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Caccia

I cacciatori per hobby mentono anche nella vendita di carne selvatica

Dal 2017 i cacciatori in Svizzera sono tenuti a dichiarare la qualità della carne degli ungulati abbattuti. Non tutti lo fanno onestamente.

Redazione Wild beim Wild — 15 ottobre 2019

Nel Canton Grigioni sono state effettuate ispezioni ufficiali della carne in un totale di 43 stabilimenti di lavorazione della selvaggina autorizzati (GHE = Game Handling Establishment), e nel Canton Glarona in sei.

Nella stagione di caccia 2018, durante la caccia alta nei Grigioni il 57% dei circa 8’700 animali è stato portato in uno stabilimento GHE; nel Canton Glarona la percentuale è stata del 66% sui 606 animali.

I cacciatori per hobby controllano se stessi

Per gli animali da reddito è facile verificare l'igiene nella lavorazione: i veterinari ufficiali controllano nei macelli se la qualità degli animali è adeguata. In natura, invece, non è possibile avere un esperto indipendente in agguato. Al contrario, la Confederazione ha purtroppo affidato il controllo agli stessi cacciatori per hobby: quegli stessi dilettanti che anno dopo anno commettono migliaia di infrazioni a leggi sulla caccia, regolamenti e simili, venendo denunciati o multati.

Un colpo impreciso, una lunga ricerca dell'animale o un animale malato: tutto ciò può rendere la carne di un animale selvatico ancora meno commestibile. Se il cacciatore per hobby riscontra contaminazioni nella carne o negli organi, l'animale deve essere classificato come animale di categoria B. Lo stesso vale se un animale viene trovato più di tre ore dopo l'abbattimento, poiché in tal caso l'igiene della carne ha già subito un grave deterioramento. Non appena vi siano segnali di qualità ridotta, la carne deve essere esaminata in macelleria.

Se sia necessario un controllo lo decidono i cacciatori per hobby

Gli esemplari ineccepibili, i cosiddetti animali di categoria A, possono essere messi in vendita senza ulteriori accertamenti. La carne proveniente dalla caccia ricreativa viene commercializzata praticamente solo attraverso la ristorazione o in modo privato.

Già 8 minuti dopo la morte dell'animale selvatico il sangue inizia a coagularsi nelle vene. In senso stretto, quindi, dopo nemmeno 10 minuti ci si trova già di fronte a qualcosa che è noto come carogna. Eviscerato non significa dissanguato.

La parola carogna indica originariamente anche il corpo morto di un animale non ucciso mediante macellazione rituale. Dopo la morte, il processo di decomposizione inizia immediatamente attraverso diverse fasi.

Orgoglio e avidità impediscono una dichiarazione onesta

I criteri per una corretta classificazione sono relativamente semplici e i cacciatori ricreativi dovrebbero essere ben formati, almeno in teoria. Il fattore determinante nella pratica è l'orgoglio e l'avidità. Si tratta di un hobby militante in cui il prestigio è importante e nessuno ammette volentieri i propri errori. Eppure è proprio questo che i cacciatori ricreativi dovrebbero fare. Le lunghe ricerche di animali colpiti in modo impreciso sono moltissime, non solo nel Canton Grigioni. Le contaminazioni derivano spesso da colpi mal piazzati, ad esempio nelle viscere anziché nel cuore, dalle munizioni, dal trasporto ecc. La classificazione come animale di categoria B sarebbe quindi un'ammissione di un colpo mal eseguito.

Nei Grigioni, ad esempio, ogni decimo cervo viene solo ferito invece di essere abbattuto. I cacciatori ricreativi grigionesi hanno abbattuto nei cinque anni dal 2012 al 2016 complessivamente 56’403 cervi, caprioli, camosci e cinghiali. In 3’836 casi questi animali erano stati però soltanto feriti.

Controlli a campione dell'Ufficio grigionese per la sicurezza alimentare e la salute degli animali hanno rilevato nell'anno scorso che cervi, caprioli e camosci vengono ripetutamente classificati come non problematici dai cacciatori ricreativi, nonostante vi fossero segnali di qualità ridotta.

In circa un quinto degli animali la qualità della carne era stata dichiarata in modo errato. Nel rapporto annuale attuale dell'Ufficio grigionese per la sicurezza alimentare e la salute degli animali si evidenzia che fino al 30% delle carcasse di selvaggina è stato valutato in modo scorretto.

Si presume che nella valutazione della qualità della carne vengano commesse delle irregolarità.

La selvaggina lavorata è cancerogena secondo l'OMS, al pari delle sigarette, dell'amianto o dell'arsenico.

In particolare per quanto riguarda i cacciatori ricreativi, è assolutamente fondamentale osservare con grande attenzione. In nessun altro ambito si manipola tanto con mezze verità, storie da cacciatori e fake news. Violenza e menzogna fanno parte della stessa medaglia!

Per saperne di più sulla caccia ricreativa: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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