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Criminalità & caccia

Cacciatori ricreativi avvelenano i rapaci con esche illegali

Nessun luogo registra un'esposizione al piombo più elevata per le aquile reali e i gipeti barbuti delle Alpi svizzere, come dimostra uno studio.

Redazione Wild beim Wild — 30 agosto 2019

Il piombo è nocivo per l'essere umano e per gli animali.

Per questo motivo la benzina con piombo è vietata in Svizzera dal 1° gennaio 2000. Diverso il caso delle munizioni da caccia: contengono ancora piombo, nonostante la sua nocività sia ormai ampiamente dimostrata, in particolare per i rapaci necrofagi rapaci aquila reale e gipeto barbuto.

Le aquile reali e i gipeti barbuti ingeriscono il piombo quando si nutrono delle interiora degli animali abbattuti, lasciate sul posto dai cacciatori ricreativi, oppure delle carcasse di animali feriti che non sono stati ritrovati e sono morti in seguito alle ferite.

Il contenuto di piombo nei rapaci è più elevato che all'estero

Le più recenti scoperte sull'avvelenamento da piombo delle aquile reali e dei gipeti barbuti nelle Alpi svizzere sono fornite da uno studio dell'Università di Zurigo, della Stazione ornitologica di Sempach e dell'Ufficio per la caccia e la pesca del Cantone dei Grigioni: su 46 aquile esaminate, 14 presentavano un contenuto di piombo nelle ossa molto elevato e 16 un contenuto elevato. Dei cinque gipeti barbuti esaminati, due mostravano valori di piombo molto alti.

Nel confronto internazionale, lo studio rileva che i livelli di piombo delle aquile reali e dei gipeti barbuti nell'intero arco alpino svizzero raggiungono valori insolitamente elevati e risultano superiori a quelli riscontrati in altri Paesi europei (ad es. Spagna/Pirenei) e in Nord America. Ciò sarebbe particolarmente allarmante per il gipeto barbuto, che presenta ancora una popolazione piccola e vulnerabile, seppur in crescita, nella regione alpina. Il successo della reintroduzione del gipeto barbuto è seriamente compromesso dagli avvelenamenti da piombo.

Si chiede il passaggio a munizioni senza piombo

Alla luce di questi risultati allarmanti, per gli autori e le autrici dello studio è «preoccupante» che una sostanza come il piombo, nociva per tutti i sistemi corporei già in quantità minime, sia presente nell'ambiente naturale con concentrazioni così elevate e così diffuse. E ammoniscono: «Dovremmo essere consapevoli che un proiettile, involontariamente, può uccidere più di una volta.»

Lo studio propone due misure per ridurre il rischio di contaminazione da piombo: in primo luogo, i cacciatori ricreativi non dovrebbero lasciare le interiora degli animali abbattuti esposte all'aperto, ma seppellirle nel terreno. In secondo luogo, si dovrebbe passare a munizioni senza piombo per proteggere i rapaci dal piombo nocivo o addirittura letale.

Secondo lo studio, in alcune regioni della Svizzera le guardie caccia hanno già adottato munizioni senza piombo, e in quattro Länder tedeschi e in alcune altre regioni europee le munizioni al piombo sono già vietate.

I cacciatori ricreativi grigionesi valutano le munizioni senza piombo

Secondo le disposizioni venatorie dell'Ufficio per la caccia e la pesca dei Grigioni, per la stagione di caccia grigionese che inizia lunedì prossimo caccia dovrà essere valutato l'utilizzo di munizioni senza piombo. Poiché i residui di piombo nell'ambiente possono comprovabilmente causare avvelenamenti, in particolare nei rapaci, verrà «esaminata la possibilità di passare a munizioni senza piombo».

È anche l'ora, poiché già l'iniziativa popolare grigionese «Per una caccia rispettosa della natura ed etica», presentata nell'agosto 2014, aveva richiesto munizioni da caccia senza piombo.

Fonte: infosperber.ch

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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