Nibbio reale muore dopo la cattura in una trappola a rete: assoluzione per il cacciatore ricreativo
Il tribunale regionale di Ried assolve un cacciatore ricreativo dall'accusa di maltrattamento di animali. BirdLife chiede regole chiare per le trappole a rete a scatto nella legge sulla caccia dell'Alta Austria.
Immagine simbolica. Foto: Phil Robson / Unsplash
La tagliola
Un nibbio reale, specie rigorosamente protetta, rimane impigliato in una trappola a rete a scatto innescata di un cacciatore ricreativo e muore pochi giorni dopo. Il tribunale regionale di Ried im Innkreis ha assolto il 4 novembre 2026 l'uomo, 33 anni, dall'accusa di maltrattamento di animali. Secondo i media, il tribunale non ha ritenuto provato che egli avesse inflitto intenzionalmente al nibbio reale sofferenze inutili. Nel procedimento è stata controversa l'idoneità della trappola utilizzata allo scopo dichiarato, la cattura della martora; il perito ha tuttavia definito il tipo di trappola come in linea di principio non vietato.
Cosa è successo a St. Florian am Inn
All'inizio di marzo 2026 un guardiano della natura di 79 anni ha trovato, su un prato agricolo a St. Florian am Inn (distretto di Schärding), un nibbio reale intrappolato in una trappola a rete a scatto. La trappola era innescata con parti di una lepre e mimetizzata con del fieno. L'uomo ha liberato il rapace, incapace di volare, e lo ha portato dal veterinario. Il nibbio reale è morto comunque pochi giorni dopo. Il caso è stato segnalato a BirdLife Austria e al progetto «wildlifecrime» ed è infine approdato in tribunale.
La procura ha accusato il cacciatore ricreativo di aver inflitto sofferenze inutili al nibbio reale piazzando la trappola. L'imputato si è dichiarato non colpevole. Voleva catturare una martora, dopo che un appostamento era risultato infruttuoso. A suo giudizio, la martora avrebbe riconosciuto come un pericolo una trappola a cassetta. Sostiene di aver controllato la trappola ogni giorno.
Il perito: «Con questa in realtà si catturano le gazze»
Degno di nota è quanto dichiarato dal perito giurato in merito alla trappola. Ne ha messo apertamente in dubbio l'idoneità per la cattura delle martore, perché queste potrebbero liberarsi rapidamente: «Con questa trappola si catturano in realtà gazze, ghiandaie o forse conigli». Allo stesso tempo ha precisato: «Le trappole a rete a scatto non sono però vietate!» Un testimone della Federazione cacciatori dell'Alta Austria ha definito l'impiego «ammissibile dal punto di vista del diritto venatorio».
Il giudice Stefan Kiesl ha ritenuto plausibile la versione dell'imputato. Per lui era chiaro che l'imputato «non puntava a un rapace». Ha aggiunto: «La vostra strategia non è vietata». Se la trappola fosse stata intelligente o conforme all'etica venatoria non era oggetto del procedimento. La ricostruzione del procedimento si basa su articoli di «MeinBezirk» e «Heute»; la redazione non dispone di una sentenza scritta.
BirdLife: un «vuoto» nella legge sulla caccia dell'Alta Austria
Per BirdLife Austria il caso mostra una lacuna nella legge. Anche gli esperti della caccia ricreativa non sono d'accordo su quali trappole siano consentite, afferma l'esperto di BirdLife Johannes Hohenegger. Parla di un «vuoto nella legge sulla caccia dell'Alta Austria» e chiede che la prevista modifica stabilisca con chiarezza quali tipi di trappola siano ammessi.
BirdLife richiama un caso analogo del 2023 nel distretto di Ried. Secondo un articolo di «Heute», all'epoca un capocaccia perse la licenza di caccia e la funzione di guardiacaccia in relazione a una trappola a rete a scatto simile, anch'essa innescata con parti di lepre. Il confronto mostra conseguenze giuridiche diverse, ma di per sé non dimostra una contraddizione: nel procedimento attuale si trattava dell'accusa penale di maltrattamento di animali. Per un raffronto preciso occorrerebbe disporre delle rispettive decisioni.
Commento: chi dispone esche non colpisce solo le martore
L'assoluzione può risultare comprensibile dal punto di vista penale, dato che, secondo i media, il dolo non è stato provato. Tuttavia non risponde alla domanda se queste trappole siano sufficientemente selettive e quali regole debbano valere per il loro impiego. Una trappola a rete innescata con carne e collocata apertamente su un prato attira i saprofagi, tra i quali rientra il nibbio reale, che cerca il proprio cibo proprio nei terreni agricoli aperti. Il fatto che un perito ritenga la trappola poco adatta alla cattura della martora e che, ciononostante, sia considerata ammessa, sottolinea la necessità di chiarimento, criticata da BirdLife, riguardo all'ammissibilità di tali trappole.
Il caso dimostra perché siano necessarie regole chiare per le trappole a rete a scatto innescate. La revisione della legge sulla caccia dell'Alta Austria, citata da BirdLife, offre l'occasione per vietare espressamente tali trappole con esche di carne nei terreni aperti.
Altri contributi sull'impiego delle trappole e sulle sue conseguenze per gli animali selvatici si trovano nel nostro archivio tematico Caccia con trappole.
Fonti: MeinBezirk Ried, 4.11.2026; Oggi, 4.11.2026; Oggi, 5.11.2026.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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