Cos'è la Convenzione di Berna e protegge il lupo?
Come la Svizzera svuota di contenuto la protezione delle specie prevista dal diritto internazionale.
«Prelievo»
La Convenzione di Berna elenca il lupo tra le specie protette e ne vieta l'uccisione mirata, salvo eccezioni rigorosamente definite; la Svizzera, tuttavia, aggira questa protezione con una legislazione nazionale sempre più ostile al lupo.
Che cos'è la Convenzione di Berna?
La Convenzione di Berna, ufficialmente Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, è stata firmata a Berna nel 1979 ed è entrata in vigore nel 1982. È un accordo di diritto internazionale del Consiglio d'Europa che obbliga gli Stati firmatari a proteggere le specie animali e vegetali selvatiche e i loro habitat.
L'accordo distingue tre allegati: l'allegato I per le specie vegetali rigorosamente protette, l'allegato II per le specie animali rigorosamente protette e l'allegato III per le specie animali protette. Per il lupo sono rilevanti l'allegato II e l'allegato III: l'allegato II comprende le specie animali rigorosamente protette, di cui sono vietati l'uccisione, la cattura e il disturbo intenzionali. L'allegato III elenca le specie protette per le quali è possibile uno sfruttamento regolamentato. Fino a dicembre 2024 il lupo era iscritto nell'allegato II, la categoria di protezione più rigorosa. Nel dicembre 2024 il Comitato permanente, su richiesta dell'UE, ha deciso di declassarlo all'allegato III («protetto»).
Quando la Svizzera ha ratificato la Convenzione di Berna?
La Svizzera ha ratificato la Convenzione di Berna nel 1981 ed è quindi tenuta, in base al diritto internazionale, a rispettarne le disposizioni. Concretamente ciò significa che la Svizzera non può uccidere intenzionalmente il lupo, salvo nei casi di eccezione chiaramente definiti. Queste eccezioni sono stabilite nell'accordo stesso e subordinate a condizioni severe: non deve esistere alcuna alternativa soddisfacente, deve sussistere una minaccia effettiva per la sicurezza pubblica o gravi danni al bestiame da reddito, e il provvedimento non deve compromettere lo stato di conservazione della specie.
Come mostra il Dossier Lupo in Svizzera spiega, nell'ottobre 2024 l'ufficio della Convenzione di Berna ha affermato espressamente: gli abbattimenti preventivi e proattivi di lupi senza danni concreti accertati non sono compatibili con la Convenzione.
Perché la Svizzera è oggetto di un'indagine del Consiglio d'Europa?
Il 5 dicembre 2024 il Comitato permanente della Convenzione di Berna ha avviato all'unanimità un'indagine formale contro la Svizzera per una regolazione del lupo non conforme alla Convenzione. Il ricorso delle organizzazioni CH-Wolf e Avenir Loup Lynx Jura (ALLJ) è stato accolto. All'origine vi è la prassi della «regolazione proattiva», con cui la Svizzera, dalla revisione della LCP del 2022, ha reso possibili abbattimenti preventivi di branchi, ossia abbattimenti senza che siano stati prima accertati danni effettivi.
Un'indagine formale del Consiglio d'Europa è un chiaro segnale che le misure nazionali superano i limiti del consentito. La Svizzera rischia così un danno di reputazione a livello internazionale come Paese che aggira gli accordi internazionali di protezione. Il Dossier Diritto della caccia Svizzera e il dossier Leggi sulla caccia e controllo illustrano i problemi strutturali della politica svizzera sul lupo.
Come ha disciplinato la Svizzera a livello nazionale la protezione del lupo?
La legge svizzera sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCP) elenca il lupo come specie protetta. Dal 2012 sono possibili abbattimenti singoli a determinate condizioni. Il Concetto Lupo Svizzera del 2008 fissava valori soglia: 25 animali da reddito sbranati in un mese o 35 animali da reddito in quattro mesi, e solo se erano state attuate tutte le misure di protezione ragionevolmente esigibili.
La revisione della LCP del 2022, le cui disposizioni d'esecuzione sono entrate in vigore nel dicembre 2023, ha abbassato sistematicamente queste soglie. L'ordinanza sulla caccia (OCP) rivista consente da allora anche la «regolazione proattiva», cioè abbattimenti nei pressi degli insediamenti anche in assenza di danni concreti. Ciò contraddice lo spirito e la lettera della Convenzione di Berna. Come mostra il Dossier Miti della caccia, queste modifiche di legge vengono giustificate con argomenti che non reggono a una verifica scientifica.
Che cosa significa concretamente lo status di «specie protetta»?
Anche dopo il declassamento all'Allegato III, una specie protetta non può essere uccisa senza ulteriori condizioni. Le eccezioni sono ammesse solo a condizioni rigorose e devono essere dimostrate caso per caso. Lo stato di conservazione favorevole della popolazione deve rimanere garantito.
Nella prassi svizzera questi requisiti vengono regolarmente elusi. Il Dossier Lupo in Svizzera documenta diversi abbattimenti errati: nel 2022, tra l'altro, nel Canton Vaud è stato abbattuto il maschio alfa del branco del Marchairuz invece di un giovane esemplare, nei Grigioni è stata uccisa la femmina alfa del branco della Moesola e nel Vallese è stato abbattuto un lupo non autorizzato. Questi errori non sono casi isolati, ma il sintomo di un sistema che antepone le quote alla precisione.
Che cosa è cambiato con il declassamento?
Il 3 dicembre 2024 il Comitato permanente della Convenzione di Berna ha deciso, con una maggioranza di due terzi, di declassare il lupo dall'Allegato II (rigorosamente protetto) all'Allegato III (protetto). Il declassamento è entrato in vigore il 7 marzo 2025. Questa decisione è stata criticata come prematura da numerosi scienziati e dal gruppo di esperti sui predatori in Europa (LCIE).
La Svizzera non è membro dell'UE, ma la Convenzione di Berna rimane valida. Anche dopo il declassamento vale il principio: deve essere garantito uno stato di conservazione favorevole della popolazione di lupi. Nella stagione 2024/25 in Svizzera sono stati abbattuti circa 90 lupi, un ordine di grandezza che può mettere a rischio lo stato di conservazione.
Chi trae vantaggio dall'indebolimento della protezione del lupo?
La pressione politica per una minore protezione del lupo proviene da cantoni con una forte tradizione di caccia ricreativa e dalla lobby agricola. Come mostra il dossier sulla lobby della caccia ricreativa in Svizzera oltre 30’000 cacciatrici e cacciatori ricreativi sono organizzati in CacciaSvizzera e dispongono di un gruppo parlamentare a Palazzo federale. Il lupo è in concorrenza con i cacciatori ricreativi e le cacciatrici ricreative per il cervo e il capriolo: è questo il vero conflitto di interessi che si cela dietro il dibattito sulla protezione.
Quali istituzioni vigilano sul rispetto della Convenzione di Berna?
Il Comitato permanente della Convenzione di Berna si riunisce regolarmente e può accertare violazioni dell'accordo. Ha già rivolto più volte alla Svizzera raccomandazioni per rafforzare la protezione del lupo. L'indagine formale del dicembre 2024 rappresenta un'escalation del conflitto di lunga data tra la politica svizzera sul lupo e gli impegni internazionali.
Oltre al Consiglio d'Europa, anche ONG come Pro Natura, WWF Svizzera e il Gruppo Lupo Svizzera (GLS) osservano la situazione. Queste organizzazioni hanno presentato ricorsi e documentano le violazioni delle disposizioni di protezione, con un successo crescente davanti ai tribunali.
Che cosa chiedono concretamente le organizzazioni di protezione?
Le organizzazioni ambientaliste e per la protezione della natura chiedono, tra l'altro: la piena tutela dei giovani animali di età inferiore ai 12 mesi, la prova dell'attuazione delle misure di protezione delle greggi come condizione per ogni abbattimento, un monitoraggio scientifico indipendente senza il coinvolgimento delle associazioni di cacciatori e la trasparenza nelle decisioni di abbattimento. A ciò si aggiunge l'abolizione della regolazione proattiva dei branchi, incompatibile con la Convenzione di Berna.
Il dossier Leggi sulla caccia e controllo descrive in dettaglio come l'attuale sistema produca conflitti di interesse strutturali: le autorità cantonali, composte da persone vicine al mondo venatorio, approvano piani di abbattimento sulla base di segnalazioni di danni provenienti dalle stesse cerchie vicine alla caccia.
Conclusione
La Convenzione di Berna protegge il lupo, almeno sulla carta. Nella prassi svizzera, la legislazione nazionale si è sistematicamente allontanata da questi obblighi. L'inchiesta formale del Consiglio d'Europa del dicembre 2024 è un segnale chiaro: la Svizzera non può svuotare impunemente gli accordi internazionali di protezione. Chi prende sul serio la protezione del lupo deve esigere che la Convenzione di Berna non sia trattata come una raccomandazione non vincolante, ma applicata per ciò che è: diritto internazionale vigente.
Fonti
- Convenzione di Berna (Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, RS 0.455)
- LCP (RS 922.0): Legge federale sulla caccia
- OCP (RS 922.01): Ordinanza sulla caccia
- Concetto Lupo Svizzera, UFAM 2008
- Decisione del Comitato permanente del 3 dicembre 2024 (declassamento del lupo all'Appendice III)
- Decisione del Comitato permanente del 5 dicembre 2024 (apertura di una procedura d'inchiesta contro la Svizzera)
- Ricorso CH-Wolf e Avenir Loup Lynx Jura (ALLJ), 2024
- Pro Natura, WWF Svizzera, BirdLife Svizzera: commento congiunto ai media del 3 dicembre 2024
Ulteriori contenuti
- Il lupo in Svizzera: fatti, politica e caccia ricreativa
- Diritto della caccia in Svizzera
- Leggi sulla caccia e controllo
- Miti della caccia
- Lobby della caccia ricreativa in Svizzera
- Protezione delle greggi in Svizzera
Altro sul tema della caccia ricreativa: Tutti i Dossier in sintesi raccolgono verifiche dei fatti, analisi e approfondimenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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