Iniziativa popolare federale «Per una protezione professionale della fauna selvatica»
Iniziativa popolare federale in forma di progetto elaborato
In virtù dell'articolo 139 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999
Depositata dal comitato d'iniziativa [data del deposito]
I cittadini e le cittadine aventi diritto di voto sottoscritti presentano la seguente richiesta:
La Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 è modificata come segue:
Art. 79a (nuovo) Protezione professionale della fauna selvatica
1 L'esercizio della caccia da parte di privati (caccia ricreativa) è vietato su tutto il territorio della Confederazione Svizzera.
2 La protezione, la cura e la regolazione degli animali selvatici competono esclusivamente a gestori faunistici professionalmente qualificati, operanti al servizio dei cantoni.
3 L'abbattimento di animali selvatici è ammesso solo come misura estrema (principio dell'ultima ratio). Esso richiede l'autorizzazione preventiva di una commissione faunistica indipendente.
4 I cantoni istituiscono commissioni faunistiche indipendenti, composte da rappresentanti delle associazioni per la protezione degli animali e della natura, del mondo scientifico e delle autorità competenti.
5 La Confederazione e i cantoni promuovono l'autoregolazione naturale delle popolazioni selvatiche, il collegamento degli habitat e la coesistenza tra uomo e fauna selvatica.
6 La legge disciplina i dettagli.
Art. 79b (nuovo) Protezione delle specie animali selvatiche minacciate e protette
1 È vietata la regolazione preventiva delle popolazioni di specie animali selvatiche protette. Vi rientrano in particolare il lupo, la lince, l'orso, il castoro, la lontra, l'aquila reale e altre specie protette dal diritto federale.
2 La Confederazione e i cantoni puntano sulla promozione della coesistenza tra uomo e fauna selvatica, sulla prevenzione passiva dei danni e sull'accompagnamento scientifico della presenza della fauna selvatica.
3 Restano riservate misure contro singoli animali selvatici in caso di pericolo immediato per le persone. Esse devono essere limitate al minimo ed essere eseguite esclusivamente dal servizio cantonale competente.
4 La Confederazione si impegna a livello internazionale per la protezione delle specie animali selvatiche minacciate.
Disposizione transitoria relativa agli articoli 79a e 79b (nuovi)
1 Il Consiglio federale emana le disposizioni di esecuzione necessarie entro tre anni dall'accettazione della presente modifica costituzionale.
2 I cantoni garantiscono la continuità della gestione della fauna selvatica durante la fase transitoria.
3 Le licenze di caccia e i contratti di affitto di caccia esistenti decadono con l'entrata in vigore delle disposizioni di esecuzione. Le tasse di licenza e i canoni d'affitto già versati per la stagione di caccia in corso vengono rimborsati proporzionalmente.
Spiegazioni
1. Situazione di partenza
La Svizzera conosce oggi tre sistemi di caccia: caccia a patente, caccia per riserva e caccia in economia propria (Cantone di Ginevra). Circa 30'000 cacciatrici e cacciatori ricreativi acquistano ogni anno una licenza o affittano una riserva. Secondo CacciaSvizzera, le tasse di licenza e di affitto di caccia ammontano a circa 26 milioni di franchi all'anno.
I costi esterni della caccia ricreativa non vengono registrati in alcun bilancio ufficiale: 20'000 incidenti con la fauna selvatica all'anno generano circa 76 milioni di franchi di costi assicurativi. Circa 300 incidenti di caccia all'anno, di cui una parte consistente con lesioni gravi, provocano costi SUVA stimati in 3,6 milioni di franchi; dal 2000 sono morte oltre 75 persone in incidenti di caccia.
I 585'000 ettari di foreste di protezione richiedono investimenti annui di circa 150 milioni di franchi da parte della Confederazione, dei cantoni e dei beneficiari; circa il 30 per cento della superficie forestale di protezione presenta una rinnovazione insufficiente, poiché la pressione venatoria spinge gli animali selvatici verso il bosco (effetto di spostamento). La caccia ricreativa, attraverso la riproduzione compensatoria, produce più animali di quanti ne preleva: un'elevata pressione venatoria porta a una maturità sessuale precoce e a cucciolate più numerose. Il sistema che dovrebbe proteggere la foresta di protezione aggrava il problema che pretende di risolvere (cfr. il dossier completo sui miti della caccia su wildbeimwild.com).
L'evoluzione politica degli ultimi anni aggrava ulteriormente la situazione: con la revisione della legge federale sulla caccia nel dicembre 2022 è stata introdotta la regolazione preventiva del lupo. Dal febbraio 2025 i cantoni possono autorizzare l'abbattimento di singoli castori che causano danni rilevanti (art. 9d OCP). La pressione politica su lince, lontra e altre specie protette aumenta costantemente. L'indebolimento della protezione delle specie a livello di legge rende imperativo il suo ancoraggio nella Costituzione federale (cfr. l'analisi della politica venatoria su wildbeimwild.com e la politica sul lupo su wildbeimwild.com).
La lobby della caccia ricreativa combatte le istanze di tutela della natura non solo a livello legislativo, ma anche alle urne. Il 27 settembre 2020 la popolazione ha respinto la revisione della legge sulla caccia con il 51,9 per cento di no (SRF). Il 22 settembre 2024 l'iniziativa per la biodiversità è fallita con il 63 per cento di no, osteggiata attivamente dalla lobby della caccia ricreativa, dall'Unione Svizzera dei Contadini e dal PLR (SRF). Nel 2016 la associazione dei cacciatori ticinese FCTI ha fatto naufragare il secondo parco nazionale svizzero, il Parc Adula, con una propaganda basata sulla paura (SRF). I cacciatori ricreativi in parlamento, nella legislatura 2015-2019, hanno votato in maggioranza contro le istanze ambientali. Questo blocco sistematico è un motivo centrale per cui la protezione della fauna deve essere ancorata a livello costituzionale, resistente alla pressione politica della lobby della caccia ricreativa.
2. Il modello: il cantone di Ginevra
Il 19 maggio 1974 oltre il 70 per cento dei votanti del canton Ginevra si è espresso a favore dell'abolizione della caccia ricreativa. Prima del divieto, la selvaggina grossa nel cantone era praticamente estinta: cervi e cinghiali mancavano da decenni, del capriolo sopravvivevano solo poche decine di esemplari. Oltre 400 cacciatori e cacciatrici ricreativi immettevano massicciamente fagiani, starne e lepri per la caccia.
- Il bilancio dopo oltre 50 anni è inequivocabile:
- La biodiversità è aumentata in modo marcato. Il numero di uccelli acquatici svernanti si è moltiplicato da poche centinaia a circa 30'000. Ginevra ospita oggi la più grande popolazione di lepri comuni della Svizzera e una delle ultime popolazioni di starne: 17,7 lepri comuni per 100 ettari, contro 1,0 nel canton Zurigo.
- L'efficienza della gestione professionale della fauna selvatica è comprovata: un guardiacaccia necessita di 8 ore e 2 cartucce per un abbattimento mirato. Un cacciatore ricreativo necessita, per lo stesso risultato, di 60-80 ore e 15 cartucce.
- Il divieto è in vigore ininterrottamente da oltre 50 anni. Ginevra non lo ha mai revocato.
- I costi complessivi della gestione professionale della fauna selvatica a Ginevra ammontano a circa 1,2 milioni di franchi all'anno, suddivisi tra personale (circa tre posti a tempo pieno, ripartiti su una dozzina di incaricati ambientali), prevenzione e indennizzo dei danni. Ciò corrisponde a circa 2.40 franchi per abitante all'anno.
- Nel Parco Nazionale dell'Engadina si osserva lo stesso schema su scala più ampia: libero dalla caccia da oltre 100 anni, il numero di camosci si è stabilizzato a 1'350 capi, mentre la biodiversità è raddoppiata.
Una presentazione dettagliata si trova nel dossier «Ginevra e il divieto di caccia» su wildbeimwild.com.
3. Perché un'iniziativa federale?
25 iniziative cantonali significano 25 campagne parallele, 25 raccolte di firme e 25 votazioni, in cantoni con premesse politiche molto diverse tra loro, da Basilea-Città ai Grigioni, da Ginevra all'Appenzello Interno. Un'iniziativa federale decide tutto in un colpo solo e crea un diritto di protezione della fauna uniforme per l'intera Svizzera.
Necessità giuridica. L'art. 3 cpv. 1 della legge federale sulla caccia (JSG) delega espressamente l'organizzazione della caccia ai cantoni. I tre sistemi di caccia equivalenti (caccia a patente, caccia per riserva e caccia in economia) sono oggi disciplinati a livello cantonale. Solo una modifica della Costituzione federale può creare un divieto di caccia ricreativa valido per tutta la Svizzera. L'art. 79a Cost. renderebbe la caccia in economia secondo il modello ginevrino lo standard federale (vedi wildbeimwild.com sulla caccia in Svizzera).
Soglia delle firme. Per un'iniziativa popolare federale sono necessarie 100’000 firme valide entro 18 mesi. Con 25 campagne cantonali parallele e una raccolta nazionale ben organizzata, questa soglia è realistica. A titolo di paragone: a Ginevra il divieto di caccia fu imposto nel 1974 con una semplice iniziativa popolare che mobilitò meno di un terzo della popolazione votante.
Doppia maggioranza. Un'iniziativa popolare federale richiede la maggioranza del popolo e dei cantoni. È impegnativo, ma raggiungibile: Ginevra applica con successo questo sistema da 50 anni. L'argomentazione finanziaria è utilizzabile a livello nazionale. La politica sul lupo mobilita in tutta la Svizzera. Il movimento per il benessere animale è radicato in tutto il Paese.
Ginevra come riferimento. Se il modello funziona in un cantone svizzero da oltre 50 anni, funziona ovunque. Questo è l'argomento più forte dell'iniziativa ed è applicabile a livello nazionale (vedi il dossier su Ginevra su wildbeimwild.com).
4. Conseguenze finanziarie
Il budget di riferimento di Ginevra
Ginevra, con una superficie di 282 km² e circa 500’000 abitanti, spende circa 1,2 milioni di franchi all'anno per la gestione professionale della fauna selvatica: 2,40 franchi per abitante all'anno. Tre posti a tempo pieno svolgono il lavoro di oltre 400 ex cacciatori ricreativi, in modo più efficiente ed economico.
Proiezione conservativa per la Svizzera
Per l'intera Svizzera, con una superficie di 41’285 km² e circa 9 milioni di abitanti, si ottiene la seguente stima dei costi, volutamente conservativa, che tiene conto della topografia alpina, della costruzione della protezione delle greggi e della gestione della fase di transizione:
- Costi del personale: da 18 a 35 milioni di franchi all'anno. Sono necessari circa 150-250 posti a tempo pieno (specialisti con formazione in biologia o ecologia della fauna selvatica). La concentrazione sulle regioni di conflitto (area alpina con predatori, Altopiano con cinghiali e castori, zone rivierasche) permette una distribuzione efficiente dei posti.
- Costi materiali: da 5 a 10 milioni di franchi all'anno. Attrezzature, veicoli, infrastruttura di monitoraggio, materiale per la protezione delle greggi, informatica, lavoro di sensibilizzazione e coordinamento tra i cantoni.
- Indennizzo dei danni: da 3 a 8 milioni di franchi all'anno. Danni causati dalla fauna selvatica all'agricoltura e alla selvicoltura, danni da brucatura, danni dei castori ai corsi d'acqua, danni da predazione del lupo.
- Investimento iniziale per la protezione delle greggi: da 5 a 10 milioni di franchi una tantum. Nei primi cinque anni dopo il cambiamento di sistema serve un investimento unico nell'infrastruttura di protezione delle greggi per i cantoni alpini: programmi di cani da protezione del bestiame, recinzioni mobili, ovili notturni, formazione dei pastori. Questo investimento non è ricorrente.
Costi totali lordi: da 26 a 53 milioni di franchi all'anno. Dedotti i costi amministrativi non più necessari per gli esami di caccia, la gestione delle licenze, la pianificazione degli abbattimenti e la vigilanza venatoria, nonché gli attuali costi per gli abbattimenti di lupi (circa 35'000 franchi per abbattimento), risulta un costo netto supplementare di circa 15-40 milioni di franchi all'anno.
Pro capite: da 1.70 a 4.50 franchi per abitante all'anno. Meno di una tazza di caffè. A fronte di questo ci sono i costi esterni della caccia ricreativa, mai conteggiati: 76 milioni di franchi di costi assicurativi per incidenti stradali con la fauna selvatica, 3,6 milioni di franchi di costi SUVA per infortuni di caccia e una parte sostanziale dei 150 milioni di franchi di costi di cura dei boschi di protezione, riconducibili all'effetto di spostamento causato dalla caccia.
In rapporto al bilancio complessivo. Confederazione e cantoni insieme dispongono di un bilancio complessivo di circa 100 miliardi di franchi. I costi netti supplementari corrispondono a meno dello 0,05 per cento di questo bilancio.
5. Sul testo dell'iniziativa
Art. 79a Cost.: protezione professionale della fauna selvatica
Art. 79a cpv. 1 Cost.: divieto della caccia ricreativa
Il divieto della caccia ricreativa da parte di privati a livello federale è il nucleo dell'iniziativa. Corrisponde al modello ginevrino, praticato dal 1974 in conformità con il diritto federale. L'art. 79a Cost. sostituisce di fatto l'art. 3 cpv. 1 e 2 della legge sulla caccia come norma di delega e crea una chiara base di diritto federale per il divieto a livello nazionale. A differenza di una revisione di legge, la modifica costituzionale non può essere modificata dal parlamento e protegge il divieto in modo duraturo dalle pressioni politiche della lobby della caccia ricreativa.
Art. 79a cpv. 2 Cost.: Gestione professionale della fauna selvatica
Al posto dei cacciatori e delle cacciatrici ricreative, sono gestori e gestrici della fauna selvatica con formazione specifica, impiegati al servizio cantonale, ad assumere tutti i compiti di cura della fauna selvatica e, dove necessario, di regolazione delle popolazioni. Questi specialisti dispongono di una formazione biologica o ecologico-faunistica e agiscono su base scientifica e nell'interesse pubblico.
Art. 79a cpv. 3 Cost.: L'abbattimento come ultima ratio
La novità centrale rispetto al sistema attuale: l'abbattimento non è la regola, bensì l'eccezione. Le misure passive (recinti elettrici, dissuasione, trasferimento, gestione dell'habitat) hanno la priorità. L'obbligo di approvazione da parte della commissione indipendente per la fauna selvatica, secondo l'art. 79a cpv. 3 Cost., impedisce che la pressione politica di singoli gruppi di interesse diluisca la gestione della fauna selvatica.
Art. 79a cpv. 4 Cost.: Commissioni per la fauna selvatica
Le commissioni indipendenti per la fauna selvatica sono modellate sulla commissione ginevrina per la regolazione della fauna (Commission consultative de régulation de la faune). La composizione, che comprende associazioni per la protezione degli animali e della natura, rappresentanti della scienza e delle autorità, garantisce che le decisioni siano basate su evidenze scientifiche e non sui miti ideologici della caccia con cui la lobby della caccia ricreativa legittima la propria pratica da decenni.
Art. 79b Cost.: Protezione delle specie animali selvatiche minacciate e protette
L'art. 79b Cost. è particolarmente efficace a livello federale: impedisce che il parlamento (come avvenuto con la revisione della JSG del 2022) eroda progressivamente la protezione delle specie. Il divieto di regolazione preventiva della popolazione per lupo, lince, orso, castoro, lontra e aquila reale è concepito come rinvio dinamico e tutela anche i futuri animali che faranno ritorno. La «clausola minima» per il pericolo immediato per l'uomo garantisce che l'iniziativa non crei situazioni di protezione che nella realtà non sarebbero gestibili (cfr. wildbeimwild.com sui predatori e sulla politica relativa al lupo).
Disposizioni transitorie relative agli art. 79a e 79b Cost.
Il termine di tre anni (rispetto ai due anni previsti nelle iniziative cantonali) tiene conto della maggiore complessità di un cambiamento di sistema a livello nazionale: il Consiglio federale deve elaborare la legislazione d'esecuzione, i 26 cantoni devono costituire commissioni per la fauna selvatica e assumere gestori professionisti della fauna selvatica. Il personale esistente degli ispettorati cantonali della caccia può fungere da base istituzionale. Il rimborso proporzionale delle tasse di licenza e dei canoni d'affitto impedisce un arricchimento ingiustificato dell'ente pubblico a scapito di privati che hanno concluso contratti in buona fede.
6. Compatibilità con il diritto di rango superiore
Conformità alla Costituzione federale
Un'iniziativa popolare federale nella forma di progetto elaborato, che modifica direttamente la Costituzione federale, è per definizione conforme al diritto federale: le nuove disposizioni dell'art. 79a Cost. (protezione professionale della fauna selvatica) e dell'art. 79b Cost. (protezione delle specie animali selvatiche minacciate e protette) hanno rango superiore rispetto alla legge sulla caccia e creano la nuova base costituzionale per il divieto a livello svizzero della caccia ricreativa e per la protezione delle specie protette. Esse prevalgono sull'art. 3 cpv. 1 e 2 LCP come norma di delega, nella misura in cui questa attribuisce ai cantoni l'organizzazione della caccia ricreativa, e autorizzano il Consiglio federale a emanare la legislazione d'esecuzione nell'ambito degli art. 79a e 79b Cost.
Convenzione di Berna e diritto internazionale
La Svizzera ha espresso riserve nell'ambito della Convenzione di Berna sulla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale, riserve che consentono la caccia a determinate specie. Il divieto della caccia ricreativa e della regolazione preventiva delle popolazioni di specie protette, sancito dagli art. 79a e 79b Cost., va nella direzione di standard di protezione più elevati e non è in contraddizione con lo spirito della Convenzione di Berna; al contrario, rafforza la tutela delle specie minacciate richiesta dal diritto internazionale. La direttiva UE sugli habitat non è applicabile, poiché la Svizzera non è membro dell'UE.
Garanzia della proprietà
La regalia di caccia (il diritto di cacciare animali selvatici) spetta, secondo il diritto svizzero, allo Stato, non a privati. I cacciatori ricreativi e le cacciatrici ricreative derivano il proprio diritto di caccia dallo Stato (tramite patente o contratto d'affitto). Non esiste alcun diritto di proprietà privata sul diritto di caccia che potrebbe essere violato dagli art. 79a o 79b Cost. Il rimborso proporzionale di tasse e canoni di affitto previsto nella disposizione transitoria relativa agli art. 79a e 79b Cost. garantisce che non vi sia alcuna ingerenza ingiustificata nei diritti patrimoniali.
Unità della materia
L'iniziativa rispetta il principio dell'unità della materia: l'art. 79a Cost., l'art. 79b Cost., la disposizione transitoria e le spiegazioni riguardano esclusivamente la protezione e la gestione degli animali selvatici sul territorio svizzero e presentano uno stretto nesso materiale tra loro.
Comportamento di voto: cacciatori ricreativi contro la protezione della natura
L'affermazione secondo cui i cacciatori ricreativi sarebbero i «maggiori protettori della natura» è smentita dal loro comportamento di voto:
- Legge sulla caccia 2020: 51,9 per cento di no. L'allentamento della protezione del lupo, fortemente voluto dalla lobby della caccia ricreativa, è stato respinto dalla popolazione (SRF).
- Iniziativa sulla biodiversità 2024: 63 per cento di no. Combattuta attivamente dalla lobby della caccia ricreativa, dall'Unione svizzera dei contadini e dal PLR (SRF).
- Parc Adula 2016: Il secondo parco nazionale svizzero, silurato dalla lobby della caccia ricreativa con propaganda del terrore. Il FCTI (Federazione cacciatori ticinesi) ha combattuto apertamente il parco (wildbeimwild.com).
- Protezione della pernice bianca in Ticino 2021: Il FCTI ha combattuto, senza successo, la protezione della pernice bianca, specie minacciata.
- Munizione senza piombo 2023: La mozione di Martina Munz è stata respinta con 99 voti contro 94, con l'opposizione attiva dei cacciatori ricreativi in Parlamento.
- Legislatura 2015–2019: I cacciatori ricreativi nel Parlamento svizzero si sono schierati in maggioranza contro le istanze ambientali.
Formula comunicativa breve: «I cacciatori ricreativi in politica votano contro i parchi nazionali, contro la biodiversità, contro la protezione delle specie. I fatti sono inequivocabili.»
7. Anticipazione delle obiezioni prevedibili
«Troppo caro»
I fatti: da 1.70 a 4.50 franchi a persona all'anno. Meno di una tazza di caffè. Meno dello 0.05 per cento del budget complessivo di Confederazione e cantoni. Di contro ci sono 76 milioni di franchi di costi assicurativi per incidenti con selvaggina, 3,6 milioni di franchi di costi SUVA per infortuni di caccia e una parte sostanziale dei 150 milioni di franchi di costi di cura del bosco di protezione, oneri che ricadono sulla collettività.
Formula comunicativa breve: «Meno di un caffè a persona all'anno. Meno dello 0.05 per cento del budget.»
«Le popolazioni selvatiche esplodono»
I fatti: 50 anni a Ginevra e 100 anni di Parco Nazionale dell'Engadina dimostrano il contrario. A Ginevra le popolazioni si sono stabilizzate a un livello sano e compatibile con il bosco. Nel Parco Nazionale dell'Engadina le popolazioni di camosci sono stabili da decenni a 1’350 capi. Le popolazioni di animali selvatici si autoregolano tramite la concorrenza alimentare, la difesa del territorio, le malattie e i cicli naturali predatori-preda. La caccia ricreativa disturba questa regolazione naturale attraverso la riproduzione compensatoria (cfr. studi su wildbeimwild.com).
Formula comunicativa breve: «50 anni a Ginevra. 100 anni di Parco Nazionale. Le popolazioni sono stabili. I fatti smentiscono il mito.»
«Tradizione e cultura»
I fatti: la tradizione non legittima il maltrattamento degli animali. Il Parco Nazionale dell'Engadina ha una tradizione di assenza di caccia più lunga della caccia ricreativa di milizia nella sua forma attuale. La legislazione svizzera sul benessere animale ha progressivamente ampliato negli ultimi 50 anni la protezione degli esseri senzienti. L'iniziativa è il passo successivo coerente.
Formula comunicativa breve: «Il Parco Nazionale ha una tradizione più lunga. E là la natura è più ricca.»
«La maggioranza dei cantoni è impossibile»
I fatti: Ginevra ha approvato il divieto nel 1974 con oltre il 70 per cento dei voti e non lo ha mai abolito da allora. L'iniziativa infrange un tabù, ma l'argomentazione finanziaria («meno di un caffè»), il modello ginevrino basato sulle prove e la politica sul lupo mobilitano anche i cantoni al di fuori dei centri urbani. La maggioranza dei cantoni è impegnativa, ma non impossibile: i cantoni di Ginevra, Basilea Città, Neuchatel, Giura e Ticino sono sostenitori realistici. Decisiva è un'ampia coalizione tra associazioni per il benessere animale, la protezione della natura e l'agricoltura (argomento della protezione delle greggi).
Formula comunicativa sintetica: «Ginevra: da oltre 50 anni senza caccia ricreativa. I fatti convincono. La Svizzera sorprenderà.»
«Il bosco di protezione ha bisogno della caccia ricreativa»
I fatti: la caccia ricreativa spinge gli animali selvatici nel bosco (effetto di spostamento), invece di ridurre la pressione da brucatura. Nonostante una caccia ricreativa intensiva, la quota di superficie di bosco di protezione con un influsso della fauna selvatica sostenibile è scesa da oltre due terzi (2015) a meno della metà (Rapporto forestale WSL/UFAM 2025). Nelle regioni alpine, tra un terzo e oltre il 40 per cento della superficie di bosco di protezione presenta una pressione da brucatura problematica dal punto di vista selvicolturale. È dimostrato che il lupo riduce la pressione da brucatura grazie al principio del «landscape of fear», senza che siano necessari cacciatori ricreativi (cfr. il dossier sul mito del bosco di protezione su wildbeimwild.com).
Formula comunicativa sintetica: «La caccia ricreativa aggrava il problema della brucatura che pretende di risolvere. I numeri lo dimostrano.»
8. Sintesi
Questa iniziativa permette alla popolazione svizzera di esprimersi a favore di una gestione moderna e basata sulle evidenze della fauna selvatica e di una protezione completa delle specie minacciate. L'art. 79a Cost. segue il modello ginevrino, collaudato da oltre 50 anni, e sostituisce la caccia ricreativa con una protezione professionale della fauna selvatica. L'art. 79b Cost. protegge lupo, lince, orso, castoro, lontra e aquila reale dagli abbattimenti preventivi a livello federale, rendendo gli standard di protezione resistenti alle pressioni politiche.
Un'iniziativa federale è più efficiente di 25 campagne cantonali: una raccolta firme, una votazione, un cambiamento di sistema. 100'000 firme in 18 mesi sono realistiche con una campagna nazionale ben organizzata. Il doppio maggioranza è impegnativo, ma raggiungibile. Il risultato sarebbe una Svizzera in cui gli animali selvatici non sono né bersagli per cacciatori ricreativi né vittime di una politica di abbattimento motivata politicamente, bensì vengono protetti professionalmente come parte di una natura viva, a beneficio degli animali e dell'intera popolazione.
Comitato d'iniziativa «Per una protezione professionale della fauna selvatica»
[Nome 1], [Nome 2], [Nome 3] …
(Membri del comitato con domicilio in Svizzera e diritto di voto a livello federale)
Indirizzo di contatto: [Indirizzo del comitato]
Allegato: Documentazione approfondita
I seguenti dossier e fonti sostengono l'argomentazione di questa iniziativa e sono disponibili come allegati:
Il modello ginevrino nel dettaglio: wildbeimwild.com/dossiers/genf-und-das-jagdverbot. Presentazione completa della gestione della fauna selvatica ginevrina dal 1974, con costi, numeri di popolazione ed evoluzione della biodiversità.
Quanto costa davvero alla Svizzera la caccia ricreativa: wildbeimwild.com: Il conto che nessuno presenta. Calcolo dei costi complessivi della caccia ricreativa, inclusi i costi esterni, gli incidenti con la selvaggina e i danni al bosco di protezione.
Verifica dei fatti sui miti della caccia: wildbeimwild.com/dossiers/jagdmythen. Confutazione scientificamente fondata delle affermazioni più diffuse della lobby della caccia ricreativa.
Studi scientifici: wildbeimwild.com/studien. Raccolta di studi scientifici sull'autoregolazione delle popolazioni di animali selvatici e sugli effetti ecologici della caccia ricreativa.
Caccia in Svizzera, critiche, fatti, news: wildbeimwild.com/jagd-in-der-schweiz. Panoramica costantemente aggiornata sulla politica venatoria svizzera.
Psicologia della caccia ricreativa: wildbeimwild.com/category/psychologie-jagd. Contributi trasversali sulla psicologia della caccia ricreativa.
Parco nazionale dell'Engadina: wildbeimwild.com/tag/schweizerischer-nationalpark. 100 anni di area protetta senza caccia come modello di riferimento scientifico.
Animali selvatici nelle zone abitate: wildbeimwild.com/tag/stadtwildtiere. Approfondimento sulla coesistenza tra uomo e animali selvatici nello spazio urbano e suburbano.
Incidenti di caccia: wildbeimwild.com/jagdunfaelle. Documentazione degli incidenti di caccia in Svizzera, statistiche SUVA, decessi dal 2000.
Formazione dei cacciatori: wildbeimwild.com/dossiers/der-jagdschein. Analisi critica della formazione per la licenza di caccia rispetto alla formazione professionale per la gestione della fauna selvatica.
Iniziativa popolare cantonale Basilea Città (modello): wildbeimwild.com: Iniziativa popolare del cantone Basilea Città. Il modello per l'intera serie di iniziative cantonali, da cui è nata l'iniziativa federale.
Statistica federale della caccia: jagdstatistik.ch (UFAM). Statistiche ufficiali sugli abbattimenti e le licenze dell'Ufficio federale dell'ambiente.
Briefing strategico per attiviste e attivisti
Iniziativa popolare federale «Per una protezione professionale della fauna selvatica» Documento di lavoro interno, aggiornato a marzo 2026
Riassunto
L'iniziativa federale è la strategia più coerente ed efficace per un cambiamento di sistema a livello nazionale nella gestione della fauna selvatica. Invece di 25 campagne cantonali parallele, molte delle quali sarebbero prive di qualsiasi possibilità di successo fin dall'inizio nei cantoni fortemente caratterizzati da una cultura venatoria, un'unica campagna nazionale consente di prendere la decisione a livello federale. 100'000 firme in 18 mesi, la doppia maggioranza e la resistenza politica della lobby della caccia ricreativa sono ostacoli reali. Ma il modello ginevrino, in vigore da oltre 50 anni, la veridicità dei costi e la politica sul lupo come tema di mobilitazione offrono una situazione di partenza che rende davvero possibile un'iniziativa federale.
1. Perché un'iniziativa federale?
Efficienza. Una campagna federale invece di 25 campagne cantonali. Una raccolta firme, una votazione, un cambiamento di sistema.
Necessità giuridica. L'art. 3 cpv. 1 e 2 della legge sulla caccia delega la caccia ai cantoni. Solo una modifica della Costituzione federale può creare un divieto valido in tutta la Svizzera. L'iniziativa fa della caccia in economia propria lo standard federale.
Superamento del punto debole della strategia cantonale. In molti cantoni (Grigioni, Vallese, Uri, Svitto, Appenzello) la caccia ricreativa è radicata culturalmente a tal punto che le iniziative cantonali non hanno alcuna possibilità nel prossimo futuro. Una votazione nazionale permette alla maggioranza della popolazione urbana di fare da contrappeso.
La politica sul lupo come tema di mobilitazione nazionale. La revisione della legge sulla caccia del 2022 ha portato il dibattito sul lupo a livello nazionale. L'articolo sulla protezione delle specie dell'iniziativa si ricollega a questo tema e mobilita a livello nazionale.
Ginevra come modello di riferimento nazionale. L'argomento più forte può essere utilizzato a livello nazionale: se funziona da 50 anni a Ginevra, funziona ovunque: a Zurigo, a Berna, in Vallese, nei Grigioni.
2. Le lezioni tratte dalle campagne cantonali
Titolo positivo. «Per una protezione professionale della fauna selvatica» invece di «Guardiacaccia invece di cacciatori» o «Divieto di caccia». Il titolo positivo descrive ciò per cui l'iniziativa si batte, non ciò contro cui si oppone.
Calcolo concreto del budget. Da 1.70 a 4.50 franchi a persona all'anno. Meno di un caffè. Meno dello 0,05 per cento del budget. L'esperienza zurighese dimostra che stime dei costi imprecise o eccessive da parte della controparte possono essere letali. Il proprio calcolo deve essere a prova di bomba.
Un'ampia coalizione fin dall'inizio. PS, Verdi, PVL, PEV a livello nazionale. Pro Natura Svizzera, WWF Svizzera, BirdLife Svizzera. Organizzazioni per la protezione degli animali. Sostegno accademico. La politica sul lupo trasforma le associazioni per la protezione della natura in alleati naturali.
La protezione delle specie come ampliamento della coalizione. Il secondo articolo mobilita le associazioni per la protezione della natura, finora rimaste sulla difensiva nel dibattito sul lupo. Ciò rende l'iniziativa più ampia di una semplice «richiesta di divieto di caccia».
Assicurare un sostegno politico precoce. Nel Consiglio nazionale e nel Consiglio degli Stati esiste una maggioranza parlamentare di sinistra-verde-liberale nei cantoni urbani. Un coinvolgimento tempestivo evita il disastro di Zurigo (0:165 nel Consiglio cantonale).
3. Sfide particolari
100'000 firme in 18 mesi. Ciò corrisponde a circa 185 firme al giorno. Con un'organizzazione professionale di raccolta e raccoglitori retribuiti nelle grandi città (Zurigo, Berna, Basilea, Ginevra, Losanna), questo obiettivo è realistico. Una campagna nazionale con una raccolta coordinata online e offline è decisiva.
Doppia maggioranza. La maggioranza dei cantoni richiede una maggioranza in 12 dei 23 voti cantonali (20 cantoni + 6 semicantoni da 0,5). I piccoli cantoni rurali con una forte cultura venatoria sono difficili da conquistare. La strategia deve ottenere una chiara maggioranza nei cantoni urbani (Zurigo, Berna, Basilea Città e Campagna, Ginevra, Vaud, Neuchatel, Giura, Ticino) senza al contempo rinunciare ai cantoni con una forte cultura venatoria.
Resistenza della lobby organizzata della caccia ricreativa. CacciaSvizzera, le associazioni cantonali della caccia e gli interessi forestali e agricoli legati alla caccia ricreativa condurranno una contro-campagna ben finanziata. L'argomento dei costi e l'affermazione di un'«splosione della popolazione selvatica» sono le controargomentazioni centrali. Entrambe possono essere confutate con il modello ginevrino e il parco nazionale.
Inquadramento mediatico. Nei media rurali la caccia ricreativa viene spesso rappresentata in modo acritico. La campagna nazionale deve lavorare attivamente con il giornalismo di qualità, i social media e lo scambio diretto con la popolazione urbana.
Budget della campagna. La verità dei costi vale anche per le promotrici e i promotori: un'iniziativa popolare federale contro la caccia ricreativa non si vince con volantini e volontariato. Per reggere il confronto con la campagna avversaria ben finanziata dell'Unione contadina, di CacciaSvizzera e dei loro alleati, serve un budget di campagna nazionale di almeno 2-3 milioni di franchi; l'obiettivo è raggiungere 4-5 milioni di franchi per una campagna alla pari. Su 9 milioni di abitanti, ciò corrisponde a circa 0.25-0.55 franchi pro capite, una cifra nettamente inferiore ai costi annui conseguenti alla caccia ricreativa, oggi a carico della collettività.
Organizzazione e finanziamento. L'iniziativa federale ha bisogno di una base professionale: un comitato promotore nazionale con chiara trasparenza finanziaria e un'ampia alleanza tra organizzazioni per il benessere animale, la protezione della natura, l'ambiente e la protezione delle greggi. Donazioni e quote associative non confluiscono in un lobbying permanente, bensì in una correzione sistemica una tantum: dall'abbandono della caccia ricreativa sovvenzionata per lo 0.3 per cento della popolazione, verso una protezione professionale della fauna nell'interesse di tutti.
4. Analisi degli oppositori e risposte preparate
Controargomento 1: «Troppo costoso, lo Stato non può finanziarlo»
I fatti: Da 1.70 a 4.50 franchi a persona all'anno. Meno dello 0.05 per cento del budget complessivo di Confederazione e cantoni. A fronte di questo vi sono 76 milioni di franchi di costi assicurativi per incidenti con la fauna selvatica, oggi a carico della collettività. La caccia ricreativa costa alla Svizzera più di quanto rende.
Formula comunicativa breve: «Meno di un caffè a persona all'anno. Oggi la caccia ricreativa ci costa decisamente di più.»
Controargomento 2: «Senza caccia ricreativa le popolazioni selvatiche esplodono»
I fatti: 50 anni a Ginevra, 100 anni di Parco Nazionale dell'Engadina. Popolazioni stabili, maggiore biodiversità, minore pressione di brucatura. La riproduzione compensatoria dimostra che la caccia ricreativa produce più animali di quanti ne prelevi.
Formula comunicativa breve: «50 anni a Ginevra. 100 anni di Parco Nazionale. I fatti smentiscono il mito.»
Controargomento 3: «La maggioranza dei cantoni è impossibile da ottenere»
I fatti: Ben il 70 per cento di sì a Ginevra nel 1974, mai più abrogato da allora. L'argomento dei costi è forte nei piccoli cantoni con pochi cacciatori ricreativi su grandi superfici: la popolazione sostiene i costi ma non ha alcun interesse nella caccia ricreativa. La politica sul lupo mobilita anche nei cantoni con agricoltura di montagna, nell'ottica della protezione delle greggi.
Formula comunicativa breve: «Oltre 50 anni a Ginevra. I fatti convincono. La Svizzera sorprenderà.»
Controargomento 4: «La caccia ricreativa fa parte della cultura svizzera»
I fatti: Circa 30’000 cacciatori e cacciatrici ricreativi su 9 milioni di abitanti rappresentano lo 0,3 per cento della popolazione. La tradizione non legittima il maltrattamento degli animali. Il Parco Nazionale vanta una tradizione senza caccia più lunga della caccia ricreativa di milizia nella sua forma attuale. Ginevra non ha mai abolito il divieto di caccia, benché la sua «cultura» sia cambiata.
Formula comunicativa breve: «0,3 per cento della popolazione. Il Parco Nazionale ha una tradizione più lunga. Oltre 50 anni a Ginevra.»
Controargomento 5: «Il bosco di protezione ha bisogno della caccia ricreativa»
I fatti: La pressione da brucatura nel bosco di protezione è aumentata nonostante l'intensa caccia ricreativa. La caccia ricreativa spinge gli animali nel bosco (effetto di spostamento). Il lupo riduce dimostrabilmente la pressione da brucatura grazie al principio del «landscape of fear». La cura del bosco di protezione costa alla collettività 150 milioni di franchi all'anno, nonostante la caccia ricreativa sia praticata.
Formula comunicativa breve: «150 milioni di franchi per la cura del bosco di protezione, nonostante la caccia ricreativa. L'effetto di spostamento è dimostrato.»
5. Strategia di comunicazione: i tre messaggi chiave
«Ginevra lo dimostra da 50 anni. Ciò che funziona lì, funziona ovunque in Svizzera.» L'argomento più forte è empirico e locale: un cantone svizzero lo ha dimostrato. Non un paese scandinavo, non un parco nazionale americano: Ginevra, Svizzera.
«Meno di un caffè a persona all'anno. Oggi la caccia ricreativa ci costa decisamente di più.» L'argomento dei costi va portato avanti in modo deciso. Il calcolo dei costi complessivi dimostra: la caccia ricreativa è un progetto sovvenzionato per lo 0,3 per cento della popolazione a spese di tutti.
«Protezione professionale della fauna invece della caccia ricreativa. Per gli animali, per il bosco, per tutti noi.» Il titolo positivo trasmette il messaggio: l'iniziativa non è contro i cacciatori e le cacciatrici ricreativi, bensì a favore di una gestione moderna ed evidence-based della fauna selvatica, nell'interesse pubblico.
6. Calendario e prossimi passi
| Fase | Contenuto | Tempistica |
|---|---|---|
| Costituzione del comitato e verifica preliminare del testo | Coinvolgere una giurista o un giurista a livello federale; membri del comitato con domicilio in Svizzera e diritto di voto federale; verifica preliminare da parte della Cancelleria federale | Mese 1–4 |
| Presentazione per la verifica preliminare | Cancelleria federale (art. 68 LDP); pubblicazione ufficiale nel Foglio federale | Mese 4–5 |
| Avvio della raccolta firme | Termine di 18 mesi; obiettivo: oltre 120’000 firme come margine di sicurezza; organizzazione professionale della raccolta in tutte le grandi città fin dal primo giorno | Mese 5 |
| Costruzione della coalizione | PS, Verdi, PVL, PEV a livello nazionale; Pro Natura, WWF, BirdLife, organizzazioni per il benessere animale; sostegno accademico; la politica sul lupo come tema di coalizione | Mese 1–15 |
| Deposito delle firme | Cancelleria federale, verifica ufficiale | Mese 18–20 |
| Dibattito parlamentare | Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati; messaggio del Consiglio federale; intensificare il lavoro mediatico | Mese 20–36 |
| Campagna per la votazione | Mobilitazione finale; argomento Ginevra; verità dei costi; politica del lupo; mobilitare la maggioranza urbana | Mese 36–42 |
7. Materiale della campagna
- Il Dossier su Ginevra su wildbeimwild.com come argomentario centrale e prova della fattibilità.
- L'Calcolo dei costi complessivi della caccia ricreativa su wildbeimwild.com come controargomento all'accusa di "troppo caro".
- Il Verifica dei miti sulla caccia su wildbeimwild.com come materiale di risposta alle controargomentazioni.
- Media nazionali: SRF, NZZ, Tages-Anzeiger, Le Temps, La Liberté, Corriere del Ticino, 20 Minuten, Watson.
- Infografica: confronto dei costi Svizzera vs. Ginevra; incidenti con la selvaggina vs. costi di gestione; biodiversità Ginevra vs. cantoni venatori; 50 anni di Parco Nazionale.
- Materiali di campagna trilingui (tedesco, francese, italiano) fin dall'inizio.
- Tavoli di raccolta firme a Zurigo, Berna, Basilea, Ginevra, Losanna, Lugano, Winterthur, San Gallo come sedi principali.
8. Fonti di approfondimento
- Il divieto di caccia a Ginevra nel dettaglio
- Studi scientifici
- La caccia in Svizzera
- Verifica dei fatti sui miti della caccia
- Parco Nazionale dell'Engadina
- Quanto costa davvero alla Svizzera la caccia ricreativa
- Gli incidenti di caccia in Svizzera
- Statistica federale della caccia (UFAM)
- Iniziativa popolare cantonale Basilea Città (modello)
Questo documento è un testo modello dell'IG Wild beim Wild. Può essere liberamente utilizzato e adattato alle condizioni politiche a livello federale da attivisti, organizzazioni o comitati promotori di iniziative.
Verifica dei fatti: le affermazioni della lobby della caccia ricreativa
L'opuscolo «Die Jagd in der Schweiz schützt und nützt» di CacciaSvizzera si legge come un depliant pubblicitario, ma le affermazioni centrali non reggono a una verifica dei fatti. Dieci narrazioni messe alla prova, da «compito statale» a «biodiversità» fino al «80% di consenso»: Dossier: verifica dei fatti sull'opuscolo di CacciaSvizzera →
