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Criminalita & Caccia

Grottazzolina: cacciatore ricreativo uccide a colpi di arma da fuoco un cane, ritirato il porto d'armi

Il labrador stava passeggiando con la sua famiglia quando un cacciatore ricreativo ha sparato due volte. Per il Questore di Fermo è stato decisivo il secondo colpo.

Redazione Wild beim Wild · 5 novembre 2026
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«Che gli altri stiano attenti»

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A Grottazzolina, nella provincia italiana di Fermo, il 15 ottobre un cacciatore ricreativo di 70 anni ha ucciso a fucilate il labrador della famiglia del sindaco.

Il cane stava passeggiando con i suoi umani e correva libero quando l'uomo gli ha sparato due volte. Il Questore di Fermo ha ritirato il porto d'armi al cacciatore ricreativo. Nei suoi confronti pende una denuncia per uccisione di animale.

Due colpi sotto gli occhi della famiglia

L'episodio è avvenuto in una zona agricola vicino al centro abitato. Il cacciatore ricreativo si era appostato presso un cespuglio. Il labrador si è avvicinato al nascondiglio, secondo la valutazione de Il Resto del Carlino «molto probabilmente per gioco». Secondo la polizia, l'uomo ha sparato un primo colpo che ha ferito l'animale e subito dopo un secondo che lo ha ucciso (La Provincia di Fermo). Il cane si chiamava Spillo, come riferisce greenMe.

La famiglia, costretta ad assistere a tutta la scena, ha sporto subito denuncia ai Carabinieri. Il cacciatore ricreativo è stato denunciato alla Procura di Fermo per uccisione di animale. L'articolo 544-bis del Codice penale italiano prevede per questo reato, dopo la revisione introdotta dalla legge 82/2025, la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 5’000 a 30’000 euro. Fino a una sentenza vale la presunzione di innocenza.

Questore: il secondo colpo ha superato la legittima difesa

Il Questore Eugenio Ferraro ha revocato immediatamente il porto d'armi. La polizia motiva la decisione in modo netto: il possesso di armi e il porto d'armi, sia per lo sport sia per la caccia, non sono «un diritto, ma una concessione dell'autorità di pubblica sicurezza». Ogni titolare deve dimostrare in modo permanente una «condotta irreprensibile» e un «equilibrio psicofisico assoluto» che garantisca «in ogni situazione il pieno controllo di impulsi ed emozioni».

Determinante è stato, secondo La Provincia di Fermo il secondo sparo, che «andava oltre la difesa contro un eventuale attacco dell'animale». Sebbene la situazione non rappresentasse «alcun pericolo reale», il cacciatore ricreativo avrebbe reagito in modo «del tutto sproporzionato», ha precisato la polizia. Le autorità non hanno quindi ravvisato una situazione di legittima difesa.

L'ENPA mette in guardia contro la legge «Sparatutto»

Il caso si inserisce nel dibattito sulla riforma della legge italiana sulla caccia, che la Camera dei deputati esamina dal 27 novembre. L'organizzazione per il benessere animale ENPA ha avvertito il 2 novembre che, con il disegno di legge n. 2984, «anche i nostri cani e gatti sarebbero esposti a pericoli ancora maggiori» (ENPA). L'estensione della caccia ricreativa a nuove aree, tra cui le foreste demaniali, e il prolungamento del periodo venatorio renderebbero più frequenti i cosiddetti «incidenti», che costano la vita ad animali non umani e mettono in pericolo anche le persone.

L'ENPA invita i sindaci a prevenire, nell'ambito delle loro competenze, i pericoli legati alla caccia e i deputati a fermare il disegno di legge. L'organizzazione rimanda ad altri casi, come quello del cane Zeus, che a Olbia è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella proprietà recintata della sua famiglia, presumibilmente da un cacciatore ricreativo. I carabinieri stanno indagando.

Un problema strutturale di sicurezza

Grottazzolina non è un caso isolato. Quante persone e quanti animali non umani in Italia diventino ogni anno vittime della caccia ricreativa lo mostra il Dossier AVC 2025/2026. Quali allentamenti preveda la legge «Sparatutto» e quale ruolo svolga la lobby della caccia lo descrive il contributo «Come la lobby della caccia vuole ristrutturare la protezione della fauna». Che autorità e tribunali possano anche intervenire con decisione lo dimostrano i casi di Castel Volturno e Sicilia. Ulteriori contributi si trovano nella rubrica Criminalità & Caccia.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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