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Fauna selvatica

Le mascherine anti-Covid mettono in pericolo l'ambiente e gli animali

Miliardi di mascherine anti-Covid gettate via gravano sull'ambiente e diventano una trappola mortale per gli animali selvatici, gli uccelli e gli abitanti del mare.

Redazione Wild beim Wild — 12 dicembre 2021

Le mascherine protettive sono considerate un'arma indispensabile durante la pandemia contro la trasmissione del virus.

Le mascherine anti-Covid gettate incautamente rappresentano un grave problema per l'ambiente e gli animali. È quanto hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Portsmouth. Per uno studio pubblicato questa settimana sulla rivista specializzata «Nature Sustainability», le ricercatrici e i ricercatori hanno analizzato il rapporto tra le misure legate al Covid in undici paesi – tra cui Germania e Gran Bretagna – e la quantità di mascherine anti-Covid e altri dispositivi di protezione smaltiti in modo sconsiderato.

A tal fine hanno analizzato dati provenienti da banche dati accessibili al pubblico, tra cui i dati dell'app di raccolta rifiuti Litterati, esaminando il periodo da settembre 2019 ai primi sei mesi della pandemia.

Da marzo a ottobre 2020, il numero di mascherine smaltite in modo non corretto è aumentato di 84 volte. La Gran Bretagna si è aggiudicata il primato negativo: con oltre il 5% di tutti i rifiuti abbandonati incautamente, le mascherine vi rappresentavano la quota più alta nel confronto internazionale. Mentre in altri paesi sono stati trovati in misura crescente anche guanti protettivi o salviette disinfettanti smaltiti in modo errato, in Germania solo il numero di mascherine abbandonate nello spazio pubblico è aumentato in modo significativo.

Catastrofe ambientale causata dai rifiuti di mascherine

«Non ci ha sorpreso che siano apparse molte mascherine smaltite, ma ciò che ci ha sorpreso è stato vedere quanto alcune misure nazionali contro il Covid abbiano influenzato la loro comparsa», ha scritto la ricercatrice principale Keiron Roberts. I ricercatori hanno così scoperto che il problema dei rifiuti cresceva sì lentamente durante le fasi di lockdown più severe nella primavera del 2020, ma esplodeva davvero solo quando, in estate e in autunno, erano nuovamente possibili più viaggi e attività sociali, pur rimanendo obbligatorio l'uso delle mascherine.

L'esperto di plastica dell'Università di Portsmouth, Steve Fletcher, ha avvertito: «Senza una migliore gestione dei rifiuti, ci troviamo di fronte a una catastrofe ambientale.» La maggior parte delle mascherine è prodotta con plastica durevole e potrebbe persistere nell'ambiente per decenni o addirittura secoli. In questo modo la microplastica può penetrare nel suolo o nell'acqua e gli animali potrebbero ingerire le mascherine. I ricercatori di Portsmouth hanno invitato i governi a sensibilizzare maggiormente su come smaltire le mascherine protettive in modo ecologico.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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