Cosa ha cambiato la revisione della JSG del 2022?
Revisione della legge sulla caccia: la protezione delle specie sacrificata per la lobby della caccia.
«Di scorta»
La revisione graduale della legge federale svizzera sulla caccia e la protezione dei mammiferi e uccelli selvatici (LCP) e dell'ordinanza sulla caccia (OCP) ha reso possibile l'abbattimento preventivo del lupo e ha indebolito in modo considerevole la protezione delle specie in Svizzera.
Le organizzazioni ambientaliste criticano le modifiche come una violazione della Convenzione di Berna. Il Consiglio d'Europa ha aperto un'indagine formale.
Che cos'è la LCP e perché è rilevante?
La legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e uccelli selvatici (LCP) è la legge federale centrale che disciplina sia la caccia sia la protezione degli animali selvatici in Svizzera. Viene concretizzata dall'ordinanza sulla caccia (OCP), che può essere emanata dal Consiglio federale. Questa doppia struttura (legge e ordinanza) consente al Consiglio federale di apportare modifiche di ampia portata senza votazione popolare, purché rimangano entro il quadro legale.
Come mostra il dossier Leggi sulla caccia e controllo, il problema di fondo consiste nel fatto che attori vicini alla caccia partecipano in modo determinante alla stesura della legislazione, attraverso commissioni, procedure di consultazione e reti politiche dirette. Il dossier Lobby dei cacciatori in Svizzera documenta che CacciaSvizzera, con oltre 30'000 membri e un gruppo parlamentare a Palazzo federale, esercita un'influenza sistematica sulla legislazione.
Che cos'è stata la votazione popolare sulla LCP del 2020?
Nel 2020 una prima revisione completa della LCP è stata sottoposta al popolo e respinta in votazione popolare. Il progetto avrebbe consentito l'abbattimento cantonale di lupi anche in assenza di danni accertati. Organizzazioni per la protezione della natura, tra cui Pro Natura e WWF, si sono battute con successo contro di esso. La popolazione si è espressa a maggioranza contro un indebolimento della protezione del lupo.
Che cosa è stato modificato per via di ordinanza dopo la votazione popolare?
Sebbene la votazione popolare del 2020 avesse segnalato un chiaro rifiuto, il Consiglio federale ha sfruttato il margine di manovra dell'OCP per attuare per via ordinanziale elementi centrali del progetto respinto. L'OCP è stata modificata in modo da rendere possibile una «regolazione proattiva»: da allora i lupi possono essere abbattuti se si trovano nelle vicinanze di insediamenti, anche senza che siano avvenute predazioni di animali da reddito.
Il Dossier Lupo in Svizzera documenta come questa pratica sia stata applicata in modo particolarmente aggressivo in Vallese. Nella stagione 2025/2026 sono stati uccisi 27 lupi, 3 tramite autorizzazioni individuali e 24 tramite regolazioni di branco. I costi di questi abbattimenti sono ammontati a 0,8-1 milione di franchi, inclusi cacciatori professionisti, elicotteri, coordinamento e amministrazione, ovvero circa 35’000 franchi per ogni lupo abbattuto.
Che cosa è cambiato concretamente con le modifiche all'OCP del 2023/2025?
Oltre alla politica sul lupo, le revisioni riguardano anche altri ambiti rilevanti per la caccia. I silenziatori sulle armi da caccia sono stati stralciati dall'elenco dei mezzi ausiliari vietati e sono espressamente consentiti dal 1° febbraio 2025. La caccia notturna è stata estesa in singoli cantoni: Berna consente la caccia notturna con luna piena, mentre il Consiglio di Stato zurighese ha approvato nel giugno 2025 ulteriori liberalizzazioni. I droni per la caccia sono stati progressivamente ammessi.
Questi sviluppi seguono uno schema che il dossier Lobby dei cacciatori in Svizzera descrive come «strategia dei piccoli passi»: ogni modifica viene presentata come un guadagno di efficienza o un adeguamento della prassi, ma nel loro insieme risulta una sistematica liberalizzazione a favore della caccia ricreativa.
Che cosa criticano le organizzazioni ambientaliste?
Pro Natura, WWF Svizzera, il Gruppo Lupo Svizzera e BirdLife criticano diversi punti della revisione della LCP/OCP. Primo: la regolazione proattiva dei branchi è incompatibile con la Convenzione di Berna. L'Ufficio della Convenzione di Berna lo ha espressamente ribadito nell'ottobre 2024. Secondo: gli abbattimenti avvengono senza la prova di misure sufficienti di protezione delle greggi, benché il Concetto lupo Svizzera del 2008 lo preveda come condizione. Terzo: le quote di abbattimento generano pressione e portano a errori sistematici di abbattimento, almeno tre solo nel 2022.
Inoltre, in una lettera aperta con oltre 200 firmatari, scienziate e scienziati criticano il fatto che l'abbattimento di esemplari alfa distrugga la struttura sociale dei branchi, con il risultato di un tasso riproduttivo più elevato, comportamenti più instabili e più conflitti, esattamente l'opposto della «regolazione» perseguita.
Quali conseguenze ha la revisione per lo stato di conservazione del lupo?
Lo stato di conservazione di una specie è considerato favorevole quando la dimensione della popolazione è stabile o in crescita, l'habitat è sufficiente e non vi è alcuna tendenza alla riduzione. In Svizzera nessuno di questi criteri è privo di problemi: la popolazione di lupi, composta da circa 300 animali in 30 branchi, è piccola su scala europea. Gli abbattimenti mirati di interi branchi, che colpiscono gli animali alfa, destabilizzano le strutture della popolazione.
Il Dossier Lupo in Svizzera documenta l'esempio del branco giurassiano del Marchairuz: dopo che nel 2022 la lupa alfa è stata abbattuta per errore, la sopravvivenza del branco è stata messa a rischio. Eventi di questo genere non sono un'eccezione, bensì la conseguenza sistemica di una politica che antepone le quote di abbattimento alla protezione delle specie.
Il Parlamento può annullare la revisione?
Le modifiche apportate a livello di ordinanza possono essere annullate dal Consiglio federale. A livello di legge sarebbero necessari una decisione del Parlamento o una nuova iniziativa popolare. Le organizzazioni per il benessere animale e la protezione della natura hanno annunciato che contesteranno la politica sul lupo sul piano politico e giuridico.
Con la sua indagine del dicembre 2024, il Consiglio d'Europa ha esercitato una forte pressione di politica estera sulla Svizzera. In quanto firmataria della Convenzione di Berna, la Svizzera si è impegnata a rispettare determinati standard minimi, e questo impegno non è negoziabile.
Perché la revisione è un precedente?
Ciò che accade oggi al lupo può accadere domani alla lince. Il Dossier Lince in Svizzera avverte espressamente che la politica sul lupo crea un precedente per altri predatori: se gli abbattimenti preventivi del lupo diventano la norma, gli stessi strumenti verranno impiegati anche per la lince. Il piano di gestione della lince dell'UFAM consente già oggi abbattimenti di regolazione quando la lince «sottrae troppi animali alla regalia di caccia», ovvero quando si nutre di troppi caprioli e cervi che i cacciatori ricreativi vogliono abbattere loro stessi.
Questo conflitto di interessi è il cuore dell'intero dibattito: in gioco non c'è la sicurezza della popolazione, bensì l'interesse economico e ricreativo di circa 30’000 cacciatori ricreativi che non vogliono condividere la loro «risorsa».
Quali alternative esistono all'attuale politica sul lupo?
Una politica sul lupo basata sull'evidenza poggerebbe su tre pilastri: primo, una protezione delle greggi coerente come condizione per ogni abbattimento; secondo, un monitoraggio scientifico indipendente; terzo, trasparenza in tutte le decisioni. Il Dossier Protezione delle greggi in Svizzera dimostra che la protezione è comprovatamente più efficace dell'abbattimento, se attuata in modo coerente.
Conclusione
La revisione dell'OCP 2022 non è un semplice adeguamento tecnico, ma un cambio di rotta politico: via dalla protezione delle specie, verso la logica della caccia ricreativa. Il fatto che questo cambio di rotta sia stato attuato per via di ordinanza, e quindi aggirando un referendum popolare, dimostra con quanta efficacia la lobby della caccia sappia sfruttare gli strumenti del sistema politico svizzero. L'inchiesta formale del Consiglio d'Europa è un campanello d'allarme: il diritto internazionale vale anche quando una lobby si muove contro di esso.
Ulteriori contenuti
- Il lupo in Svizzera: fatti, politica e caccia
- Diritto della caccia in Svizzera
- Leggi sulla caccia e controllo
- Protezione delle greggi in Svizzera
- lobby dei cacciatori in Svizzera
- La lince in Svizzera
Altro sul tema della caccia ricreativa: Tutti i Dossier in sintesi raccolgono verifiche dei fatti, analisi e approfondimenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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