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Emmental ed Entlebuch: più cerve nel mirino, i cerbiatti orfani vengono cacciati

Berna e Lucerna spostano la caccia al cervo verso gli animali femminili. Cosa significhi questo per i cerbiatti lo dice apertamente un guardiacaccia, e a Schangnau è stata abbattuta una cerva ancora gravida.

Redazione Wild beim Wild — 24 settembre 2026
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«La notte rubata»

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Se un cerbiatto perde la madre, perde anche la guida e la sua posizione sociale nel branco e viene cacciato via.

Lo afferma il guardiacaccia lucernese Daniel Schmid al «Wochen-Zeitung für das Emmental und Entlebuch». Ciononostante, i cantoni di Berna e Lucerna spostano in questa stagione la caccia ricreativa al cervo in modo mirato verso gli animali femminili. A Schangnau, all’inizio di settembre, è inoltre stata abbattuta una cerva che era ancora gravida.

Nel cantone di Berna la caccia al cervo è iniziata il 1° settembre, a Lucerna già il 1° agosto. Motivando la decisione con l’aumento delle popolazioni e i danni al bosco e alle colture, Berna ha innalzato del sei per cento le quote di abbattimento. Nella zona di caccia 5, tra Lüderen e Schangnau, sono autorizzati 26 cervi, di cui 15 femmine. Secondo il regolamento di caccia 2026, Lucerna punta a un rapporto di almeno un maschio e mezzo per ogni femmina. Devono essere abbattuti almeno 195 cervi, tra cui 82 femmine adulte, oltre a una quota di cerbiatti pari a circa il 30 per cento.

Prima la cerva, poi il cervo maschio

Quanto sia rigorosamente organizzata la pressione sugli animali femminili lo dimostra un dettaglio del regolamento lucernese. Un cacciatore ricreativo può abbattere un fusone o un cervo maschio adulto solo dopo aver accumulato i cosiddetti punti per selvaggina senza corna: due per ogni cerva, uno per ogni giovane femmina, mezzo per ogni cerbiatto. Chi vuole il primo cervo maschio deve quindi prima uccidere una cerva o due cerbiatti. Anche Berna vincola l’autorizzazione ad abbattere i cervi con corona a un precedente abbattimento di selvaggina senza corna.

Schmid spiega la logica alla base nel «Wochen-Zeitung»: l'abbattimento dei maschi adulti (Stiere) cambia poco l'andamento della popolazione. Se vengono abbattuti molti maschi adulti, anche i cervi giovani partecipano al bramito, il che fa aumentare ulteriormente la quota di animali femminili. I maschi adulti maturi, invece, generano tendenzialmente più cerbiatti maschi, come avrebbero dimostrato progetti di ricerca. I cacciatori ricreativi preferiscono abbattere i cervi maschi, ammette Schmid, non solo per il trofeo, ma anche perché il rischio di un abbattimento per errore è minore.

Con questo Schmid descrive uno sviluppo che, secondo la valutazione di Wild beim Wild, è legato anche al lungo orientamento al trofeo della caccia ricreativa: per decenni l'abbattimento dei cervi maschi è stato al centro dell'attenzione. Ora se ne vogliono correggere le conseguenze abbattendo più femmine.

Cosa succede al cerbiatto

I cerbiatti di cervo nascono a maggio e giugno. All'inizio della stagione venatoria lucernese, ai primi di agosto, hanno tra i due e i tre mesi; all'inizio della stagione venatoria bernese, circa tre-quattro mesi. Le cerve conducenti sono protette a Lucerna: come caratteristica vale una mammella attivamente lattante, che porta latte. La protezione presenta però una lacuna: se il cerbiatto e la cerva vengono abbattuti insieme, anche la cerva lattante viene considerata non conducente. A Berna le cerve lattanti possono essere abbattute a condizione che venga prima ucciso il cerbiatto e che entrambi gli animali vengano presentati insieme al controllo.

Un cerbiatto più grande potrebbe in linea di principio sopravvivere senza la madre, dice Schmid, perché ormai si nutre anche di piante da tempo. Determinante è però la perdita della guida e del rango all'interno del branco. La separazione tra cerva e cerbiatto avviene soprattutto nella cosiddetta caccia rumorosa con i cani, praticata a Lucerna a partire da ottobre.

Se a Lucerna una cerva lattante viene abbattuta per errore, essa viene considerata non conducente solo se anche il cerbiatto viene ucciso al più tardi entro il calare della notte del secondo giorno successivo. Il servizio faunistico può prorogare questo termine di alcuni giorni, dopodiché si dovrà comunque continuare a cercare di abbattere il cerbiatto orfano. Ciò che nel linguaggio delle disposizioni suona asettico, per il cerbiatto significa giorni senza madre, senza protezione e senza un posto nel branco, prima che anch'esso venga abbattuto, sempre che lo si trovi. Che casi del genere non siano un fenomeno marginale lo dimostra il cantone Ticino: nel rapporto venatorio ticinese 2024 sono registrate 143 cerve allattanti abbattute, come documenta l'articolo 190 autodenunce, 186 procedimenti: ciò che il massimo esponente ticinese della caccia ricreativa chiama «quasi scomparso». Già nel 2022 Wild beim Wild ha riferito su Cacciatori ricreativi in Ticino che sparano a cerve allattanti.

La cerva gravida di Schangnau

Il 3 settembre 2026, nel comune di Schangnau, è stata abbattuta una cerva che era ancora gravida. L'ispettorato della caccia bernese conferma il caso alla «Wochen-Zeitung». L'abbattimento è avvenuto durante la prima settimana di caccia, nella quale a Berna, dal 1° al 6 settembre, poteva essere sparato esclusivamente al selvaggina femminile, ossia cerve, cerbiatte adulte e cerbiatti. Casi analoghi non sono noti dai decenni passati; nemmeno Lucerna ha mai accertato una data di parto così tardiva. Gli esperti dell'ispettorato parlano di un'eccezione straordinaria e ipotizzano una fecondazione molto tardiva, avvenuta in gennaio, circa tre mesi dopo il consueto periodo degli amori.

Il caso non ha conseguenze. Trattandosi di un caso isolato, Berna non ravvisa alcun motivo per posticipare l'inizio della caccia al 1° settembre. Anche per il cacciatore l'abbattimento resta senza conseguenze, poiché non era ragionevole presupporre che la cerva fosse ancora gravida.

La motivazione è rivelatrice. Le regole che presuppongono che il cacciatore non debba riconoscere lo stato di un animale prima di sparare, spostano interamente il rischio sull'animale. Vale lo stesso principio per la protezione degli animali madre: se una cerva conduce con sé un piccolo, se produce latte, se è gravida, il cacciatore lo valuta in pochi secondi, spesso al crepuscolo e a distanza. Quanto poco venga reso trasparente lo dimostra Berna stessa: secondo la «Wochen-Zeitung», il cantone non comunica i dati attuali sugli abbattimenti.

I cervi che imparano

Con 84 cervi abbattuti, Lucerna registra circa 20 capi in meno rispetto all'anno precedente. I cervi sono più difficili da cacciare rispetto ai caprioli, afferma Schmid, poiché per lo più sono raggiungibili solo al crepuscolo dall'altana. I cervi, cacciati nella regione solo da circa 20 anni, imparano dalla situazione, e le femmine trasmettono le loro conoscenze ai piccoli. Così gli animali hanno capito di non aver nulla da temere nella bandita di caccia federale del Tannhorn. Lucerna ha perciò richiesto nuovamente alla Confederazione abbattimenti di regolazione nella zona protetta, basandosi su una decisione del 2026. Gli animali uccisi in quel luogo rientrano nel normale bilancio venatorio.

Una pressione venatoria ripetuta può contribuire a rendere i cervi più elusivi, a spostare la loro attività verso il crepuscolo e la notte e a farli rifugiare in zone di ritiro. Nell'Entlebuch, Schmid descrive esattamente questo effetto di apprendimento. La risposta a ciò non è una minore pressione venatoria, bensì abbattimenti anche là dove la legge dovrebbe garantire tranquillità. E vengono colpiti in modo mirato proprio quegli animali che trasmettono il sapere del branco: le femmine adulte esperte. Le conseguenze della perdita di capibranco e strutture sociali per le popolazioni di animali selvatici sono riassunte dalla pagina Caccia sotto la lente dei fatti.

Come i cantoni giustificano i loro numeri di cervi e cosa non rivelano al riguardo lo mostra anche l'analisi 4’616 cervi: cosa rivela la pianificazione venatoria grigionese e cosa non dimostra. Gli episodi in corso dell'alta caccia grigionese sono documentati dal Graubünden-Ticker.

Fonti: «Wochen-Zeitung für das Emmental und Entlebuch», 24 settembre 2026 (Bruno Zürcher); Cantone di Lucerna, Disposizioni sull'esercizio della caccia 2026; Cantone di Berna, determinazione del periodo di caccia 2026.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

Tutti gli articoli sono redatti dall'IG Wild beim Wild e da co-autrici e co-autori esterni. La ricerca, la strutturazione e i processi redazionali possono essere supportati da strumenti basati sull'IA.

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