparmiare acqua ed energia, incoraggiando al contempo la popolazione indiana a uno «stile di vita sano».

Combattere la crisi climatica con alimenti vegetali

L'India è un importante motore di impulso per il settore vegetale, sebbene il paese consumi ancora grandi quantità di prodotti animali.

I dati mostrano che nel 2022 l'India consumerà quattro milioni di tonnellate di pollame. Inoltre, le vendite di carne, inclusi i «frutti di mare», sono aumentate ogni anno dal 2014.

Oltre al consumo di carne, l'India ospita il più grande settore lattiero-caseario del mondo. Considerati i danni ambientali causati dalla produzione di carne e latticini, questi fattori contribuiscono significativamente alla crisi climatica.

Greenpeace riferisce che l'agricoltura e la deforestazione insieme sono responsabili di un quarto di tutte le emissioni di gas serra. Inoltre, il 60 percento di tutte le emissioni agricole è attribuibile all'allevamento animale. Di conseguenza, gli esperti hanno iniziato a raccomandare un'alimentazione vegetale per attenuare i sintomi della crisi climatica.

Attualmente in India circa 574 milioni di persone seguono un'alimentazione priva di carne. Tuttavia, solo il nove percento della popolazione utilizza il termine «vegano».

Narendra Modi ha sottolineato che ogni singolo individuo può contribuire alla protezione del pianeta attraverso il proprio comportamento.

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