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Caccia

Quando la caccia ricreativa diventa un pericolo per gli animali domestici

Nella regione francese della Nièvre, un caso scandaloso di tragedia venatoria è ora di fronte al tribunale penale: una cavalla da torneo di 14 anni, Altesse de la Serre, è stata trovata morta in un recinto, vittima di un proiettile da caccia che aveva dapprima colpito un cinghiale e poi attraversato la spalla della cavalla ferendola mortalmente.

Redazione Wild beim Wild — 19 novembre 2025

Cinque cacciatori ricreativi si trovano ora di fronte al tribunale penale e devono rispondere, tra l'altro, di «caccia su terreno privato altrui senza il consenso del proprietario» e di «caccia in violazione del piano venatorio previsto dalla legge».

Il cacciatore stesso è inoltre accusato di «lesione involontaria della vita o dell'integrità fisica di un animale domestico».

Il fatto che un proiettile di un'arma da caccia, dopo aver colpito un cinghiale, abbia raggiunto un allevamento di animali da reddito dimostra il grave rischio rappresentato dalla caccia ricreativa incontrollata. Per la proprietaria è stato uno scenario da incubo: la cavalla, un cavallo da torneo di successo a livello nazionale del valore di circa 30’000 €, è stata trovata improvvisamente morta nel suo terreno.

La caccia ricreativa viene spesso presentata come svago o tradizione, ma questo caso si inserisce in una serie di situazioni in cui la protezione degli animali selvatici, degli animali da reddito e degli esseri umani è chiaramente subordinata agli interessi delle società venatorie. Una liberatoria di caccia, concessa in modo quasi arbitrario su qualsiasi terreno, genera pericoli irresponsabili.

Il fatto che cinque cacciatori ricreativi vengano effettivamente incriminati dimostra che in questo caso era necessario un intervento controllato. L'episodio chiarisce che le normative di legge non sono sufficienti se non sono collegate a una sorveglianza efficace e a conseguenze concrete.

Cosa significa questo caso per il dibattito sulla caccia e sulla protezione degli animali

Per il movimento per la protezione degli animali, e in particolare per le voci critiche nei confronti dell'industria venatoria come quella di IG Wild beim Wild, questo evento rappresenta un monito: se già gli animali da reddito non sono al sicuro, quale protezione resta per gli animali selvatici, che si trovano in una posizione ben meno tutelata?

Gli animali selvatici vengono cacciati deliberatamente, ma il "bycatch", ovvero il coinvolgimento involontario di animali domestici, animali da reddito e persone, è una conseguenza ampiamente diffusa. Questa tragedia illustra quanto profondamente l'erosione dei limiti di sicurezza da parte della caccia ricreativa sia già avanzata.

Richieste – e dobbiamo dirlo ad alta voce e con chiarezza

  • Inasprimento immediato delle norme di sicurezza: I cacciatori ricreativi non possono operare nelle vicinanze di abitazioni o di animali da reddito come farebbero nelle foreste profonde. Devono valere distanze minime obbligatorie, verifiche più severe per il rilascio delle licenze e una chiara responsabilità civile.
  • Vigilanza indipendente: Non è sufficiente che singoli cacciatori ricreativi o associazioni venatorie effettuino i controlli. Un'autorità statale indipendente deve pubblicare regolarmente i dati sulle pratiche venatorie, sulle statistiche degli incidenti e sui danni causati.
  • Risarcimento e responsabilità per le vittime: Gli animali da reddito la cui vita o la cui salute venga compromessa da proiettili da caccia devono avere diritto a risarcimento e indennizzo. Un cavallo da competizione del valore di 30’000 € illustra la portata del problema.
  • Meno aree di caccia – più zone di protezione per la fauna selvatica: La libertà dei cacciatori ricreativi non può tradursi automaticamente in una restrizione degli habitat degli animali selvatici e delle aziende zootecniche. Devono esistere aree in cui la caccia è vietata, al fine di garantire la sicurezza e la tutela della natura.

Il caso di Altesse de la Serre non è un tragico episodio isolato: è sintomatico di un sistema che definisce la caccia ricreativa come un diritto e un passatempo, anziché come un'eccezione privilegiata nell'ottica di una gestione sostenibile della fauna selvatica e di una reale protezione degli animali. Se già un prezioso animale domestico da reddito non è al sicuro, quale protezione rimane per gli animali selvatici, i cui interessi sono già marginalizzati in molte regioni?

Questo caso mette in luce i problemi della convivenza tra cacciatori ricreativi e il resto della società, problemi che vengono completamente ignorati. Un cacciatore ricreativo è una persona che porta un'arma e che, per definizione, rappresenta un pericolo. Eppure ogni anno registriamo un numero molto elevato di incidenti di caccia con vittime, tra cui anche centinaia di esseri umani.

Per IG Wild beim Wild è chiaro: il focus deve essere spostato, lontano dall'industria del tempo libero legata alla caccia e verso una responsabilità conseguente nei confronti degli animali di tutte le categorie. Anche questo caso deve essere un'occasione per agire finalmente in modo concreto.

Ulteriori informazioni sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.

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