23 agosto 2026, 06:54

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Episodio del podcast: Diritti animali tra caccia e protezione

Quando gli studi smentiscono le leggende della caccia, la protesta scompare e il benessere animale resta selettivo.

Redazione Wild beim Wild — 23 agosto 2026

In questa edizione del podcast di Wild beim Wild si parla di una serie di eventi che mettono in discussione le narrazioni correnti sulla caccia, i diritti animali e il benessere animale: gli studi tolgono alla caccia alla volpe il suo fondamento empirico, una grande manifestazione per i diritti animali a Zurigo resta quasi invisibile sui media, e un tragico decesso in Ticino solleva interrogativi sulle pressioni politiche e sulle conseguenze personali dell'attivismo.

Nel focus Caccia e scienza diverse ricerche mostrano che la caccia intensiva alla volpe non riduce in modo duraturo le popolazioni di volpi ne diminuisce in modo affidabile i danni al pollame. Molti danni sono piuttosto legati a una protezione insufficiente degli allevamenti. Anche dal punto di vista economico la caccia appare discutibile: i costi di controllo possono superare nettamente i danni segnalati. Per la Svizzera si affronta inoltre il fatto che gli abbattimenti di lupi possono generare notevoli costi pubblici, mentre i cantoni talvolta non indicano in modo trasparente questi costi di esecuzione.

Ulteriori esempi mostrano quanto sia difficile per le istituzioni ricorrere ad alternative all'uccisione: quattro daini maschi nel parco faunistico di Königsfelden sono stati abbattuti, benche in passato fosse stato possibile ricollocare singoli animali. La Giornata mondiale per la fine dello specismo, il 29 agosto, costituisce il quadro etico per la richiesta di trattare gli animali selvatici come individui con propri interessi anziche come popolazione disponibile.

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Nessun abbattimento di linci in Vallese

La lince e geneticamente al limite, eppure il Vallese vuole essere il primo cantone svizzero ad autorizzarne l'abbattimento.

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Un secondo focus riguarda la visibilita mediatica. La più grande manifestazione per i diritti degli animali della Svizzera, secondo gli organizzatori, con 3'200 partecipanti a Zurigo, ha ricevuto scarsa attenzione nei grandi media online svizzeri. Allo stesso tempo, l'edizione rimanda a una risonanza internazionale: BBC Future ha collegato un articolo di wildbeimwild.com sulla classificazione scientificamente controversa del procione come specie invasiva.

Sotto il tema «Il salvataggio e i suoi limiti» risulta evidente che gli animali provenienti da allevamenti da pelliccia o da lunga prigionia spesso non possono essere semplicemente reintrodotti in natura. La storia di SaveAFox e uno studio sugli orsi grizzly orfani dimostrano: cure ben intenzionate possono rendere gli animali inadatti alla sopravvivenza in libertà. Anche gli zoo, secondo l'analisi discussa, contribuiscono solo in misura limitata ai reinserimenti, in particolare per i carnivori.

Per concludere, l'episodio affronta i doppi standard nel benessere animale. La denuncia penale della protezione animali svizzera nel caso Ramiswil chiede per i cani uccisi una valutazione individuale e alternative all'uccisione. Questi principi non valgono però per i milioni di animali da reddito macellati ogni anno in Svizzera. Il caso viene interpretato come espressione di specismo.

L'edizione si conclude con il caso ticinese del consigliere di Stato Zali: dopo la pubblicazione di registrazioni audio, ha annunciato le sue dimissioni; poco dopo, una presidente di lunga data del gruppo per i diritti degli animali «Offensiva Animalista», che aveva diffuso le registrazioni, è stata trovata morta nel lago di Lugano. La causa del decesso era ancora da chiarire alla chiusura di redazione.

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