Selvaggina dei cacciatori ricreativi: carogna nel piatto
L'autunno è la stagione della selvaggina – e quindi l'alta stagione per piatti di cacciagione poco salutari nei ristoranti, nei negozi di fattoria e nelle cucine private.
Chi crede in segreto che la carne di selvaggina arrivi in tavola «naturale» e sana, stia attento!
Dietro l'immagine romantica si nascondono rischi concreti e pericolosi.
La carne di selvaggina proveniente dalla caccia ricreativa non è un raffinato piacere romantico: troppo spesso è carogna con rischi annessi. La prudenza non è un lusso, ma una tutela della vita.
«Carogna», non una semplice metafora. Già pochi minuti dopo lo sparo inizia il processo di decomposizione: il sangue coagula, i germi si diffondono e, tecnicamente parlando, l'animale abbattuto diventa rapidamente un cadavere con carattere di carogna. L'eviscerazione deve avvenire rapidamente per impedire la proliferazione di batteri (si stima che entro un'ora dalla morte si sviluppino un milione di batteri per grammo di carne contaminata) e di agenti patogeni esterni come sporco o mosche.
Quando i cacciatori ricreativi poi, come di consueto, perdono ore prima di recuperare o trattare l'animale, il danno peggiora: la mancanza di refrigerazione, condizioni igieniche inadeguate e l'assenza di controlli ufficiali trasformano la selvaggina in una trappola per la salute.
Cocktail di veleni e residui di munizioni
Gli animali selvatici vivono immersi in pesticidi, liquami, metalli pesanti, PFAS, e prima o poi queste sostanze finiscono nella carne. I cacciatori ricreativi tendono a tacere sul fatto che il loro «prodotto naturale» non è stato sottoposto ad alcun controllo e quindi non è affatto automaticamente «bio».
Particolarmente problematici: i residui delle munizioni. Numerose autorità mettono esplicitamente in guardia dal consumo, in particolare per i bambini, le donne in gravidanza e quelle che desiderano avere figli.
La selvaggina cruda o solo parzialmente cotta può trasmettere agenti patogeni come trichinellosi, salmonella, E. coli o il virus dell'epatite E. In caso di immunodeficienza o gravidanza, tali infezioni possono avere conseguenze gravi, dall'epatite a decorsi cronici o insufficienza d'organo.
Attenzione alla propaganda romantica sulla caccia
Le associazioni venatorie elogiano la selvaggina come «ecologica, povera di grassi, naturale». Detto bene, ma la realtà è ben diversa: la mancanza di ispezioni ufficiali delle carni, la lavorazione incontrollata e l'assenza di norme igieniche rendono il tutto una lotteria. Cosa fare? Mani lontane dalla carne di selvaggina! I cacciatori ricreativi se la mangino loro.
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