Palchi di caccia in Svizzera: situazione giuridica, obbligo di autorizzazione e problemi
Costruzioni illegali nel bosco: palchi di caccia senza autorizzazione.
Centinaia di palchi di caccia si trovano nei boschi svizzeri senza autorizzazione, sebbene il diritto edilizio e forestale preveda l'obbligo di ottenere un'approvazione.
I palchi di caccia sono strutture venatorie fisse o mobili dai quali i cacciatori ricreativi attendono e sparano agli animali selvatici. Sono il simbolo più visibile dell'infrastruttura venatoria nei boschi pubblici. Molti di essi non sono segnalati, talvolta si trovano in stato fatiscente e rappresentano un rischio per chi passeggia nel bosco. L'applicazione delle norme da parte dei comuni e dei cantoni rimane in gran parte assente.
Cos'è un palco di caccia?
Il termine «palco di caccia» comprende un'ampia gamma di costruzioni venatorie: dalle semplici scale in legno con un'asse come sedile fino a elaborate torrette coperte dotate di riscaldamento, superfici per sdraiarsi, reti mimetiche e fondamenta fisse. Tutte hanno in comune la stessa funzione: il cacciatore ricreativo siede in posizione sopraelevata rispetto al suolo e osserva i passaggi della selvaggina, le radure o i margini del bosco. Lo sparo avviene dall'alto, il che consente angoli di tiro più favorevoli.
La caccia da appostamento è una delle forme di caccia più diffuse in Svizzera e nell'Europa centrale. I palchi di caccia ne costituiscono l'infrastruttura centrale. Trasformano i boschi pubblici in zone di installazioni venatorie permanenti, spesso all'insaputa del pubblico, dei comuni e dei proprietari forestali.
Cosa dice il diritto svizzero?
I palchi di caccia sono considerati dal punto di vista edilizio come costruzioni e sono soggetti alla legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT), alla legge forestale cantonale e al diritto edilizio comunale. La situazione giuridica varia da cantone a cantone, ma il principio di base è uniforme: le costruzioni al di fuori delle zone edificabili necessitano di un'autorizzazione eccezionale.
Alcuni esempi: nel Canton Berna, le torrette fissate stabilmente o montate su alberi richiedono un'autorizzazione eccezionale ai sensi dell'articolo 24 LPT; semplici sedili a scala mobili, rimossi dopo la battuta di caccia ricreativa, sono esenti da autorizzazione. Nel Canton Turgovia, il paragrafo 15 della legge forestale stabilisce che le autorizzazioni edilizie devono essere esaminate dall'ufficio forestale cantonale. Nel Canton Glarona, un foglio informativo cantonale definisce i requisiti applicabili. Nel Canton Uri, le costruzioni al di fuori delle zone edificabili sono sottoposte a un esame rigoroso.
Il consenso del proprietario del fondo (nei boschi pubblici spesso il comune o la corporazione dei cittadini) non è di per sé sufficiente. È necessaria un'autorizzazione edilizia.
Quanti capanni di caccia si trovano illegalmente nel bosco?
Un'inchiesta del «Beobachter» del 2009 documentò centinaia di capanni di caccia non autorizzati nei boschi svizzeri. A tutt'oggi non esiste un censimento a livello nazionale. Né la Confederazione né i Cantoni gestiscono un registro completo e accessibile al pubblico di tutti i capanni, con indicazioni su ubicazione, materiale, anno di costruzione, stato delle autorizzazioni e responsabili.
Il dossier sulla caccia da appostamento rileva che la situazione è rimasta strutturalmente invariata dal 2009. Comuni, uffici forestali e autorità venatorie reagiscono a malapena, poiché le competenze sono poco chiare, mancano le risorse e la volontà politica di entrare in conflitto con le società di caccia è scarsa.
Quali rischi per la sicurezza comportano i capanni di caccia?
I capanni non autorizzati, non segnalati e non manutenuti rappresentano un rischio reale per la sicurezza dei frequentatori del bosco. Le vecchie strutture in legno ricoperte di muschio e deteriorate dalla putrefazione possono cedere sotto carico. Poiché i capanni non sono né segnalati né inventariati, non esiste alcun obbligo sistematico di manutenzione né un responsabile chiaramente identificabile in caso di danno.
A ciò si aggiunge il rischio tipico della caccia: i capanni vengono utilizzati prevalentemente all'alba, al crepuscolo e di notte, quando gli animali selvatici sono attivi. In condizioni di scarsa luminosità, nebbia, freddo e stanchezza, gli errori di identificazione e i colpi mancati sono più frequenti. Gli incidenti di caccia in Svizzera documentano che una quota significativa degli incidenti si verifica in situazioni ritenute controllate, tra cui la caccia da appostamento.
Cosa significano i capanni di caccia per gli animali selvatici?
I capanni di caccia non sono innocui per gli animali selvatici. Sono collegati alle pasture, ovvero punti di alimentazione in cui gli animali vengono attirati per consentire i tiri. Queste pasture vengono utilizzate in habitat sensibili, aree protette e zone di rifugio, disturbando il comportamento migratorio naturale degli animali. Gli animali selvatici imparano ad associare determinati luoghi al pericolo e evitano le aree di cui avrebbero bisogno per nutrirsi, riposarsi e riprodursi.
Caccia e protezione degli animali dimostra che il tasso di ricerca, ovvero la percentuale di animali che devono essere inseguiti dopo uno sparo perché non cadono immediatamente morti, è del 35-65% anche nella caccia da appostamento. «Controllato» non significa «preciso» o «conforme alla protezione degli animali».
Come funziona l'applicazione nella pratica?
L'applicazione è carente. Comuni e Cantoni raramente agiscono di propria iniziativa contro i capanni non autorizzati. Non esistono termini per la demolizione, sanzioni automatiche né regolamenti di responsabilità che ricadano chiaramente sul titolare del permesso di caccia.Leggi sulla caccia e controllo spiega il motivo strutturale: la vigilanza sulla caccia in Svizzera è in larga misura un'autovigilanza. Chi dovrebbe controllare i cacciatori ricreativi fa spesso parte del mondo venatorio stesso.
Non si tratta di una semplice infrazione amministrativa. Quando i boschi pubblici vengono utilizzati come infrastruttura venatoria privata, senza che il pubblico venga informato, mentre gli escursionisti si trovano in prossimità dei capanni e lo Stato non interviene, ciò viola il diritto al godimento indisturbato degli spazi pubblici.Caccia e diritti umani affronta questo aspetto.
I capanni sono il simbolo di un problema più grande?
I capanni sono un esempio concreto di un fenomeno più generale: la caccia ricreativa si appropria degli spazi pubblici come infrastruttura venatoria, senza una base giuridica trasparente, senza vigilanza indipendente e senza informare il pubblico.Introduzione alla critica della caccia descrive questa situazione come un conflitto d'interessi strutturale: le associazioni venatorie e le autorità di vigilanza sulla caccia sono troppo spesso gli stessi attori.
Il diritto è chiaro: i capanni nel bosco pubblico privi di autorizzazione sono illegali. Il fatto che questa situazione venga tollerata da decenni rivela lo squilibrio di potere a favore della lobby venatoria organizzata, a spese della collettività, dei proprietari forestali e degli animali selvatici.
Cosa chiedono gli esperti e le organizzazioni per la protezione degli animali?
Le richieste sono concrete e giuridicamente fondate: in primo luogo, un registro pubblico e completo dei capanni in ogni Cantone, con indicazione di ubicazione, materiale, anno di costruzione, stato dell'autorizzazione e titolare del permesso di caccia responsabile. In secondo luogo, un termine transitorio vincolante entro cui tutti i capanni non autorizzati vengano o regolarizzati retroattivamente o demoliti. In terzo luogo, un obbligo automatico di smantellamento per i capanni non utilizzati per più di due stagioni venatorie o il cui permesso sia scaduto. In quarto luogo, il divieto di foraggiamento artificiale nelle zone protette, nelle aree di quiete e negli habitat sensibili.
Testi modello per iniziative critiche sulla caccia offrono punti di riferimento concreti per iniziative parlamentari nei consigli cantonali.
Conclusione
Centinaia di capanni di caccia si trovano nei boschi svizzeri senza alcuna autorizzazione. Il diritto è chiaro: sono soggetti a obbligo di autorizzazione. L'applicazione è assente. Finché non esisteranno un registro nazionale, un obbligo di rimozione e controlli indipendenti, i boschi pubblici continueranno a essere utilizzati come infrastruttura privata di caccia, a spese della collettività, della natura e della sicurezza di tutti i fruitori del bosco. La volontà politica di far rispettare il diritto vigente deve essere pretesa dai Comuni e dai Cantoni.
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