Ondata di caldo, ma le cicogne pensano già alla partenza
Nonostante il gran caldo estivo, in Svizzera si stanno già formando grandi gruppi di cicogne pronte per la migrazione.
Ondata di caldo, ma le cicogne pensano già alla partenza
Mentre il termometro in Svizzera segna attualmente oltre 30 gradi, una parte delle cicogne bianche autoctone ha già un programma completamente diverso: la partenza verso sud. In questi giorni la Stazione ornitologica svizzera riceve numerose segnalazioni di grandi gruppi che si radunano nei campi, un segno inequivocabile della prossima partenza migratoria.
Grandi assembramenti in diversi luoghi
Particolarmente vistosa è stata una colonia di 250 esemplari osservata martedì a Chavornay (VD). Mercoledì è seguito un raggruppamento di 180 cicogne nella regione di Ginevra. Secondo Livio Rey, portavoce della Stazione ornitologica, numeri simili non sono comunque eccezionali: non si tratta dei gruppi più numerosi mai registrati. Il tema suscita tuttavia evidentemente grande interesse nella popolazione, come dimostra il crescente numero di richieste.
La ragione di questi assembramenti non è nulla di eccezionale: dopo il periodo di riproduzione, sia gli esemplari adulti che i giovani appena diventati capaci di volare sono numerosi in movimento. Contemporaneamente è iniziato il periodo migratorio, per cui anche cicogne bianche provenienti dalla Germania e dalla Francia si mostrano in Svizzera durante il loro tragitto verso sud. I campi appena arati e i prati recentemente falciati sono luoghi di raduno molto apprezzati, perché lì è facile trovare cibo come cavallette, topi o lombrichi. A volte i gruppi passano addirittura la notte sui tetti delle case, il che attira ulteriore attenzione. Anche la ricerca delle correnti termiche gioca un ruolo: le cicogne utilizzano le colonne d'aria calda per guadagnare quota e si raggruppano dove le condizioni sono favorevoli a questo scopo. Non si può parlare di un vero comportamento sociale, afferma Rey, tanto più che i gruppi si sciolgono altrettanto velocemente quanto si formano.
Rotta occidentale attraverso la Spagna, rotta orientale attraverso il Bosforo
Le cicogne bianche svizzere seguono tradizionalmente la rotta occidentale in direzione della Spagna e di Gibilterra fino all'Africa occidentale, con la migrazione che inizia solitamente a partire da metà luglio. Una seconda rotta, orientale, conduce gli uccelli provenienti dalla Germania orientale e dall'Europa dell'Est attraverso il Bosforo e il Golfo di Suez fino all'Africa orientale. Secondo Rey, la Svizzera vive attualmente il culmine del transito. Il ritorno degli esemplari adulti per la nidificazione riprende solo a partire da febbraio.
Numero record di cicogne svernanti
Degno di nota è un secondo trend: sempre più cicogne trascorrono l'inverno nella penisola iberica oppure rimangono del tutto in Svizzera. Se nel gennaio 2017 si contavano ancora 288 esemplari svernanti, nel gennaio 2026 erano già 1’770, un record assoluto. Come motivo, Rey indica la disponibilità di cibo: inverni sempre più miti, con meno neve e gelo, fanno sì che gli uccelli trovino cibo a sufficienza anche nel nostro Paese. La temperatura in sé non è mai stata determinante per l'istinto migratorio, poiché il piumaggio isola bene dal freddo.
Questo sviluppo è stato possibile solo grazie a un programma di reintroduzione riuscito: negli anni Cinquanta la cicogna bianca era considerata estinta in Svizzera. Oggi nel Paese nidificano nuovamente circa 1’300 coppie, un dato che viene inquadrato anche nel nostro precedente articolo sul cambiamento dello svernamento delle cicogne. In quell'occasione, il numero di coppie nidificanti nel 2025 era ancora di 1’250, il che sottolinea la crescita continua della popolazione.
Un segnale del cambiamento del comportamento migratorio
Le osservazioni si inseriscono in un quadro più ampio: la cicogna bianca è vista sempre più come simbolo di capacità di adattamento di fronte al cambiamento climatico. Il suo antico territorio di nidificazione diventa sempre più anche quartiere invernale, uno schema osservabile anche in altre specie di uccelli locali come i merli o gli storni. Chi desidera saperne di più sui retroscena della reintroduzione e sul legame con la protezione degli animali non umani in Svizzera troverà nella categoria Animali selvatici ulteriori articoli di approfondimento.
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