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Legge sulla caccia

Altane di caccia nella valle dell'Aare: il cantone respinge, le domande restano

Quattro altane per la caccia per hobby su supporti d'acciaio si trovano al di fuori della zona edificabile. Il cantone ritiene che due di esse non necessitino di autorizzazione e ha lasciato senza risposta le domande più approfondite.

Redazione Wild beim Wild — 18 luglio 2026

In risposta a una richiesta della IG Wild beim Wild, la Sezione per le autorizzazioni edilizie del cantone di Argovia ha comunicato il 23 luglio 2026 che per due altane d'appostamento nella bassa valle dell'Aare non esiste né una domanda né un'autorizzazione edilizia, e che nessuna sarebbe necessaria. L'informazione è stata fornita dal capo sezione Markus Krause dopo essersi consultato con la Sezione forestale e con il comune di Mettauertal. Nel frattempo, nella stessa area sono comparse altre due altane dello stesso tipo, portando così a quattro il numero degli impianti documentati.

Quattro costruzioni, due comuni

Le altane si trovano nella bassa valle dell'Aare, vicino al confine tedesco, a circa 500 metri sul livello del mare, al di fuori della zona edificabile. Secondo quanto riferito dall'informatore, che conosce la zona, tre dei quattro impianti si trovano sul territorio del comune di Mettauertal e uno su quello del comune limitrofo di Schwaderloch. L'informazione del cantone riguardava unicamente i due siti segnalati per primi a Mettauertal; per gli altri due non esiste alcuna valutazione da parte delle autorità.

Le foto non mostrano semplici appostamenti a scala. Si tratta di cabine chiuse in legno con tetto a falda unica, porta e aperture per finestre, montate su alti telai d'acciaio zincato a caldo. L'accesso avviene tramite scale metalliche fissate stabilmente, in parte integrate da piattaforme con parapetto.

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La prassi cantonale

Il cantone indica tre criteri secondo i quali le altane di caccia in Argovia sono esentate dall'obbligo di autorizzazione edilizia: una superficie di base, misurata in alto, di al massimo due metri quadrati, una costruzione non completamente chiusa o vetrata su tutti i lati, e il consenso del proprietario del terreno. Secondo la valutazione del comune e del cantone, le due costruzioni esaminate soddisfano queste condizioni. Per le due altane comparse successivamente non esiste alcuna valutazione.

Riguardo al metodo di costruzione, la sezione per i permessi di costruzione precisa che i pali sono semplicemente infissi nel terreno, né fondati né ancorati. Rientrano quindi nella prassi menzionata. Se invece i pali fossero saldamente cementati, sussisterebbe l'obbligo di permesso.

Il cantone respinge espressamente un vincolo generale di ubicazione per le installazioni venatorie ai sensi dell'articolo 24 della legge sulla pianificazione del territorio. Esso non può essere affermato o negato in linea di principio, ma solo caso per caso.

Chi controlla

In Argovia l'autorità competente per la polizia edilizia è il comune. Esso avvia le procedure quando viene a conoscenza di costruzioni non autorizzate. Il cantone segnala eventualmente al comune tali costruzioni e lo sostiene nelle questioni giuridiche e procedurali.

Il controllo delle infrastrutture venatorie al di fuori della zona edificabile spetta quindi ai comuni, ossia a quel livello che è più vicino a una verifica del caso concreto ma che al contempo dispone delle minori risorse specialistiche.

Ciò che i criteri non colgono

I criteri cantonali si concentrano sulla cabina: la sua superficie di base e la sua chiusura. Non viene invece considerata l'altezza complessiva dell'installazione. Le due costruzioni si ergono per diversi metri sopra il terreno sui loro telai in acciaio e si trovano ai margini dei campi e sui bordi delle scarpate, da dove sono visibili a grande distanza. Una cabina può restare al di sotto della soglia dei due metri quadrati e ciononostante, come costruzione complessiva, dominare il paesaggio aperto.

Questo non è giuridicamente irrilevante. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, sono considerate costruzioni e installazioni soggette ad autorizzazione quelle strutture destinate a durare nel tempo, che sono in stretto rapporto con il suolo e che modificano notevolmente l'aspetto esteriore dello spazio. È determinante stabilire se un'installazione comporti conseguenze spaziali così importanti da giustificare un interesse pubblico a un controllo preventivo. I cantoni possono interpretare in senso più ampio la nozione di diritto federale, ma non in senso più restrittivo. Se una prassi che si basa unicamente sulla superficie della cabina regga a questo criterio è una questione aperta.

A favore della durabilità depone anche la scelta dei materiali. Si utilizza acciaio zincato a caldo perché rimane resistente alle intemperie per decenni. Chi costruisce così non si organizza per una sola stagione. Peraltro, i componenti zincati all'aperto rilasciano zinco nel terreno circostante durante il processo di alterazione atmosferica, un effetto che il cantone di Zurigo ha documentato per oggetti in acciaio come pali e candelabri. Rispetto ai carichi di zinco derivanti dalla concimazione agricola, tuttavia, questo apporto è quasi trascurabile.

Questioni aperte

L'informazione del cantone si basa su una consultazione con il comune di Mettauertal. Dalla risposta non emerge se la superficie di base delle due altane sia stata misurata in loco e se sia stata verificata la conformazione dei piedi dei pali.

Resta aperta anche la questione di come venga interpretato nella pratica il criterio della costruzione non chiusa su tutti i lati. Le immagini disponibili mostrano cabine con porta, tetto e aperture per finestre su più lati. Dove passi esattamente il confine tra un'installazione di appostamento aperta e una cabina chiusa non emerge dalla risposta.

La IG Wild beim Wild ha sottoposto queste domande al responsabile di sezione competente della divisione per i permessi di costruzione, Markus Krause. La prima richiesta era stata risposta da Krause in modo dettagliato entro pochi giorni nel mese di luglio; alle domande di approfondimento sulla base della sua stessa classificazione, invece, il cantone non ha più dato seguito.

Cosa dimostra il caso

L'informazione da Aarau è istruttiva al di là del singolo caso, perché per la prima volta nomina esplicitamente la prassi argoviese. La soglia dei due metri quadrati corrisponde alla regolamentazione nota anche al cantone di Zurigo.

Al tempo stesso, il caso mostra fin dove si estende lo spazio esente da autorizzazione. Costruzioni di diversi metri di altezza, con cabina, tetto e scala d'accesso fissa, possono sorgere al di fuori della zona edificabile senza che si svolga alcuna procedura, senza pubblicazione pubblica e senza possibilità per terzi di prendere posizione al riguardo. Se un impianto soddisfa i criteri viene valutato solo quando qualcuno lo chiede.

Wild beim Wild documenta da tempo che nei boschi svizzeri numerose altane sono presenti senza autorizzazione e che l'applicazione delle norme è lacunosa. Alla situazione giuridica delle altane in Svizzera il caso in Argovia aggiunge un'altra sfaccettatura: qui non manca alcuna autorizzazione, qui semplicemente non ne serve alcuna.

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