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Animali selvatici

I fuochi d'artificio colpiscono gli animali selvatici: doppio stress tra botti e caccia ricreativa

Votazione popolare del 29 novembre 2026: gli animali selvatici nel fuoco incrociato tra caccia ricreativa e botti di Capodanno.

Redazione Wild beim Wild · 26 giugno 2026
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«Per chi brucia il cielo»

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La Svizzera va alle urne.

Il 29 novembre 2026 la popolazione decide sulla cosiddetta iniziativa sui fuochi d'artificio, che intende limitare in modo significativo i fuochi d'artificio particolarmente rumorosi e dannosi nell'ambito privato.

Il comitato promotore e l'associazione promotrice hanno deciso di sottoporre l'iniziativa al voto popolare. Il Protezione Svizzera degli Animali PSA fa parte dei promotori e condurrà attivamente la campagna.

Per gli Animali selvatici si tratta di una notizia attesa da tempo.

Cosa vuole l'iniziativa

Al centro dell'iniziativa non c'è il fuoco d'artificio in quanto tale, bensì i petardi particolarmente rumorosi e dannosi destinati all'uso privato. Alternative più silenziose e fuochi d'artificio pubblici organizzati dovrebbero rimanere possibili anche in futuro. Il Parlamento aveva discusso un controprogetto che però avrebbe affrontato solo una piccola parte del problema – ed è naufragato nella votazione finale. Ora la decisione spetta al popolo.

I fuochi d'artificio come minaccia per gli animali selvatici

Il botto improvviso di un fuoco d'artificio scatena negli animali selvatici un panico immediato. Caprioli, volpi, uccelli e molti altri animali fuggono alla cieca, abbandonano i loro territori abituali, si separano dai loro piccoli o urtano contro ostacoli nell'oscurità. Le conseguenze vanno dallo stress acuto e dall'esaurimento fino a lesioni e morte. Particolarmente colpiti sono gli uccelli svernanti attorno a Capodanno, nonché gli uccelli nidificanti e i piccoli attorno alla festa nazionale del 1° agosto.

Non si tratta di un fenomeno marginale. È un attacco di stress ricorrente ogni anno, su scala nazionale, alla Mondo animale della Svizzera.

Doppio stress: caccia ricreativa e fuochi d'artificio

Ciò che nel dibattito pubblico finora è stato affrontato a malapena: gli animali selvatici in Svizzera non vivono in pace. Sono esposti tutto l'anno alla pressione di persecuzione da parte dei caccia ricreativa – spari, cani da caccia, battute, trappole. Questo scenario di minaccia permanente mantiene gli animali selvatici in uno stato di stress cronico, che indebolisce la loro funzione immunitaria e accorcia la loro aspettativa di vita.

I fuochi d'artificio privati rumorosi non colpiscono quindi animali tranquilli e indisturbati. Colpiscono individui già sottoposti a una pressione costante a causa della caccia ricreativa. L'effetto additivo è devastante. Chi vuole davvero aiutare gli animali deve tenere in considerazione entrambe le fonti di stress: la caccia ricreativa come problema strutturale e i fuochi d'artificio come escalation stagionale.

Gli animali selvatici hanno bisogno di più

L'iniziativa sui fuochi d'artificio è un passo ragionevole e atteso da tempo. Il fatto che i privati possano far risuonare interi paesaggi con petardi particolarmente rumorosi senza alcuna regolamentazione non è scientificamente giustificabile. Esistono alternative più silenziose, esistono eventi pubblici organizzati e non c'è alcun motivo valido per cui il diritto al rumore privato debba pesare più del benessere di milioni di animali.

Ciò che l'iniziativa non riesce però a fare: non cambia nulla della situazione di fondo degli Animali selvatici in Svizzera. Lo stress cronico causato dalla caccia ricreativa rimane. L'iniziativa è un cerotto, non una cura. Gli animali selvatici hanno bisogno di aree di rifugio libere dalla caccia, non di una semplice pausa dai botti a Capodanno o nella festa nazionale.

Ciononostante: sì all'iniziativa sui fuochi d'artificio. Perché ogni sgravio conta. Perché gli animali selvatici non hanno una lobby. E perché una società che prende sul serio gli animali non ha bisogno di ciò che viene acceso nei giardini privati.

Aggiornamento del 7 ottobre 2026: La data della votazione è fissata: il 29 novembre 2026 decideranno popolo e cantoni. Cosa c'è scritto sulla scheda elettorale e perché i regolamenti comunali non bastano per gli animali selvatici, lo potete leggere nel nostro articolo Iniziativa sui fuochi d'artificio del 29 novembre: che cosa significa per gli animali selvatici.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

Tutti gli articoli sono redatti dall'IG Wild beim Wild e da co-autrici e co-autori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'IA.

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