1 aprile 2026, ore 20:01

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Come la caccia alle pubbliche relazioni distorce la realtà e la responsabilità

L'IG Wild beim Wild respinge categoricamente le fiere di caccia come la «Hohe Jagd & Fischerei» perché mettono in scena l'uccisione di animali come attività ricreativa e bene culturale, normalizzando così una cultura della violenza incompatibile con la conservazione contemporanea degli animali e della natura.

Invece di stand espositivi per armi, trofei e battute di caccia, abbiamo bisogno di piattaforme per una vera conservazione della fauna selvatica, per l'educazione, per incontri rispettosi con gli animali selvatici e per la possibilità di rinunciare alla caccia ricreativa. La lobby della caccia di Salisburgo presenta la fiera "High Hunting & Fishing" come un "luogo d'incontro per la passione, l'artigianato e le autentiche esperienze nella natura", ma dietro questa retorica rassicurante si cela un sistema che seleziona e alleva animali selvatici per la caccia e combatte i predatori.

Quando le organizzazioni venatorie parlano di "connessione con la natura", "responsabilità nei confronti della fauna selvatica e delle foreste" e "autentica esperienza a contatto con la natura", celano sistematicamente il fatto che la loro pratica in Europa si basa da decenni su popolazioni di ungulati mantenute artificialmente, alimentazione intensiva, caccia di trofei e caccia a volpi, corvi e altri predatori, ovvero su interventi che indeboliscono i meccanismi di regolazione naturali e delegittimano il ruolo ecologico dei predatori.

I cacciatori amatoriali amano presentarsi come "partner della natura" e "garanti dell'equilibrio", mentre queste stesse associazioni si mobilitano politicamente contro animali rigorosamente protetti come la lince e il lupo, chiedono regimi di abbattimento selettivo e conducono campagne di capro espiatorio contro i predatori. Parlare di "responsabilità verso la natura" in questo contesto è principalmente un cavillo semantico: maschera il fatto che un'attività ricreativa che prevede l'uso di armi da fuoco viene normalizzata e spacciata per "conservazione della natura", mentre la letteratura scientifica e gli esempi pratici provenienti da regioni con scarsa o nessuna attività venatoria dimostrano che le popolazioni di fauna selvatica possono essere stabilizzate senza la caccia ricreativa, ma con una gestione professionale della fauna selvatica, la protezione degli habitat e il controllo del traffico.

L'IG Wild beim Wild invita pertanto i media e i politici a esaminare criticamente le strategie di pubbliche relazioni della lobby venatoria e a non adottare il linguaggio di coloro che riducono gli animali selvatici a "pezzi" e reinterpretano i predatori come un problema semplicemente perché ostacolano la loro tradizione venatoria.