Cacciatore ricreativo in video: «Vogliamo divertirci»
Nel distretto di Kassel, un cacciatore ricreativo avrebbe aizzato il suo cane su un procione e ucciso l'animale in modo crudele – l'organizzazione per i diritti degli animali PETA ha quindi presentato denuncia penale contro l'uomo. Il caso non è isolato: si inserisce in uno schema inquietante di violenza venatoria che viene documentato più volte nell'ambiente della caccia ricreativa.
Lo YouTuber e cacciatore ricreativo Benjamin Bube ha aizzato il suo cane su un procione e l'ha filmato, prima di eliminare il video.
L'organizzazione per i diritti degli animali PETA è stata più veloce e ha presentato denuncia penale. Il materiale video è una documentazione rara di ciò che significa la caccia ricreativa nella pratica: l'uccisione come intrattenimento.
«Fare bottino e divertirsi»
Durante una battuta di caccia a Ödelsheim (distretto di Kassel, Assia), una telecamera ha documentato Benjamin Bube e i suoi accompagnatori. L'obiettivo dell'evento è stato formulato da uno dei partecipanti nel video con disarmante chiarezza: «Perché siamo qui? Vogliamo fare bottino e vogliamo divertirci.» Alla controreplica «Divertimento nell'uccidere?» segue la conferma: «Sì, questo è l'obiettivo dell'esercizio.»
Il fatto che la caccia ricreativa riceva anche il sostegno ecclesiastico rende la scena completamente surreale: il parroco di Ödelsheim ha benedetto la compagnia venatoria con le parole «Weidmannsheil e benedizione di Dio», prima che il video documenti veri e propri atti di crudeltà verso gli animali.
Il cane come arma di morte
Poi arriva la scena decisiva, che Benjamin Bube ha eliminato poco dopo la pubblicazione, ma la comunità è stata più veloce: un procione fugge. Bube aizza il suo cane da caccia «Egon» con un grido d'incitamento: «Su, vai, prendilo, agguantalo». Il cane attacca.
Ciò che si vede in questo momento è legalmente problematico: la legge tedesca sulla protezione degli animali (TSchG §17) vieta di provocare dolore considerevole, sofferenza o danno agli animali senza motivi validi. L'aizzare un cane su un animale in fuga già terrorizzato dalla morte soddisfa questo elemento del reato secondo la valutazione di PETA. Un colpo di fucile sarebbe il metodo di uccisione prescritto dalla legge, non un cane incitato.
Cinghiale colpito, abbandonato ai cani
Il video documenta un secondo caso, che secondo la descrizione del video proviene anch'esso dalla pratica venatoria ricreativa di Bube: un cinghiale già ferito nel fitto viene abbandonato ai cani, che continuano ad attaccarlo. Il commento: «Morte lenta e dolorosa con dolore massicco» e «scoppia il panico totale». Ciò che le immagini mostrano è violenza incontrollata, nessun colpo mirato, nessuna morte «misericordiosa», ma caos.
Secondo la legge federale tedesca sulla caccia (BJagdG §22a), i cacciatori ricreativi sono obbligati alla cosiddetta «waidgerechtigkeit» (correttezza venatoria), il principio di uccidere la fauna selvatica il più rapidamente e indolore possibile. Ciò che il video mostra è in diretta contraddizione con questo.
Eliminare come confessione di colpa?
È notevole che Benjamin Bube abbia eliminato il video immediatamente dopo la pubblicazione. Dal punto di vista penale, eliminare un video non è una via d'uscita: dal momento in cui il materiale è salvaguardato, come nel presente caso da PETA e dalla comunità, può servire come prova. La denuncia penale da parte di PETA è in corso.
Lo schema è noto: anche nel caso del video dei gatti nel Renania-Palatinato, il cacciatore ricreativo ha inizialmente cercato di minimizzare l'incidente. La corte distrettuale di Simmern lo ha comunque condannato nel 2021, revoca della licenza di caccia per cinque anni e una multa di 5.000 euro. E nel caso della Pomerania Anteriore-Rügen, dove un cacciatore ricreativo ha aizzato un cane su un cinghiale ferito, PETA ha presentato anche una denuncia penale.
«Chi controlla i cacciatori ricreativi?»
Questa è la domanda che il video stesso pone e rimane in gran parte senza risposta in Germania. La caccia ricreativa è frammentariamente regolamentata da uno stato federale all'altro, il controllo spesso spetta alle autorità venatorie dei distretti, che mancano di risorse personali e finanziarie. Il modello di Ginevra, senza caccia ricreativa dal 1974 ma con guardie forestali professioniste, dimostra che il controllo della fauna selvatica statale senza questa pratica è possibile ed efficace.
Il video di Benjamin Bube non è una sciocchezza. È uno sguardo in una subcultura che intende l'uccisione come intrattenimento e si procura anche la benedizione ecclesiastica per farlo.
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